Relazioni di Prossimità

Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio

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Riflessioni sul Tavernello

La pubblicità del Tavernello afferma: “il successo del Tavernello invita a riflettere”. E facciamole, queste riflessioni sul Tavernello.

Come ho già scritto, non sono un esperto di pubblicità ingannevole, per cui vorrei sentire l’opinione di qualcuno più qualificato di me. Peraltro, quella che avevo espresso - per primo - sul famoso spot del numero 892892 è stata confermata dal giudizio della commissione di esperti, con motivazioni molto simili a quelle che avevo portato “a botta calda”, basandomi esclusivamente sul buon senso e sulla mia esperienza di comunicatore (non pubblicitario). Quindi, ogni tanto esprimo un’opinione sensata.

La pubblicità del Tavernello non mi convince, per una serie di motivi. Il primo è la presenza di Federico Fazzuoli, che ha condotto per anni la trasmissione televisiva più seguita sul mondo dell’agricoltura (questo gli ha permesso di conquistare una reputazione importante presso il grande pubblico, una posizione che andrebbe gestita con attenzione e responsabilità). Il secondo è il formato che riproduce una tavola rotonda di tipo giornalistico (questo, unito alla presenza di un giornalista come Fazzuoli, può generare - nello spettatore distratto - qualche confusione). Il terzo è la citazione - apparentemente distratta - di dati altisonanti (100 milioni di confezioni, “certificazione di filiera”, 33.000 coltivatori, “non pensavo che tanta gente bevesse Tavernello”), ma posti al di fuori di qualsiasi contesto e quindi privi di significato (ma solo per chi ha un po’ di dimestichezza con le ricerche di mercato).

Il Tavernello è indirizzato a quei consumatori che privilegiano il prezzo rispetto a tutte le altre caratteristiche del vino: persone che bevono, probabilmente, per abitudine più che per gusto, attratte dal tasso alcolico della bevanda. Ipotizzo che i tre gruppi che rispondono a questo identikit, assolutamente sommario, siano: i giovani, le famiglie monoreddito che vivono nelle aree metropolitane e gli anziani pensionati. Di questi tre gruppi, solo i primi sono bassi consumatori di pubblicità (non certo perché non guardano la televisione, ma perché esercitano con perizia l’arte dello zapping). Gli altri due gruppi consumano reality show, soap opera, varietà nazionalpopolari e pubblicità. Sono i più indifesi, sotto il profilo culturale.

La pubblicità del Tavernello è centrata nei confronti di questo target, nei confronti del quale - però - a mio modo di vedere è anche ingannevole, per due motivi: la combinazione tra il formato giornalistico della “tavola rotonda” e la presenza di un giornalista come Federico Fazzuoli, che rende più credibili i contenuti dell’annuncio stesso di fronte a un pubblico che non è dotato di capacità di analisi approfondita dei messaggi di comunicazione (Fazzuoli, tra l’altro, fa da “collante” tra le diverse informazioni fornite dagli esponenti del consorzio e non fornisce direttamente né dati né commenti, per cui la sua funzione di testimonial è molto “furba”), e la focalizzazione su numeri che parlano di quantità e non di qualità, e quindi spostano il “vero” problema del Tavernello - ovvero, se è possibile che un vino possa acquistare e mantenere le sue caratteristiche organolettiche all’interno di un contenitore di materiale diverso dal vetro - su un piano completamente diverso, e - nello specifico - privo di significato.

Certo, l’obiettivo della pubblicità non è certo quello di far crescere la cultura e le capacità critiche del target, ma non dovrebbe essere nemmeno quello di turlupinarlo tout court attraverso un uso perlomeno “disinvolto” del testimonial Federico Fazzuoli. Questi, dal canto suo, dovrebbe evitare di sfruttare in modo altrettanto “disinvolto” la reputazione che è riuscito a costruirsi grazie alla sua posizione all’interno di un ente pubblico come la RAI, e quindi a spese dei contribuenti. I giornalisti hanno un ruolo “etico” a cui non dovrebbero mai venir meno, sopratutto quando la professione li porta a diventare personaggi pubblici.

E poi, se Giulio Andreotti non poteva fare la pubblicità della compagnia telefonica 3 perché è iscritto all’ordine dei giornalisti, perché Federico Fazzuoli può fare la pubblicità del Tavernello senza nessun tipo di problema?

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  • Preghiera del cittadino milanese

    Signore, chiunque tu sia, ti ringrazio per averci dato il “global warming”, ovvero il riscaldamento della crosta terrestre. Questo, almeno, ha limitato la durata della nevicata a 48 ore. Pensiamo, infatti, a cosa sarebbe potuto succedere nel caso del “global freezing”…

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  • La precisione delle previsioni metereologiche sarà inversamente proporzionale alla gravità degli effetti sulla circolazione della città di Milano (ovvero, di una nevicata di 48 ore si sapranno con precisione il minuto dell’inizio e quello della fine, mentre non vi sarà mai certezza di una giornata di sole).Corollario del Colonnello Giuliacci alla Legge del Colonnello Bernacca

    I responsabili del traffico della città di Milano non ascolteranno le previsioni del tempo, e guarderanno fuori dalla finestra solo dopo 24 ore dall’inizio della nevicata, per cui i mezzi antineve usciranno solo al termine della nevicata stessa, mentre degli spalatori - una nobile arte che ha permesso a generazioni di studenti di arrotondare le proprie entrate durante la stagione invernale - non vi sarà traccia.

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  • Uffici più spartani?

    “Daimler Chrysler ha annunciato il taglio di 6.000 quadri nei prossimi tre anni” (da Affari Italiani). Qui trovate il comunicato stampa, che annuncia misure draconiane, tali da consentire un risparmio di 1,5 miliardi di Euro all’anno.

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  • 892892: avevo ragione

    Ho appena scoperto, leggendo questo articolo di Marketing Blog (di cui consiglio caldamente la lettura), che il 9 agosto 2005, quando scrivevo Non conosco le regole sulla pubblicità ingannevole, ma l’uso del rosso (colore Telecom) e la presenza del 12 e del 412 vecchi e rimbambiti - che inducono a pensare che il numero 892892 sia un servizio Telecom - forse vanno oltre i limiti della trasparenza. Ma, ripeto, non conosco le regole sulla pubblicità ingannevole, anche se mi piacerebbe che qualcuno più esperto si pronunciasse sul tema, avevo perfettamente ragione. Infatti, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria si è espresso in questo modo, confermando che la pubblicità era ingannevole proprio per questi motivi. Attendo con impazienza le scuse di tutti coloro che mi hanno insultato per aver dubitato delle capacità creative degli eritrociti, di cui continuo a ricordare con emozione la home page:

    La stessa dal 31 luglio 2005, e forse anche da prima. Indubbiamente, un bell’esempio di coerenza nella comunicazione.

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  • E chi è, Babbo Natale ?

    La ricomparsa del camauro, copricapo papale in disuso dal 1963, è solo sintomo di freddo alla testa, oppure è un altro segno di restaurazione del passato?

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  • 892892: una storia infinita…

    E’ quella dei commenti dei difensori del numero 892892. L’ultimo in ordine di tempo prima interpreta in modo capzioso quello che scrivo, visto che non ho mai detto che la tariffa unica era oscura ma che nemmeno consultando il sito 892892 era chiaro da quali reti telefoniche fosse attiva, visto che c’erano tre dichiarazioni completamente diverse tra loro (che adesso sono sparite, ed è rimasto solamente un elenco che comprende Telecom Italia, Fastweb, Tiscali, Colt Telecom, Atlanet, Eutelia e Tele 2), e poi esprime dei dubbi sul funzionamento del mio cervello. Forse avrebbe fatto meglio a chiedere un aggiornamento, omettendo le considerazioni sulla superficialità.

    Ma il meglio del commento sta nella competenza dimostrata dall’anonimo signore, secondo il quale Colt e Fastweb possono applicare la tariffa unica perché “la rete a cui per buona parte si agganciano è la Telecom”… un’affermazione talmente sballata che si commenta da sola. Fastweb è una delle più grosse reti ottiche urbane del mondo, e Colt possiede anche lei una rete ottica indipendente meno estesa di quella di Fastweb ma altrettanto indipendente da Telecom Italia. Che poi tutti gli operatori debbano prima o poi collegarsi a Telecom è purtroppo un dato di fatto, visto che Telecom Italia continua ad avere il monopolio del doppino…

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  • Digressioni reumatiche

    Tornando a casa, ho incontrato un pinguino e un bradipo che discutevano animatamente del clima di Milano, per stabilire se quello odierno fosse più adatto all’uno in termini di temperatura (prossima a quella di Kiruna, città mineraria svedese che si trova oltre il Circolo Polare Artico) oppure all’altro in termini di umidità (prossima a quella di Manaus, capitale dello stato brasiliano di Amazonas, nel cuore della foresta pluviale più grande del mondo). Sono intervenuti i miei reumatismi, smentendo entrambi e affermando - a ragione, purtroppo - che questo è il clima ideale per loro (un po’ meno per me…). Si blogga tra i dolori articolari, ma si blogga. In questi casi, l’ironia è l’unico sollievo… oltre al naprossene sodico.

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  • Faccio pubblica ammenda

    Ho fatto un errore, interpretando in modo negativo un commento che mi sembrava forzatamente ironico, come quelli - numerosi - che sono arrivati su questo blog dai sostenitori di Red Cell durante il periodo “caldo” del numero 892892, ovvero nei mesi di settembre e ottobre.

    E mi sono preso una meritata “sculacciata virtuale” dall’autore di questo blog, che aveva lasciato il commento a cui mi riferivo in questo post con intenti opposti a quelli che io ho percepito. Evidentemente, soffro di stress da blog e ho bisogno di un po’ di riposo.

    Per il momento, faccio pubblica ammenda: come tutti quelli che hanno la coscienza a posto, non ho paura di sbagliare, e di riconoscere i miei errori.

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  • Considerazioni climatiche

    Oggi a Milano c’era più o meno lo stesso livello di umidità che c’è dentro al Thistlegorm, uno tra i più famosi relitti del mondo, che si trova nel Mar Rosso a 30 metri di profondità: ergo, respirava e vedeva molto meglio un barracuda che un essere umano. Questo mi ha permesso di comprendere che la motocicletta non è il mezzo più adatto per fare diving, anche se il mio Scarabeo 500 si è comportato molto bene ed è arrivato in porto - ovvero, a casa - senza soffrire troppo l’insolita densità dell’aria.

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  • Calendario

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