Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
8 Apr
Dopo gli occhiali da sole da 1.000 Euro, Lapo Elkann si ripete con il vino, o meglio con i Fashion Wines Fiat. Franco Ziliani sottolinea la vacuità del testo utilizzato come comunicato stampa (lo potremmo definire, nella migliore delle ipotesi, un tema in classe “fantasioso”).
Ovviamente, non stupisce affatto che in entrambi i casi l’agenzia di relazioni pubbliche metta in campo il peggio della professione (nel caso degli occhiali, il testo del comunicato stampa lo trovate su [mini]marketing).
Naturalmente, vanno letti anche i commenti orripilati al post. Interessante la proposta delle banane al gusto di melanzana per “sdrammatizzare” il marchio Fiat.
Tags: comunicato stampa, Marketing, pr, relazioni pubbliche20 Mar
Willing to teach him some English? Please bear with us, Francesco Rutelli is a prominent Italian politician, one of the leaders of our government and the Ministry of Culture (the hidden message is that culture in Italy doesn’t include languages, or at least English). From now on, we should include in every travel package 30 minutes of English conversation with this man…
Technorati tags: Francesco Rutelli, English language, Italy, tourism
Tags: pr17 Nov
Dopo aver blendato i database, abbiamo prima deploiato e poi tunato l’applicazione. Poi, abbiamo creato un pannello di editori per verificarne l’utilizzo. (anonimo, di sospetta origine italiana)
Technorati tag: italiano
Tags: pr16 Oct
La traduzione del termine inglese diluted share con “azione diluita” oppure “azioni diluite” è una delle cartine al tornasole dell’incompetenza - perlomeno linguistica - delle agenzie o dei professionisti italiani di relazioni pubbliche. Purtroppo, è un’incompetenza diffusa, se pensiamo che la ricerca con il solito Google dei termini “azione diluita comunicato stampa” trova 9.660 pagine, e quella dei termini “azioni diluite comunicato stampa” trova 533 pagine. Il significato “vero” del termine diluted share è il seguente: Diluted share is a term used in reporting earnings per share, as in “earnings per diluted share”. Under Statement of Financial Accounting Standards 128, a company that has a complex capital structure (i.e., it has securities that have the potential of becoming common shares) must report earnings on both a “basic” (non-dilutive) and diluted share basis. Computing earnings on a dilutive share basis involves consideration of three types of securities: options and warrants, contingent shares and convertible securities. These securities are assumed to be exercised, issued or converted, which increases the weighted average of outstanding shares upon which diluted share earnings are computed. Since earnings on a diluted share basis assumes more outstanding shares, diluted share earnings are smaller than basic earnings per share. Thus earnings on a diluted share basis is the more conservative presentation. Ovvero, si tratta del numero totale delle azioni e degli altri documenti - opzioni, azioni privilegiate e certificati convertibili - che potrebbero essere utilizzati per la riscossione degli utili, e quindi vengono contati per il calcolo dell’utile per azione. E’ un numero del tutto teorico, per cui il termine diluted share potrebbe essere tradotto in “numero complessivo delle azioni che hanno diritto al dividendo”, ma certamente non in “azioni diluite”.
16 Oct
However, we hope that this translation will help Italian speakers understand the GNU LGPL better. Tuttavia, speriamo che questa traduzione aiuti gli altoparlanti italiani a capire più meglio il GNU LGPL.
13 Oct
Hotel Newport, Eurodisney. Salgo in ascensore. Con me una coppia italiana equipaggiata con bambinetta petulante di circa 3 anni e relativa carrozzina/SUV con ruote chiodate da 10″ (indispensabili per affrontare le insidie del parco dei divertimenti) su cui poggia una dotazione di bevande, cibi e vestiti degna di un corso di sopravvivenza per manager (nonostante l’ingresso sia a 500 metri, e per raggiungerlo non sia necessario attraversare deserti e sterrati), e una coppia di anziani signori anglosassoni che parlottano tra loro in inglese. Io mi metto in un angolo dell’ascensore, mentre la coppia di anziani si piazza davanti alla porta. Il resto (c’è spazio per 18 persone) è occupato dal SUV.
Premo il pulsante del quinto piano, e i coniugi inglesi quello del sesto. I due italiani sono troppo occupati a tenere ferma la bambinetta per premere un qualsiasi pulsante, o forse credono che l’ascensore sappia già a quale piano devono scendere (in effetti, se ci fosse qualche sensore, sarebbero fin troppo facili da identificare).
Arriviamo al quinto piano. Cerco di guadagnare la porta, ma dovrei scavalcare il SUV ed eliminare la bambinetta che continua a scorrazzare beata in mezzo alle mie gambe (questa seconda cosa la farei molto volentieri, e nell’operazione eliminerei anche i due genitori che guardano il tutto con aria da perfetti imbecilli). Purtroppo, non ho con me il lanciafiamme portatile (avrei dovuto capire che in un luogo come Eurodisney, infestato da bambinetti, un accessorio come il lanciafiamme è indispensabile).
A nulla vale il mio “per favore, dovrei scendere”, che serve solo a far spostare i due inglesi dalla luce della porta, che - inesorabile - si richiude. A questo punto, il cerebroleso italiano chiede sorridendo alla coppia inglese “il prossimo è il quarto piano?”, e si stupisce persino perché gli rispondo io, facendogli notare che il prossimo era il sesto piano, e che la sua bambinetta mi aveva impedito di scendere al quinto.
Fuggo al sesto piano, insieme alla coppia di inglesi che esce scuotendo la testa… Qualcuno ha ancora dei dubbi sul perché detesto i luoghi come Eurodisney e Las Vegas?
1 Oct
Purtroppo, tra Lega (e dintorni) a destra e Rifondazione (e dintorni) a sinistra, non riusciremo mai ad avere un governo che utilizza il buon senso e non si lascia trascinare fuori rotta dai massimalismi (che, come tutte le forme estreme di espressione, dimostrano solo la stupidità dei loro autori). Lo spiega in modo circostanziato questo editoriale sul solito Articolo 21.
14 Sep
Clemente Mastella, l’uomo a cui dobbiamo l’indulto (il primo provvedimento legislativo della storia dedicato a un papa, una cosa che non si era mai vista in nessun Paese civile), ha commentato con queste parole la nomina di Gianni Riotta alla direzione del TG1: “Alla Rai non interviene lo Spirito Santo a fare le nomine così come da nessun’altra parte. Ognuno ha nome e cognome e risponde a qualcuno. Poi mi auguro che risponda all’interesse generale e quindi quando questo avviene almeno sia salvaguardato quello”.
In attesa che qualcuno traduca questa frase in italiano, rendendola intelligibile anche a chi - come il sottoscritto - non è assistito dallo spirito santo, ma ha un profondo rispetto della propria lingua, propongo per Clemente Mastella la carica “honoris causa” di Ministro per l’Analfabetismo di Ritorno, movimento di cui è sicuramente uno tra gli esponenti più autorevoli.
Technorati tags: italiano
Tags: pr31 Aug
La prima: la ricchezza di un paese non si misura solo dal reddito pro capite, dal GDP nazionale, ma anche dalla qualità della vita. L’abbondanza delle merci disponibili e la capacità di distribuzione capillare, e grosso ricambio delle medesime. Se negli USA il GDP pro capite è il doppio di quello italiano (36.000$ di contro a 18.000$ nel 2004), non significa che noi siamo, detto in maniera rude ma efficace, soltanto più “poveri” del 50%. Siamo in realtà molto più poveri, perché il nostro sistema di grande distribuzione è molto più limitato, ed in generale i prezzi di tutte le merci sono più alti, sia perché essi sono gravati di imposte che variano dal 20% dell’IVA fino al 70% (!) per il carburante; gravami che se introdotti negli USA porterebbero a sollevazioni popolari immediate. Considerando anche il fatto che la “income tax”, nella combinazione di tasse statali, federali e locali, è generalmente più bassa di quella italiana, ecco che ci troviamo ad essere probabilmente più poveri non del 50%, ma del 75%.
La frase è prelevata pari pari da questo articolo di Paolo Bernardini, italiano, che riflette sul modello americano dopo due mesi di esperienza come “visiting professor” alla University of Missouri di Saint Louis.
Tags: media, pr5 Jul
L’Italia arriva alla finale dei Mondiali ogni tre edizioni, ovvero ogni 12 anni: Messico 1970, Spagna 1982, Stati Uniti 1994, Germania 2006. Nel 1958, non ha partecipato alla fase finale dei Mondiali di Svezia.
Nel 1982, l’Italia ha battuto in semifinale la Polonia, squadra del Paese d’origine dell’allora Papa Giovanni Paolo II, con il punteggio di 2-0, e poi ha vinto il Mondiale sconfiggendo in finale la Germania.
Nel 2006, l’Italia ha battuto in semifinale la Germania, squadra del Paese d’origine dell’attuale Papa Benedetto XVI, con il punteggio di 2-0, e poi…
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