Perché LibreOffice ha un numero di sviluppatori più alto rispetto alle altre suite open source ?

I fattori sono numerosi, e alcuni di essi sono già stati abbondantemente descritti:

  1. La licenza copyleft, che protegge gli sviluppatori volontari dal rischio che una grande azienda produca una versione proprietaria della suite evitando di condividere con la comunità le funzionalità e i miglioramenti apportati dai propri sviluppatori (quello che consentono le licenze “permissive”).
  2. L’assenza del copyright assignment, ovvero della cessione del copyright al progetto. Questo, se da una parte rende più complessa l’eventuale modifica della licenza dall’altra non rappresenta una cambiale in bianco sul codice, a favore di terzi. Ovviamente, come nel caso delle licenze “permissive”, il copyright assignment piace moltissimo alle aziende, e non solo per i propri sviluppatori ma anche per quelli volontari e indipendenti.
  3. La strategia di rilascio “time based” che permette agli sviluppatori, e in particolare ai volontari che dedicano una parte del proprio tempo libero alla comunità, di vedere il proprio codice – sia che si tratti di una funzionalità sia che si tratti di una patch per un bug o una regressione – integrato all’interno di LibreOffice nell’arco di poche settimane o al massimo di pochi mesi.
  4. L’ambiente molto più stimolante e molto più orientato alla comunità, con l’organizzazione di diverse hackfest e di una conferenza indipendente ogni anno (dove c’è sempre ampio spazio per gli sviluppatori, com’è avvenuto a Milano con un track sull sviluppo che è durato tre giorni e due hacknight). Inoltre, la comunità degli sviluppatori è sempre estremamente aperta nei confronti dei nuovi arrivati.
  5. L’indipendenza dai vendor, che garantisce agli sviluppatori che LibreOffice seguirà sempre gli interessi degli utenti e non quelli di una o più aziende che controllano il progetto, e garantisce alle aziende che LibreOffice non verrà mai asservito alle esigenze di un singolo vendor.
  6. La democrazia di tipo meritocratico, dove quelli che fanno sono anche quelli che decidono. In un’organizzazione di questo tipo, i leader vengono definiti dalla reputazione tra pari e non da ordini di servizio. Ovviamente, non c’è nemmeno bisogno di dire che le aziende sono per una gerarchia calata dall’alto, ovvero, esattamente il contrario.