La certificazione sarà appannaggio esclusivamente dei membri TDF ?

La certificazione sarà aperta a tutti, ma non a coloro che rimangono al di fuori della comunità, per diversi motivi:

  1. Chi rimane fuori dalla comunità dimostra – a torto o a ragione – una scarsa propensione verso il mondo del software libero (o se preferite open source), per cui non ha il primo requisito, ovvero la comprensione – anche critica – dei principi del software libero stesso;
  2. La comunità è la maggiore fonte di informazioni su LibreOffice, sul suo sviluppo, e sui problemi legati alla localizzazione e alla quality assurance, per cui non è possibile rimanere al di fuori della comunità ed essere al tempo stesso un professionista riconosciuto – e quindi certificato – per le sue competenze;
  3. Uno degli obiettivi del programma di certificazione è la crescita dell’ecosistema, e anche in questo caso non è possibile far crescere una cosa restandone fuori, in quanto la comunità è il primo elemento dell’ecosistema;
  4. La comunità è la “cartina al tornasole” dell’impegno di un volontario, perché è il luogo dove avvengono le discussioni più importanti, ed è veramente impossibile – se si crede nel futuro del progetto – rimanerne al di fuori.

Quindi, la maggior parte di coloro che hanno mostrato interesse verso il progetto di certificazione inviando un email in cui chiedevano informazioni, ma non hanno dato seguito alla mia risposta in cui spiegavo perché era necessario partecipare per poter essere certificati, verranno esclusi dal processo in quanto le loro eventuali domande non verranno mai accolte (e non si facciano illusioni, perché rimarrò nel ruolo di coordinatore del progetto di certificazione fino a quando avrò la forza di lavorare, ovvero per almeno una dozzina d’anni).

Quelli che, invece, hanno replicato affermando di avere una lunga – anzi, lunghissima – esperienza nel software libero, ma di non avere il tempo per leggere le mailing list: “perché i messaggi sono tutti uguali” (l’imprinting dei millantatori è sorprendente), è meglio che evitino addirittura di fare domanda, se non hanno voglia di ricevere un messaggio di rifiuto particolarmente secco.

D’altronde, non capisco perché la certificazione relativa a LibreOffice dovrebbe essere aperta a tutti senza nessun tipo di filtro quando quella delle grandi aziende del software proprietario è soggetta non solo al pagamento di cifre importanti ma anche a professioni di fede abbastanza esplicite (e del tutto assurde).

Sintetizzando, la certificazione sarà aperta a tutti, ma prima di fare domanda è opportuno verificare di avere requisiti molto simili a quelli della membership, in quanto la commissione di certificazione – presieduta dal sottoscritto – farà delle verifiche rigorose in questo senso, e lavorerà a stretto contatto con il Membership Committee proprio per evitare che la certificazione di professionisti qualificati ma poco sintonizzati con il progetto e con il software libero possa “danneggiare” in qualche modo la nostra reputazione.