Quali sono i principi fondamentali di The Document Foundation ?

The Document Foundation ha cinque principi fondamentali, che sono al tempo stesso le ragioni della sua nascita e i motivi del suo successo: la licenza copyleft, l’assenza di richiesta di copyright assignment, la democrazia di tipo meritocratico, la governance da parte della comunità, e l’indipendenza dai vendor. Questi cinque principi sono stati condivisi dal gruppo dei fondatori sulla base dei dieci anni di esperienza nella comunità OOo.

La licenza copyleft e l’assenza di richiesta di copyright assignment sono due elementi inscindibili e indispensabili, che servono il primo a proteggere l’attività degli sviluppatori volontari verso le grandi aziende, attraverso la creazione di una situazione di sostanziale eguaglianza (a prescindere dalle dimensioni e dalle forze in gioco), e il secondo ad abbattere le barriere “burocratiche” intorno al progetto.

Il successo di LibreOffice è legato alle dimensioni della comunità, a partire da quella degli sviluppatori. Per questo motivo, la crescita del numero degli hacker è stata il primo obiettivo del gruppo dei fondatori, perché solo con un afflusso regolare di sviluppatori – mese dopo mese – il progetto sarebbe riuscito non solo a superare il periodo di instabilità che sarebbe fatalmente seguito al fork, ma anche a realizzare gli ambiziosi progetti di ammodernamento del codice sorgente e di sviluppo di nuove funzionalità.

La democrazia di tipo meritocratico è una caratteristica di alcuni progetti di software libero, dove le decisioni vengono prese da chi contribuisce in modo più attivo. In questo modo, non c’è nessun ruolo attribuito dall’alto o dall’appartenenza a una grande azienda, come avviene nei progetti in cui qualcuno si arroga il diritto di decidere – come Sun nel caso di OOo – oppure in quelli dove il consenso viene raggiunto attraverso una semplice conta dei voti senza nessun fattore di correzione – per cui chi ha più dipendenti vince comunque (come nella pubblicità che dice: “ti piace vincere facile ?”).

La governance da parte della comunità deriva dalla democrazia di tipo meritocratico, e attribuisce il controllo di The Document Foundation ai membri, che diventano tali solo contribuendo al progetto. Quindi, TDF è una fondazione di proprietà dei membri, che possono essere eletti per rappresentare i propri pari, ed eleggere i propri rappresentanti all’interno degli organismi decisionali.

L’indipendenza dai vendor è un asset fondamentale, che protegge The Document Foundation da qualsiasi tentativo di ingerenza da parte di una singola azienda. Per raggiungerlo, la comunità ha inserito uno sbarramento al 30% dei membri per gli esponenti della stessa organizzazione, anche not for profit, all’interno di tutti gli organismi decisionali TDF: Board of Directors, Membership Committee ed Engineering Steering Committee.

In questo modo, visto che si tratta in tutti i casi di organismi di tipo elettivo, se il risultato delle votazioni portasse – per esempio – ad avere un Board of Directors in cui Red Hat ha tre membri su sette, quello dei tre che ha ottenuto il minor numero di voti dovrebbe lasciare spazio al primo tra i non eletti (sempre che non si tratti di un altro dipendente Red Hat oppure del dipendente della stessa organizzazione di altri due membri eletti, perché in questo caso si andrebbe al secondo tra i non eletti, e così via fino al completamento dei ruoli).

L’impossibilità del controllo da parte di una singola organizzazione provoca un effetto collaterale, in base al quale tutte le decisioni vengono prese solo quando si raggiunge il consenso tra tutti i membri (per cui tutte le votazioni, alla fine, sono all’unanimità).