Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
9 Nov
Ieri sera ho ricevuto un simpatico messaggio, non richiesto, da una collega Ferpi, che mi informava del fatto che la sede del Convegno Adecco/Agpd era stata spostata dalla Fnac alla Fondazione Adecco. A parte il fatto che se si organizza un convegno nella sala della Fnac significa che i partecipanti attesi non sono più di una ventina (e questo, forse, può anche avere un senso), il messaggio è stato inviato in chiaroa tutti gli iscritti Ferpi, che non si capisce che c’azzeccano con un convegno indirizzato ai direttori delle risorse umane. Come se non bastasse, avendo utilizzato una piattaforma scadente (MS Exchange Server + MS Outlook) il messaggio è andato in loop e continua ad arrivare con intervalli variabili tra i 10 minuti e la mezz’ora (come ogni chiavica che si rispetti, il sistema di posta elettronica Microsoft non è prevedibile nemmeno quando non funziona).
Ieri sera ho scritto, evidenziando il problema, ma evidentemente il mio messaggio non è servito a nulla. Pensare che esiste una tecnologia semplice e affidabile che permette di inviare un messaggio di posta elettronica a una lista di destinatari avendo la certezza che questo tipo di incidenti non succedano, e inviando un messaggio a ogni destinatario e non all’intera lista, così come dovrebbe accadere.
Basterebbe un minimo di competenza… e non si tratta di spedire un razzo a tre stadi nell’oltrecosmo…
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Tags: pr30 Oct
Significa End User Licence Agreement, e nessuno la legge… ed è forse per questo motivo che Microsoft continua a cambiare quella di Windows, e continua a inserire delle regole vessatorie per l’utente. Questa volta, con Vista, sembra proprio che sia riuscita a superare qualche limite, ovvero le condizioni dell’EULA di Windows XP, che erano già abbastanza restrittive.
Forse, Bill Gates ritiene che sia venuto il momento di mettere in atto quello che aveva prospettato in un suo discorso del 1998: “Nonostante i cinesi acquistino tre milioni di personal computer in un anno, nessuno di loro paga il software. Un giorno, però, lo faranno, ma fino a quando lo ruberanno, preferiamo che rubino il nostro. Diventeranno, in un certo senso, assuefatti, e noi troveremo il modo di raccogliere il dovuto nel prossimo decennio”.
Per sapere cosa vi aspetta (io passo sicuramente a Linux) leggete questo articolo di Ther Register, oppure i post di Ed Bott (uno e due). L’intero documento, la famigerata EULA, lo potete scaricare in formato PDF da qui.
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Tags: pr25 Oct

Questa è la foto della torta che il team di sviluppo di Internet Explorer ha inviato al team di sviluppo di Firefox per festeggiare l’annuncio di Firefox 2.0. Se si pensa a tutte le funzionalità che hanno copiato da Firefox, era veramente il minimo… La cosa più importante, però, sarebbe quella di copiare le funzionalità di Thunderbird per la prossima versione di Outlook, per fare in modo che i fedelissimi di Microsoft abbiano finalmente un programma di posta elettronica che rientra nei limiti della decenza…
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Tags: pr16 Oct
La traduzione del termine inglese diluted share con “azione diluita” oppure “azioni diluite” è una delle cartine al tornasole dell’incompetenza - perlomeno linguistica - delle agenzie o dei professionisti italiani di relazioni pubbliche. Purtroppo, è un’incompetenza diffusa, se pensiamo che la ricerca con il solito Google dei termini “azione diluita comunicato stampa” trova 9.660 pagine, e quella dei termini “azioni diluite comunicato stampa” trova 533 pagine. Il significato “vero” del termine diluted share è il seguente: Diluted share is a term used in reporting earnings per share, as in “earnings per diluted share”. Under Statement of Financial Accounting Standards 128, a company that has a complex capital structure (i.e., it has securities that have the potential of becoming common shares) must report earnings on both a “basic” (non-dilutive) and diluted share basis. Computing earnings on a dilutive share basis involves consideration of three types of securities: options and warrants, contingent shares and convertible securities. These securities are assumed to be exercised, issued or converted, which increases the weighted average of outstanding shares upon which diluted share earnings are computed. Since earnings on a diluted share basis assumes more outstanding shares, diluted share earnings are smaller than basic earnings per share. Thus earnings on a diluted share basis is the more conservative presentation. Ovvero, si tratta del numero totale delle azioni e degli altri documenti - opzioni, azioni privilegiate e certificati convertibili - che potrebbero essere utilizzati per la riscossione degli utili, e quindi vengono contati per il calcolo dell’utile per azione. E’ un numero del tutto teorico, per cui il termine diluted share potrebbe essere tradotto in “numero complessivo delle azioni che hanno diritto al dividendo”, ma certamente non in “azioni diluite”.
13 Oct
Il server di posta elettronica della Compagnia delle Opere si chiama “benedetto”, per cui - come sottolinea il mio vicino di scrivania Enrico Bianchessi - tiene lontano il “maligno” dai personal computer degli adepti…
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Nessun tag per questo post.11 Oct
In questo momento, Windows sta scaricando cinque aggiornamenti della protezione per Windows XP e un aggiornamento della protezione per Microsoft .NET framework, e fin qui tutto regolare, anche se avrei preferito non avere tutti questi problemi della protezione (anche se sono perfettamente cosciente del fatto che Windows ha più buchi di una forma di emmenthaler).
Quello che mi turba un po’ è che l’operazione comprende anche l’installazione di tre aggiornamenti della protezione per Office 2003, un aggiornamento della protezione per ciascuno dei pacchetti di Office (Word, Excel e PowerPoint) e un aggiornamento per il filtro per la posta indesiderata di Oulook 2003 (un controsenso, visto che Outlook è il software che produce la maggior parte della posta indesiderata che gira in rete).
L’operazione mi turba un po’ perché sul mio computer non è installato nessuno di questi software, per cui mi piacerebbe sapere cosa vanno ad aggiornare gli oltre 30MB di codice che Windows sta scaricando automaticamente. La cosa peggiore è che se non scaricassi - a mie spese, ovviamente - questo tripudio di protezioni, la funzione di aggiornamento di Windows continuerebbe a ripropormi il download su base quotidiana (lo affermo perché è già successo).
Spero, sinceramente, che una volta soddisfatto questo malfunzionamento di Windows (uno fra tanti), il codice finisca nella spazzatura. Spero, ma temo che non succeda. Per questo, ho deciso di passare definitivamente a Ubuntu. Devo solo capire, ma spero di non metterci molto, come si può far girare una macchina virtuale Windows con VMware, per utilizzare quel paio di software per me indispensabili che girano solo in ambito Windows.
Una decisione che si è addirittura consolidata dopo aver gettato uno sguardo su “vista” (sarà che sono presbite, ma certe stronzate come le trasparenze e i widgets mi sembrano un inutile spreco di risorse di sviluppo e del personal computer, e rallentano qualsiasi macchina, con l’esclusione, forse, di un supercomputer Cray raffreddato con un circuito al freon, un oggetto che non è esattamente alla portata di tutti).
Pensate che la banale operazione di trascinamento del widget che misura le risorse del sistema dalla barra laterale al centro dello schermo consuma più del 50% delle risorse del sistema, e stiamo parlando di un oggetto che occupa una finestra di un centinaio di pixel per lato. Figuriamoci quando si apre una finestra a tutto schermo…
3 Oct
Un nuovo studio di Universal McCann - ”The New Digital Divide, How the New Generation of Digital Consumers are Transforming Mass Communication” - conclude che i consumatori si affidano sempre più a piattaforme non tradizionali per l’intrattenimento, le notizie, gli acquisti, i rapporti sociali e le altre attività quotidiane.
Secondo la sintesi, la musica è stata per anni il grande spartiacque tra le generazioni, mentre oggi questo ruolo è stato assunto dalla tecnologia. In particolare, il gruppo di età compresa tra 16 e 34 anni è quello che fa segnare le maggiori differenze:
Il rapporto completo in formato PDF, completo di grafici, lo potete scaricare da questo link.
2 Oct
Lo spam ha raggiunto dei livelli insopportabili, ma c’è la possibilità di difendersi e soprattutto di denunciare gli spammer per contribuire alla limitazione del fenomeno (purtroppo, in questo momento non è possibile pensare di eliminarlo completamente).
Ho già affrontato il problema con un post in cui spiegavo come denunciare gli spammer alle autorità italiane competenti, ovvero alla Naming Authority Italiana. Per chi non lo avesse letto, la procedura da seguire - compresi gli indirizzi a cui inoltrare il messaggio di spam - viene spiegata in questa pagina. E’ importante controllare che l’intestazione - una serie di informazioni poco comprensibili per voi ma indispensabili per determinare l’origine del messaggio - venga visualizzata (per farlo, bisogna attivare un’opzione).
La maggior parte dello spam, però, arriva dall’estero, per cui è inutile denunciare gli autori di questi messaggi alla Naming Authority Italiana (che è responsabile solo dei domini .IT). La procedura, purtroppo, non è altrettanto facile e diretta, anche perché la legislazione vigente è molto più permissiva.
A questo punto, però, facciamo un passo indietro e affrontiamo il problema dello spam nell’ambito del problema più ampio della sicurezza. Per potervi inviare un messaggio di spam, infatti, lo spammer deve mettere le mani sul vostro indirizzo di posta elettronica. Quindi, la limitazione o l’eliminazione dello spam parte da lontano.
Prima di tutto, cercate di evitare i software Microsoft, e se proprio non potete fare a meno di Windows e Office (anche se quest’ultimo può essere sostituito da OpenOffice.org) cercate almeno di evitare i software Microsoft di posta elettronica (Outlook e Outlook Express) e di comunicazione (Messenger). Questi programmi mettono a repentaglio la sicurezza del PC, aprendo delle falle nell’impianto di protezione della macchina. E già che ci siete, evitate anche Explorer.
Per la posta elettronica vi consiglio Thunderbird, che ha superato - come funzionalità -anche Eudora, che ho utilizzato senza problemi dal 1995 al 2004. Tra l’altro, Thunderbird ha un’estensione - Okopipi - che permette di eseguire l’operazione di inoltro dello spam con un solo click (previa configurazione) sia a SpamCop che alle autorità statunitensi.
Inoltre, vi consiglio di utilizzare un indirizzo Gmail per ricevere tutti i vostri messaggi di posta elettronica (eseguendo un inoltro automatico dalle singole caselle), per sfruttare la potenza dei suoi filtri antispam (capaci di intercettare e spostare nella relativa casella la quasi totalità dei messaggi indesiderati), oppure di attivare un filtro antivirus e antispam di tipo professionale (in questo caso diffidate dalle imitazioni). Tra l’altro, Gmail permette di inviare i messaggi di posta elettronica come se partissero dalla casella di destinazione (quella da cui sono stati inoltrati a Gmail).
Per la navigazione vi consiglio Firefox, e per la messaggistica Gtalk (un altro software Google) o Gaim (un altro software libero, come OpenOffice.org). Tutti questi programmi, così come Thunderbird, sono completamente gratuiti, sono molto più solidi dei software Microsoft, e sono supportati da una comunità che offre un livello di supporto che non ha confronti con quello fornito - a pagamento - da Microsoft.
E adesso veniamo alla denuncia dello spam “internazionale” (del quale fanno parte anche i messaggi in italiano che non provengono da un dominio .IT):
Nei pochi casi in cui il messaggio di spam arriva da un dominio riconoscibile (come, per esempio, AOL, Gmail, Hotmail o MSN, oppure il dominio di un’azienda), inviate sempre il messaggio - ricordatevi, con le intestazioni in chiaro - all’indirizzo abuse@dominio o webmaster@dominio. In qualche caso, vi arriva addirittura un messaggio di ringraziamento.
1 Oct
Tesco, il più grande retailer inglese, sta per lanciare una linea di software per la casa e l’ufficio che avranno un prezzo massimo di 30 Euro (20 sterline). Per il momento, in linea c’è il sito Tesco Software con una home page che testimonia dell’imminenza del lancio, di cui parlano questo articolo del Telegraph e questo lancio di Reuters.
Tesco ha appena aperto una sede italiana, per cui potrebbe entrare sul nostro mercato attraverso un’acquisizione (si parla di Esselunga, che sembra essere in vendita da tempo a causa di tensioni interne alla famiglia che ne controlla la proprietà). In ogni caso, si tratta di una mossa interessante: vedremo cosa ne esce.
Tags: pr28 Sep
Jeff Prince è un imprenditore statunitense di successo, che nel corso della sua vita professionale ha fondato tre aziende - Centillion, Foundry e ConSentry (le prime due vendute con profitti molto interessanti) - grazie alle sue capacità di progettista. Oggi è chairman e chief technical officer di ConSentry. Stamattina, ho assistito a una presentazione durante la quale Jeff ha spiegato qual è il segreto del suo successo. Come quasi sempre succede in questi casi, si tratta di un frutto del buon senso comune, unito alle formidabili capacità tecniche di Jeff (stiamo parlando di una persona che è stata valutata dai venture capitalist 500 milioni di dollari). Partendo dal principio che le aziende leader di mercato e di grandi dimensioni sono quasi sempre brillanti nella visione ma lente nell’esecuzione, Jeff - attraverso un’osservazione puntuale delle strategie di CiscoNetworks, che gli ha permesso di determinare dove questa azienda voleva arrivare a tre anni di distanza - ha sviluppato dei prodotti che facevano le stesse cose ma arrivavano sul mercato con almeno un anno e mezzo di anticipo (sulla data prevista, sulla quale - però - Cisco è quasi sempre arrivata in ritardo, lasciando a Jeff un anticipo ancora maggiore). Talmente semplice da essere quasi banale. Peccato che ci voglia il cervello di un tecnico sopraffino per capire prima di tutto dove vuole andare - in termini di prodotto - il leader di mercato, e poi per progettare, sviluppare e produrre lo stesso prodotto in meno di due anni. Spero di poter avere la presentazione di Jeff Prince, e di poterla mettere a disposizione di tutti. Nel frattempo, sto cercando di capire qual è la prossima azienda da studiare… Con le mie capacità tecniche, il panorama è decisamente limitato.