Quelli che… Avete rotto con questa storia dei formati standard…

Il formato dei documenti di Microsoft Office è quello più utilizzato, per cui è lo standard. Perché mai dovremmo cambiare, per usare un formato che non utilizza nessuno?

Bella zio… Una botta di genio, la tua. Probabilmente non sei nemmeno pagato per scrivere idiozie di questa portata, per cui non hai nemmeno la giustificazione dei soldi. Tu sei una di quelle persone che rendono stimolante il nostro lavoro, perché dimostri – con la tua presenza in vita – quanto sia importante e necessaria l’educazione sui formati standard (e su tutto quello che non permette a un formato come quello di Microsoft Office di essere uno standard e di poter essere usato per qualsiasi tipo di interoperabilità).

Il formato Open Document Format (ODF) di LibreOffice è utilizzato da governi come quelli inglese, olandese e brasiliano, e in Italia da regioni come l’Umbria, e a favore del suo utilizzo ci sono motivazioni molto più ampie che riguardano aspetti tecnici ed economici, oltre alla semplice indipendenza dalle scelte commerciali di un unico vendor (che opera sulla base dei propri interessi e non su quella degli interessi degli utenti).

Certo, passare da un formato non standard a un formato standard richiede un po’ di buona volontà. Peraltro, se i governanti fossero stati un po’ più sensibili alle esigenze degli utenti e un po’ meno sensibili a quelle di un’unica azienda, il formato standard ODF sarebbe già utilizzato da dieci anni, e di OOXML si sarebbero perse le tracce (come sarebbe giusto che fosse, visto che si tratta di un formato proprietario mascherato da standard).

Invece, non solo hanno perso tempo a discutere, ma hanno permesso che l’azienda rilasciasse un formato “standard” in quattro diverse versioni (tutte rigorosamente non standard) creando ulteriore confusione sul mercato, perché gli utenti – in questo modo – invece di imparare cosa sono gli standard e di apprezzare la loro importanza per l’interoperabilità (tu non cercare di capire, il tuo unico neurone non te lo consentirebbe, vai con DOCX, XLSX e PPTX, e muori in perfetta solitudine, perché arriverà il momento che nessuno – ma proprio nessuno – riuscirà a leggere quello che scrivi), hanno disimparato anche quel poco che sapevano.

I formati di Microsoft Office sono standard à la Microsoft, ovvero rispecchiano la strategia di un’azienda che nell’uso degli standard e nell’abbandono del lock-in (che è una conseguenza dell’uso degli standard) troverebbe la sua fine, perché nessuno – o solo quei pochi che sono veramente legati alle funzioni di tipo esclusivo di Microsoft Office (circa il 2% degli utenti a livello mondiale) – acquisterebbe il loro prodotto.

Quindi, OOXML è stato concepito come standard per non diventare mai uno standard, anche quando – in pura teoria – dovrebbe esserlo. Infatti, perché Microsoft Office rispetti lo standard è l’utente a dover compiere delle operazioni non standard, in quanto il software cerca sempre di tornare alla versione “transitional” del formato (quella del lock-in). Quindi, non è uno standard, e la decisione del governo inglese – che ha confrontato ODF e OOXML, e poi ha scelto ODF – lo dimostra in modo inequivocabile.

Tu, beota, continua a sostenere che abbiamo rotto con questa storia dei formati standard. La cosa peggiore è che noi lavoriamo anche a tuo vantaggio, ma tu questo non lo potrai mai capire…