Quelli che… O sei forse in LibreItalia…

O sei forse in Libreitalia o simili, per cui capirei la pretestuosità e la malafede…

Forse ti è sfuggito che più del 90% della comunità LibreItalia è fatto da persone che si sono avvicinate al software libero dopo il 2010, e quindi dopo il fork, e in molti casi grazie a LibreOffice e all’attività di promozione del software libero che è stata fatta dai sostenitori di LibreOffice, per cui non ha nessun tipo di preclusione verso Apache OpenOffice ma guarda semplicemente alla realtà.

Una realtà fatta da un progetto – LibreOffice – nato su iniziativa della comunità, e da un progetto – Apache OpenOffice – nato per iniziativa di IBM (un’azienda che tiene al software libero tanto quanto il boia tiene all’incolumità del condannato a morte) con un obiettivo che con il software libero a poco a che fare: l’eliminazione di The Document Foundation e LibreOffice.

Due presupposti diversi, che hanno portato a due risultati completamente diversi.

E siccome un’immagine vale più di 1.000 parole, questo è il grafico generato dai contributi sul repository GitHub di Apache OpenOffice (la scala sulla sinistra arriva a 30):

Contributors to apache openoffice

E questo, per un semplice confronto, è lo stesso grafico generato dai contributi sul repository GitHub di LibreOffice (la scala sulla sinistra arriva a 400):

Contributors to LibreOffice core

Sospetto che non siano necessari ulteriori commenti.

Certo, quando è nato LibreOffice la bontà del progetto era tutta da dimostrare, per cui lo scetticismo era giustificato (ma non erano giustificati né gli insulti né i commenti sulla competenza del gruppo dei fondatori, che ho ricevuto a profusione a partire dalla data del fork), ma dopo quattro anni non credo sia più possibile dubitare del fatto che il modello scelto dai 16 fondatori di The Document Foundation per LibreOffice funziona molto meglio del modello scelto da IBM per Apache OpenOffice.

Forse, la pretestuosità e la malafede vanno cercate da un’altra parte…