Relazioni di Prossimità

Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio

Archive for the ‘Marketing’ Category

Una nuova ricerca su social media marketing

Un working paper della Harvard Business School, disponibile in formato PDF, che individua cinque paradigmi del marketing creati da Internet:

  1. Thought Tracing (ricerca) - Basato sulla crescita esplosiva dei motori di ricerca e del modo in cui gli utenti usano la ricerca per trovare le notizie e le informazioni online. La visibilita’ nei motori di ricerca e’ diventata una parte fondamentale del marketing.
  2. Ubiquitous Connectivity (connettivita’ pervasiva) - Gli utenti sono un pubblico potenziale per la comunicazione persuasiva, e non solo nel momento in cui effettuano una ricerca. La connettivita’ pervasiva gli permette di essere sempre connessi. Il telefono cellulare e’ diventato il legame "permanente" della nostra vita.
  3. Property Exchanges (scambio fisico) - Si potrebbe riassumere con "quello che e’ mio e’ anche tuo, e quello che e’ tuo e’ anche mio". eBay e’ l’espressione commerciale, Flickr e YouTube sono l’espressione comunitaria.
  4. Social Exchanges (scambio sociale) - La conseguenza commerciale meno prevedibile della digital interactivity sono le comunita’ virtuali digitali, che sono diventate influenti e pervasive (ne sono un esempio Cyworld, FaceBook e MySpace).
  5. Cultural Exchanges (scambio culturale) - In quest’ambito, il marketing aspira al ruolo di autore nella formazione culturale dei clienti, ma deve essere accettato e non contrastato. I cortometraggi BMWsono un buon esempio.
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Interessante da McKinsey

How companies are marketing online

La ricerca McKinsey sul marketing online ha rilevato che le aziende utilizzano gli strumenti digitali - dai siti ai wiki - soprattutto per il servizio agli utenti. Due terzi degli intervistati utilizzano gli strumenti digitali per lo sviluppo dei prodotti, e quasi altrettanti fanno pubblicità online.

  • Gli intervistati considerano la pubblicità online altrettanto utile per la costruzione del brand e per il direct response. Gli investimenti dovrebbero crescere per tutti i tipi di pubblicità online nei prossimi tre anni.
  • Più della metà degli intervistati ritiene che la propria azienda ottenga il 10% o più delle proprie vendite attraverso i canali online entro il 2010 - esattamente il doppio rispetto a oggi. Per quell’epoca, l’11% prevede di spendere online la maggior parte del proprio budget per la pubblicità.
  • Oggi, la maggior parte delle aziende non integra i propri sforzi di marketing offline e online, ma le aziende che utilizzano gli strumenti online per l’intero spettro delle attività di marketing sono più propense a farlo.

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  • Filed under: Marketing
  • Che buona la pasta !!!

    E’ quello che traspare dalle bocche spalancate di Pier Luca ed Enrico, sotto gli occhi di Gianluca, durante il BBQ Marketing Meeting di sabato scorso, a Cascina Rosina (un posto dove di “camp” ce n’è a perdita d’occhio). L’altro Gianluca, incredibilmente fermo, e Giuseppe in primo piano completano il gruppo.

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  • Filed under: Blog, Marketing
  • Is there anyone…

    Willing to teach him some English? Please bear with us, Francesco Rutelli is a prominent Italian politician, one of the leaders of our government and the Ministry of Culture (the hidden message is that culture in Italy doesn’t include languages, or at least English). From now on, we should include in every travel package 30 minutes of English conversation with this man…

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  • Filed under: Italians, Marketing, Social Media
  • Questione di scelte

    Anche in questo caso, riporto integralmente il testo di un post di Maurizio Goetz

    Si possono difendere le posizioni acquisite cercando di costruire barriere all’ingresso ai competitor o si possono esplorare nuovi oceani blu.

    Se la propria comunicazione passa inosservata, si può aumentare la propria presenza mediale oppure modificarne radicalmente l’approccio.

    Si può mettere in discussione il lavoro della propria agenzia di comunicazione e indire una nuova gara oppure si può ridefinire insieme le strategie di comunicazione partendo dalla propria “value proposition”.

    Si può insistere nelle proprie scelte di investimento pubblicitario o si può cominciare a esplorare nuove modalità e nuovi canali di comunicazione.

    Si può ridicolizzare chi percorre nuove strade, oppure si può considerare la possibilità�che esse possano portare a nuovi lidi ancora inesplorati.

    Si può cercare di prevedere il futuro oppure si può incominciare a progettarlo.

    Si può. E’ soltanto una questione di scelte…

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  • Filed under: Marketing
  • Imperdibile

    Le relazioni pubbliche aprono le finestre e lasciano passare liberamente la brezza. Portano la parola di Francesco e il suo approccio a vivere il messaggio del Vangelo in ogni angolo del mondo Comincia così il Manuale di Relazioni Pubbliche dell’Ordine Francescano Secolare degli Stati Uniti, di cui potete vedere la copertina con l’immagine del crocefisso di San Damiano, quello che - secondo la leggenda - parlò a San Francesco d’Assisi invitandolo a “ricostruire” quella Chiesa Cattolica che stava vacillando sotto i colpi del papato romano nell’alto medioevo. E’ un libercolo di 39 pagine, che potete scaricare - in formato PDF - da questo link. Una lettura da non perdere, assolutamente.Technorati: , ,

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  • Filed under: Marketing, Public Relations
  • Sharon Stone e le pierre

    Giusto per mettere la ciliegina sulla torta, a migliorare l’immagine della nostra professione ci si mette anche Sharon Stone, che nel serial televisivo statunitense Huff impersona una professionista delle relazioni pubbliche che emette fatture grossolanamente gonfiate a carico degli enti governativi per cui lavora. Siccome il tutto avviene a Los Angeles, Scott Baradell dell’agenzia Idea Grove si chiede se il personaggio sia stato ispirato dalle attività illecite di Fleishman-Hillard nella stessa città, ispirate da un signore che ha eletto proprio il Texas a propria dimora per il tempo libero (e questo la dice lunga sul numero e la qualità dei suoi “neurones”). Perché nascere in Texas non è una colpa (nonostante sia il luogo che ha dato i natali a George “camminatore” Bush), ma andarci in vacanza sostenendo che è il posto più bello degli Stati Uniti è imbarazzante.

    Comunque, nonostante le performance del management statunitense, Fleishman-Hillard non è ancora scesa così in basso - perlomeno in Italia - da essere l’agenzia che ha prodotto la migliore cartella stampa del CeBIT, come ha insinuato qualcuno nei commenti a quel post.

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  • Filed under: Marketing, Public Relations
  • Lo sapete da dove proviene Erik Kim, il Chief Marketing Officer di Intel, assunto da Paul Otellini nel settembre del 2004 per guidare l’operazione di rebranding dell’azienda?

    A questo punto, mi chiedo se l’ovale derivi dal logo “intel inside” o dal logo Samsung. Un dubbio amletico, che nasce da questa insolita coincidenza cosmica. Ce la faremo a sopravvivere?

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  • Filed under: Marketing
  • Il nuovo logo Intel

    Questo è il nuovo logo Intel, che coinvolge un ridisegno complessivo anche dei loghi delle piattaforme (Centrino, VIIV) e del processori (Pentium, Xeon, Itanium). A differenza del nuovo logo Kodak, questo mi sembra un’evoluzione azzeccata di tutti i “segni” che hanno accompagnato l’azienda in questi ultimi anni: senza citarlo, infatti, il logo evoca il tormentone “intel inside”, e rinnova la font (che era, effettivamente, un po’ datata).

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  • Filed under: Marketing
  • Era colpa del logo?

    Kodak ha completamente stravolto il suo storico logo, che ha rappresentato un punto di riferimento per generazioni di fotografi (compreso il sottoscritto, che ha utilizzato centinaia di rullini Kodachrome ed Ektachrome). L’azienda, quindi, sembra attribuire la causa della propria crisi non tanto all’evidente incapacità di comprendere il mercato della fotografia digitale (comune a molte altre aziende) quanto a un’immagine “datata”. In questo modo, l’operazione di rebranding protegge la poltrona di un top management che ha dimostrato una manifesta incapacità di gestione dell’azienda di fronte a un’evoluzione del mercato fin troppo annunciata, e distoglie l’attenzione da quello che è stato il vero problema: l’incapacità di trasformare il quasi monopolio nella vendita di foto e diapositive a colori, che è durato per decenni, nella leva per entrare con successo nel mercato della fotografia digitale, dove non esiste più la pellicola. Kodak, purtroppo, è sulla strada già percorsa da Agfa, ormai completamente smembrata, e non certo per colpa del logo.

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  • Filed under: Marketing
  • Calendario

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