Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
11 Sep
Ricordate il post sul licenziamento di Alan Kay da parte della “nuova HP” di Mark Hurd, uno dei migliori “potatori” sul mercato?
Google ha appena fatto esattamente il contrario, assumendo Vint Cerf nel ruolo di Chief Internet Evangelist. Se non conoscete Vint Cerf, trovate la sua biografia su Wikipedia, iBiblio e ICANN.
Nel 1974, Vint Cerf ha scritto, insieme a Bob Kahn, il documento A Protocol for Packet Networks Intercommunication, che è considerato la pietra miliare per lo sviluppo dell’internetworking, ovvero del collegamento tra reti a pacchetto che è alla base di internet. Nel 1984, ha guidato il team di sviluppo di MCI Mail, il primo servizio commerciale di posta elettronica, di cui io - per una strana coincidenza - sono stato uno dei primi utenti italiani.
E’ una mossa importante da parte di Google, che conferma la sua posizione di leader nel mondo della rete.
Tags: pr7 Sep
Oggi, eBay ha compiuto 10 anni, e il New York Times ha dedicato a Pierre Omidyar - che ha fondato il sito di aste online insieme alla moglie Pam - un bell’articolo in cui sintetizza la storia.
Nessun tag per questo post.6 Sep
Quando ho letto l’articolo di Franco Carlini sul Corriere della Sera di oggi, sono ritornato con la memoria all’incontro con le agenzie di relazioni pubbliche organizzato dal nuovo management all’inizio del 2005. All’epoca, non mi avevano convinto né Alfredo Cazzola né l’ingioiellata signora che sedeva alla sua sinistra, perché erano stati troppo aggressivi e troppo sicuri di sé, e soprattutto perché avevano dimostrato una totale ignoranza delle dinamiche dell’ICT, che assimilavano a quelle del mondo dell’auto (gli utenti possono anche essere gli stessi, ma si comportano in modo completamente diverso, e diversi sono i canali e le dinamiche di prezzo, soprattutto nell’area dei margini, e il caso della Renault Logan dovrebbe aprire i pori del cervello anche a chi è abituato a budget faraonici come quelli del MotorShow).
Con il 2005, e con l’accesso alla sala stampa limitato a quei giornalisti che ancora possiedono un fax, finisce un’epoca che è durata circa 10 anni e che è stata inaugurata - immodestamente - dal sottoscritto nel 1994, quando - con la complicità di Doriano Guerrieri ed Enrica Menozzi di Modo, all’epoca distributore di riferimento per il mondo Macintosh - riuscimmo a ottenere un ufficio all’interno della sala stampa per organizzare incontri e interviste, e distribuire le cartelle stampa su CD (con il masterizzatore che andava in conflitto con la macchina elettrica del caffè), generando un traffico inconsueto per la struttura e suscitando i sospetti e le perplessità di Mariella Governo e dell’organizzazione, che avrebbero poi sancito la validità dell’idea (che non avevo fatto altro che copiare da CeBIT e Comdex) nel 1999, ufficializzando la presenza delle agenzie di relazioni pubbliche all’interno della sala stampa.
Il 1995 era stato l’anno delle tartine plug & play (bisognava unire i due pezzi, ciascuno con un sapore diverso, prima di metterle in bocca) create in onore di Windows 95 e presentate durante una degustazione di 12 “tre bicchieri”, mentre nel 1996 avevamo organizzato nella Palazzina del Peso dell’Ippodromo di San Siro lagrandefestadellosmau per 1.000 persone, con la partecipazione di Francesco Paolantoni nei panni del “nonno Internet” e tre DJ che avevano fatto ballare giornalisti, espositori e visitatori fino alle sei del mattino. L’idea di fondo era quella di aggregare la comunità dei comunicatori portandola all’interno della città, così come faceva da tempo il mondo della moda. Un’idea che, forse, avrebbe potuto funzionare se non ci fosse stata - questa volta - l’ostilità di Smau, che voleva proteggere la “diversità” della manifestazione, sperando - forse - di poter contare su un mercato in eterna crescita.
Poi, con il 2001 e con l’afflosciamento della bolla speculativa, era iniziata la parabola discendente, e a nulla erano valsi gli sforzi degli organizzatori per mantenere invariato non tanto il numero dei visitatori quanto quello degli espositori. Quella che aveva continuato a funzionare era proprio la comunicazione, perché Smau - alla lunga - era veramente diventato il punto di aggregazione di tutta la comunità, e questo ne aveva fatto - nel bene e nel male - un fenomeno mediatico. Fino all’epilogo, con l’acquisizione da parte di Promotor, che ha costruito il suo successo con il MotorShow di Bologna, e alla notizia del fax… Proverò con un piccione viaggiatore… il telex mi sembra azzardato…
Tags: media, pr, relazioni pubbliche31 Jul
Io mi chiedo di quale considerazione godano gli utenti italiani di telefonia presso le agenzie di pubblicità, se dobbiamo sorbirci degli autenti “insulti mediatici” come quello che ci sta ossessionando da qualche settimana per la promozione del nuovo servizio 892892. Più guardo la coppia di “iapinidi” più sono convinto della necessità di eliminare - anche se solo professionalmente - la coppia creativa che ha concepito un simile scempio.

Tra l’altro, quello che non si riesce assolutamente a comprendere dalla pubblicità è che il servizio non solo è a pagamento, ma che - evitandolo (com’è giusto che sia, visto l’insulto alla nostra intelligenza) - prima o poi riusciremo a permetterci una vacanza esclusiva o un collier di diamanti o la casa dei nostri sogni…
Queste, infatti, sono le tariffe:
Telecom Italia e altre reti fisse
12 centesimi di Euro alla risposta + 3 centesimi di Euro al secondo ovvero 5,52 Euro per una telefonata di tre minuti
Telecom Mobile
15,49 centesimi di Euro alla risposta + 3,1 centesimi di Euro al secondo ovvero 5,73 Euro per una telefonata di tre minuti
Vodafone Mobile
15,49 centesimi di Euro alla risposta + 4,16 centesimi di Euro al secondo ovvero 7,64 Euro per una telefonata di tre minuti
Wind Mobile
15 centesimi di Euro alla risposta + 3,1 centesimi di Euro al secondo ovvero 5,73 Euro per una telefonata di tre minuti
Meditate, gente, meditate, e - soprattutto - non telefonate…
Tags: media, pr24 Jul

Alan Kay è stato tra i fondatori del Palo Alto Research Center di Xerox, meglio noto come PARC, ed è l’autore di una delle frasi più conosciute e significative nel mondo dell’information technology: “il modo migliore per prevedere il futuro è quello di inventarlo” (the best way to predict the future is to invent it), pronunciata nel 1971 durante una riunione interna proprio del PARC.
Probabilmente, in virtù di questa frase e della presenza al suo interno della parola “invent” (ma non solo, potete leggere il suo incredibile curriculum su Wikipedia oppure fare una ricerca su Google, che vi fornirà circa 159.000 risultati), Alan Kay era stato assunto da HP come Senior Fellow responsabile dell’Advanced Software Research Team. Questo, fino allo scorso 20 luglio, quando le forbici del “giardiniere” Mark Hurd hanno posto fine alla carriera sua e dell’intero team di ricerca sul software.
Evidentemente, le forbici del grande potatore hanno fatto fuori anche il webmaster, visto che sul sito HP - a distanza di una settimana - ci sono ancora la biografia di Alan Kay sia l’intervista in cui spiegava i motivi del suo ingresso in azienda.
Invent ?
P.P. - Che Alan stia ridendo proprio per questo ?
Tags: pr24 Jul
Sul sito dedicato una spiegazione del significato del nome: “porta chiarezza nel vostro mondo”. Conoscendo Microsoft, è una conferma del fatto che ci vorrà un bel paio di “occhiali da vista”, magari bifocali, per vedere con chiarezza sia da lontano che da vicino. Windows Vista “stabilisce un nuovo livello di confidenza con il vostro PC e nella vostra capacità di sfruttarlo nel modo migliore, introduce delle modalità chiare per organizzare e utilizzare le informazioni nel modo in cui voi le volete utilizzare, e vi collega in modo trasparente alle informazioni, alle persone e agli strumenti che vi permettono di ottenere il massimo dalla vostra vita”.
Io ho già un ottimo rapporto di confidenza con il mio PC, visti gli insulti che gli rivolgo quando prende iniziative diverse da quelle che voglio io, per cui non riesco a immaginare un progresso in quest’area. Per quanto riguarda le informazioni, ho già le idee abbastanza chiare sulla loro organizzazione, visto che ho circa 40 giga di documenti archiviati (e non ho bisogno di spider à la Google Desktop per trovare i documenti). A meno che Microsoft si riferisca all’apertura dei formati proprietari e alla distribuzione degli stessi con licenza open source, che consentirebbe a tutti gli utenti dei suoi software di diventare finalmente proprietari delle loro opere e non solo dei contenuti delle stesse (un evento a cui, personalmente, non credo).
Infine, per quanto concerne il collegamento trasparente, non mi sembra che fino a oggi Microsoft abbia fornito prove convincenti nell’area della connettività: un’azienda che concepisce un oggetto come Outlook - che rappresenta il benchmark negativo per la posta elettronica e la sicurezza - non può essere credibile.
Comunque, dato il nome, staremo a “vedere”…
Tags: pr23 Jul
Volevo tornare sull’articolo di Giuseppe Turani, per commentarlo in modo più dettagliato, ma sono stato preceduto da Paolo Attivissimo (pubblicato anche da PeaceLink) in modo eccellente, anche se un po’ troppo orientato a favore di Macintosh (quando più o meno le stesse funzionalità le offre anche Windows XP). Comunque, dell’articolo si erano accorti anche Massimo Malatesta, Matteo Brunati e Footblog 2.0. Gustoso, come al solito, lo scambio di messaggi ironici sul newsgroup it.comp.macintosh. C’è anche chi ha scritto a Repubblica per segnalare gli errori contenuti nell’articolo, e ha ricevuto in risposta un messaggio stizzito firmato dallo stesso Giuseppe Turani.
Comunque, a salvare la situazione è arrivata la stessa Microsoft, che ha annunciato il nome ufficiale di Longhorn (a proposito, non c’era bisogno di scomodare Google per scoprire che si tratta di bovini texani dalle lunghe corna, l’unica cosa valida che viene prodotta in Texas, visto che il petrolio inquina e George Walker Bush infesta).
La nuova versione di Windows si chiamerà Vista, ovvero - mettendo insieme le due parole e traducendo alla buona - “finestra con vista”. Per il momento, sono usciti solo un paio di articoli ironici, ma aspettiamoci un tripudio di giochi di parole: il primo che mi viene in mente, visti i problemi di sicurezza di Explorer, è quello che su Internet bisognerà “navigare a vista” (o usare Firefox). Con Outlook, bisognerà utilizzare degli ottimi occhiali “da vista” per individuare tutti i problemi causati da quella terrificante schifezza, mentre tutte le macchine che non funzionano dovranno fare l’esame “della vista”. Si preannunciano tempi d’oro per gli oculisti…
Hasta la vista !!! Ooops…
15 Jul
Interessante post sul blog Gartner Watch sulla tendenza all’appiattimento delle ricerche Gartner Group. L’autore segnala in particolare tre titoli piuttosto recenti:
L’aumento del phishing e degli attacchi online alla base del calo della fiducia dei consumatori
Una ricerca Gartner pone i virus e i worm in testa alla classifica delle minacce per la sicurezza IT
Gartner afferma che le tecnologie innovative creano nuove sfide per la sicurezza dell’infrastruttura IT
L’autore afferma - e come dargli torto - che titoli come questi non ispirano confidenza nella capacità di analisi e nella visione di Gartner, che dovrebbero essere i due punti forti della società di ricerche e analisi di mercato (e che giustificano i prezzi particolarmente elevati delle pubblicazioni).
Tags: pr7 Jul
Oggi il Parlamento Europeo ha bocciato la Proposta di Direttiva sulla Brevettabilità del Software. Abbiamo tirato tutti un gran bel sospiro di sollievo, tranne Guglielmo Cancelli e i suoi scherani, che avevano fatto di tutto - utilizzando come trampolino la presidenza irlandese (Microsoft è il più grosso contribuente della Repubblica d’Irlanda, dato che tutto il fatturato europeo viene concentrato in quel Paese per motivi fiscali) - per farla approvare.
E’ una bella notizia, e mi sembra di poter affermare che la copertura data dalla stampa - praticamente, non manca nessuno - sta a significare una sostanziale condivisione delle ragioni del no (che poi sono quelle del buon senso).
Tags: pr25 Jun
Il Time ha pubblicato una lista dei 50 siti più “trendy” del 2005. Ci sono anche una quindicina di blog (nell’articolo, l’indirizzo e una breve descrizione di ciascuno di essi). Ovviamente, sono tutti in inglese.
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