E’ opportuno condividere le attività locali a livello internazionale ?

Più che opportuno, direi che è obbligatorio, per due motivi: (1) perché la condivisione della conoscenza, a tutti i livelli, è uno dei punti di forza del mondo del software libero, e deve essere una delle prime preoccupazioni di ogni membro di ogni progetto open source, e (2) perché solo condividendo le attività locali con la comunità internazionale riusciamo a sottolineare l’importanza della comunità italiana all’interno di TDF.

In particolare, la situazione peculiare dell’Italia, che – lo ripeto per l’ennesima volta – è l’unico Paese nel mondo in cui esiste una comunità legata ad AOO, per quanto piccola essa sia, rende ancora più importante questa condivisione. Oggi, il nostro Paese ha riconquistato la credibilità e la posizione di leadership – insieme a Germania e Francia – che aveva all’interno del progetto OOo, ed è indispensabile che la mantenga.

Purtroppo, la divisione della comunità – voluta da IBM e condivisa dal PLIO – non ha certo giovato all’immagine dell’Italia nell’ambito della comunità globale (e non siamo certo nella condizione di poter addirittura peggiorare la nostra reputazione internazionale, e non solo nel progetto LibreOffice).