Relazioni di Prossimità

Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio

Archive for the ‘Journalism’ Category

Comunicazione ufficiale e non ufficiale

Carlo Odello pone un quesito interessante a margine di questo post in cui citavo l’opinione di Andy Lark sul tema - particolarmente attuale negli Stati Uniti, mentre qui in Italia sembra interessare solamente lui, il sottoscritto ed Enrico Bianchessi - del comunicato stampa, ovvero qual è la differenza tra la comunicazione ufficiale e quella non ufficiale. Carlo afferma, a ragione, di conoscere solo la funzione di comunicazione ufficiale del comunicato stampa, un documento che ha il compito di rappresentare la posizione ufficiale di un’ente, di un’azienda o di un individuo su un tema importante.

La comunicazione non ufficiale di cui parla Andy è quella che deriva da un percorso “collaterale” del comunicato stampa, che è diventato sempre più importante prima con la diffusione e poi con la maturazione di internet. Oggi, infatti, chiunque può accedere alle informazioni contenute nei comunicati stampa distribuiti da un’azienda leggendo i testi sul sito dell’azienda stessa o su quello dell’agenzia di relazioni pubbliche (se c’è e se ha un sito con questa funzione di servizio). Quando questo avviene, per esempio, con un blogger che riporta la notizia nel suo blog, fornendone - ovviamente - una propria interpretazione, siamo di fronte a una comunicazione non ufficiale. Ed è proprio questa commistione tra comunicazione ufficiale e non ufficiale, con tutti gli incroci che ne derivano, a rendere attuale e necessaria una revisione della struttura del comunicato stampa stesso, che - secondo la mia opinione - non può che diventare un “aggregatore” di informazioni, che contiene un primo livello di dati e di opinioni, ma punta a una pletora di informazioni accessorie la cui disponibilità evolve nel tempo e arricchisce i contenuti del comunicato stampa stesso.

Ovviamente, noi di Quorum PR abbiamo un progetto in testa, che affineremo nel corso del mese di marzo e presenteremo - dopo averlo condiviso con i nostri clienti, con alcuni professionisti (tra cui, ovviamente, Carlo Odello) e con alcuni giornalisti (in primis Luca e Beppe, che così capiscono il motivo per cui sto cercando di mettermi in contatto con loro) - appena possibile. Per il momento, guardatevi questa presentazione del giornalista inglese Guy Clapperton, che fornisce una serie di considerazioni importanti sulla percezione che i giornalisti stessi hanno del nostro lavoro, di fronte alle quali è difficile non trovare stimoli per ripensare in maniera critica le consuetudini e gli strumenti della professione.

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Sanremo

Il festival ce lo sistema Suzukimaruti, in due puntate. Basta rispettare l’ordine di lettura: uno e due.

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  • nòva 24 Ora!

    Il blog più atteso del 2006 è appena nato: lo guarderemo crescere non interesse.

    Nòva 24 è il miglior prodotto editoriale degli ultimi anni (vogliamo dire del nuovo millennio?) sulle nuove tecnologie, e per il momento continua a stupire settimana dopo settimana per la qualità dei contenuti.

    Nessun difetto apprezzabile, se si esclude il fatto che Luca e Beppe buttano nel cestino i miei messaggi (visto che non mi rispondono, e dire che ci conosciamo da anni).

    Probabilmente, non leggono nemmeno il mio blog… ma io sono paziente…

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  • Vita e morte del comunicato stampa

    Andy Lark liquida la questione con queste parole: Il comunicato stampa svolge una funzione tecnica di comunicazione, che è necessaria sia per la comunicazione ufficiale che per quella non ufficiale. Il fatto che se ne faccia spesso abuso e che molti lo gestiscano nel modo sbagliato sono due problemi completamente diversi. E’ tempo, però, di ripensare il comunicato stampa, di reinventarlo senza ucciderlo, perché rimane un importante strumento di comunicazione. Un blog e un comunicato stampa possono riportare entrambi una notizia, ma sono due cose diverse.

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    Cos’è una notizia

    La risposta ce la da il Washington Post:

    The real question [...] is how we decide whether one story is more worthy than another. How do we determine the merits of a case? The answer, in my judgment, lies at the heart of newspaper industry’s downward spiral in circulation.

    The decision to go with one story rather than another turns on what we in this business consider “newsworthy”. It’s an amorphous term, but editors claim to know it when they see it. Unfortunately, in my view, that decision seems to boil down to what those of us in newsrooms, and not readers, care about.

    And there’s the problem. What draws the interest of people in the news business (what they like to read and write about) often bears little relationship to what people who live in communities [...] care about.

    And that’s how a single mom in Northeast Washington who disappears from her home, leaving behind all her children and possessions, doesn’t make it into the newspaper.

    It’s because someone may have decided that a story like hers, of a woman nobody has ever heard of, won’t have much significance to readers. It’s because someone has concluded that there is nothing out of the ordinary about an adult black single mom walking out on her family. It’s because such behavior is considered commonplace, too routine to warrant precious space.

    Certo, è l’opinione di un singolo, ma si tratta di un opinionista di uno dei più autorevoli quotidiani statunitensi. Forse, questo concetto di notizia non è più così attuale… Forse, leggere qualche blog - invece di criticarne l’attendibilità - potrebbe aiutare a rendere più attuale - e vicino al lettore - il concetto di notizia… Forse…

    Grazie a Carlo Felice Dalla Pasqua per la segnalazione.

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  • Permalosetten

    Sembra proprio che il Financial Times non riesca a mandar giù il fenomeno dei blog. E lo conferma anche il primo post del blog appena inaugurato dal quotidiano. Chiedersi, oggi, se Karl Marx e George Orwell avrebbero utilizzato lo strumento del blog mi sembra un esercizio completamente inutile, visto che i due hanno utilizzato - e bene - gli strumenti che avevano a disposizione al loro tempo.

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  • Filed under: Blog, Journalism
  • La democratizzazione dei media

    Robert Scoble affronta il problema. Funziona sempre così: incominciano a parlarne negli Stati Uniti, e poi - con calma - arriva anche da noi…

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  • Distonie al sole

    Avevo scritto, citando Giuseppe Granieri e Cesare Lamanna, che volevamo Nòva24 online, ma non mi aspettavo questa risposta da parte del Sole 24 Ore:

    Gentile Italo Vignoli,

    La informiamo che nella sezione “Articoli e Dossier” su Expopage è stato pubblicato il supplemento de Il Sole 24 Ore: “Nòva24″ del 20 Ottobre 2005.

    Nòva24 è il nuovo supplemento de Il Sole 24 Ore su scienza, tecnologia e innovazione. All’interno: le novità e gli scenari futuri nel campo dell’elettronica e delle telecomunicazioni; le sfide dell’ambiente e della medicina; gli innovatori d’Italia.
    Se non lo ha già acquistato in edicola, Expopage, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, mette a sua disposizione per soli 5 euro + IVA l’intero supplemento di 16 pagine nella sezione Articoli e Dossier.

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    Buona lettura e resti informato con Expopage e il Sole 24 Ore!

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    Siccome il prezzo non mi sembrava affatto straordinario (visto che una copia del Sole 24 Ore del giovedì, acquistata in edicola, costa 1 Euro IVA compresa), sono andato sul sito del Sole 24 Ore per verificare il costo dell’abbonamento, accedendo a questa pagina dove ci sono due offerte - entrambe a 325 Euro IVA compresa - per 12 mesi di abbonamento + libro oppure per 14 mesi di abbonamento. Sulla stessa pagina, tra i supplementi, viene citato anche Nòva24, con un link a questa pagina dedicata ad Alfa, il supplemento che è stato sostituito da Nòva24 da almeno un paio di mesi. Parafrasando le pagelle di Paolo Ziliani, si potrebbe dire: voto 5, distonico.

    Sono certo che i giornalisti di Nòva24, che stanno facendo un prodotto eccellente, aperto anche verso la comunicazione online e il mondo open source, avranno qualche sussulto di fronte al prezzo di 5,00 Euro + IVA (dovrebbero essere 5,20 Euro, visto che l’IVA sull’editoria è del 4%).

    Attendiamo con impazienza un’evoluzione positiva della vicenda. Per il momento, continuiamo a leggere la versione cartacea…

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  • Wibrazioni

    Secondo Antonio Dini, Giuseppe Turani dovrebbe evitare di scrivere articoli come questo, che parlano di tecnologia, soprattutto quando intervista un manager come Riccardo Ruggiero - AD di Telecom - che ha smesso da tempo di occuparsi direttamente di queste cose. Tra le righe, dice le stesse cose anche Massimo Mantellini.

    Io mi permetto di sottolineare come sia difficile parlare e scrivere con competenza di tecnologia in un mondo che evolve con grande velocità, al punto da mettere a dura prova le capacità di apprendimento della mente umana. Ma un’occhiata a Wikipedia non costava molto, soprattutto in termini di tempo, e avrebbe evitato qualche critica. Per i più curiosi, qui trovate un’analisi della tecnologia Wibro, qui una presentazione in formato PDF di un esponente di Samsung, e qui una presentazione in formato PDF di un professore dell’Università di Seoul.

    Alla fine di tutto, comunque, rimane aperto l’interrogativo sulla possibilità di fare telefonate e scaricare film durante la gara di bob, visto che la banda è assicurata “solo” fino a 120 chilometri orari…

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  • Vogliamo Nòva 24 online

    Cito integralmente da Giuseppe Granieri:

    Non apparendo in Rete, Nòva si sottrae alla memoria, alla ricercabilità, alla discussione. Ed alla vita, in quanto durata. Peccato, perché è uno degli ultimi spazi italiani, se non l’ultimissimo, in cui si può leggere la tecnologia raccontata in maniera interessante e con una prospettiva un po’ più ampia. Meriterebbe l’onore dell’archivio condiviso e la possibilità di raggiungere un pubblico più ampio.

    E’ d’accordo anche Cesare Lamanna.

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  • Calendario

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