Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
26 Mar
L’inventore del World Wide Web è stato intervistato da Brian Runciman, della British Computer Society. Per chi vuole capire un po’ di più di internet, e della sua evoluzione.
Technorati: journalism
Tags: Journalism13 Mar
Dichiaro, sotto la mia responsabilità, di essere stato costretto a trascurare l’aggiornamento di questo blog a causa della trasferta al CeBIT, l’unica - ormai - fiera internazionale dell’information & communication technology.
Fuori, un clima terrificante, con temperature sempre inferiori allo zero e precipitazioni nevose più o meno ininterrotte.
Dentro, un bel clima, con progetti e programmi (nella foto, l’iniziativa “Future Store” del Gruppo Metro) anche nei confronti del nostro mercato. Abbiamo incontrato almeno quattro aziende che hanno dichiarato di voler investire in Italia, e questo - dopo diversi anni di stasi (per non dire di pessimismo) - ci ha piacevolmente sorpreso, e dato una grande carica positiva.
Nei prossimi giorni, qualche considerazione più approfondita sulla fiera, sul mercato e sulle relazioni pubbliche (poteva mancare l’ennesimo esempio di totale incapacità professionale da parte di un’agenzia italiana?).
Tags: pr, relazioni pubbliche26 Feb
Ho appena scoperto che la comunità di OpenOffice.org, con il contributo di Sun, ha piazzato sugli autobus di Redmond qualche pubblicità…



Mi piacerebbe proprio sapere cosa ne pensa Steve Ballmer… Avrà proibito a tutti i dipendenti Microsoft di prendere l’autobus?
Tags: pr25 Feb

Un motivo in più per usarlo, e mettere definitivamente Outlook nel cestino
Nessun tag per questo post.22 Feb
AITech-Assinform, Associazione Italiana per l’Information Technology (ma non bastava AITech?), ha presentato a entrambi gli schieramenti politici una proposta di politica industriale per l’IT e la competitività dell’Italia. Un documento di buon senso, che i programmi potrebbero prendere in considerazione, indipendentemente dal colore politico. Più che l’abstract, che trovate qui, vale la pena leggere il documento completo in formato PDF, che trovate qui (è necessaria la registrazione al sito), ricco di considerazioni sui dati economici.
Tags: pr12 Feb
Deloitte ha rilasciato le proprie previsioni per il settore TMT (Technology, Media, Telecommunications).
Tecnologia
Media
Telecomunicazioni
Mi fa particolarmente piacere, vista la mia posizione all’interno della comunità OpenOffice.org, l’affermazione contenuta nel punto 5 dell’area tecnologia. E’ vero che io sono particolarmente motivato, ma è dall’inizio dell’anno che utilizzo esclusivamente OpenOffice.org senza sentire assolutamente la mancanza di Office (che non è più installato sul mio personal computer), ma non solo… senza che nessuno dei miei interlocutori abbia mai sospettato che il documento che ha ricevuto dal sottoscritto non è stato elaborato con il software Microsoft ma salvato nel formato Office dopo essere stato scritto nel formato OpenDocument. Provare per credere.
Tags: media, pr5 Feb
Effective January 27, 2006, Western Union will discontinue all Telegram and Commercial Messaging services.
Western Union ha spedito il primo telegramma il 9 aprile 1839, e l’ultimo il 27 gennaio del 2006. Nell’ultimo anno, solo 20.000. Nulla, se pensiamo che la popolazione degli Stati Uniti è di 298,2 milioni di abitanti. In quel Paese, ormai, per comunicare si utilizza la posta elettronica, oppure il fax (sempre meno).
In Italia, invece, nel 2005 sono stati inviati 17 milioni di telegrammi, ovvero uno ogni 3,4 abitanti, visto che la popolazione è di 58,1 milioni. E non credo che siano stati inviati tutti per scambiare auguri e condoglianze. E’ proprio vero, l’Italia è un Paese di “late adopter”, ovvero di gente che adotta le nuove tecnologie quando non è proprio possibile farne a meno.
Tags: pr24 Jan
Google News esce dalla fase di beta.
Certe notizie bisognerebbe leggerle dopo un’adeguata fase di preparazione…
In questo modo, infatti, cade una parte delle congetture sulla strategia dell’azienda di Brin e Page.
E anche stanotte non si dorme…
Tags: pr20 Jan

Secondo l’ultima edizione dello studio realizzato da Xiti Monitor, la media europea degli utenti Firefox ha superato il 20% del totale degli utilizzatori di browser. La percentuale è cresciuta in tutti i Paesi: la Finlandia ha raggiunto il 38,4% e la Germania ha superato il 30%. L’Italia è arrivata al 13,1%, e l’Irlanda - il Paese più fedele a Microsoft, che è il più grosso contribuente di quello Stato - è addirittura al 17,1%. In generale, le percentuali sono più alte nei Paesi dell’Est europeo, con l’eccezione dell’Ucraina, che è il Paese con la percentuale più bassa in assoluto.

Così come avviene in Europa, la percentuale degli utilizzatori sta crescendo anche negli altri continenti: nei Paesi del Pacifico ha raggiunto il 18,6% e nell’America del Nord il 15,88%, mentre nelle altre aree è ancora inferiore al 10%.
I risultati, in francese, li trovate su questo sito.
Tags: media12 Jan
Secondo una ricerca realizzata dalla società Dynamic Market su un campione di 1.700 utenti aziendali, l’Europa è piena di “email-dipendenti”. Il 75% degli intervistati, infatti, dichiara di non poter fare a meno dell’email, e uno su cinque è addirittura affetto da “dipendenza”, ovvero controlla la posta elettronica in maniera compulsiva e cade nel panico se non riesce ad accedervi.
I cinque usi principali della posta elettronica sono: scambiare documenti (74%), fissare appuntamenti (66%), trovare documenti inviati ad altri (63%), trovare contatti (62%) e comunicare (60%). Inoltre, il 56% usa l’email per gestire gli accordi con clienti e fornitori, il 46% per delegare compiti e mansioni, e il 33% come promemoria.
In Italia, la media degli utenti incomincia a controllare l’email alle 8:40 e finisce alle 17:50, dedicando un totale di due ore durante le quali legge 32 messaggi (con punte di 450) e ne scrive 24 (con punte di 350). Durante queste ore vengono gestite anche le email personali.
Secondo lo studio, gli utenti rientrano in quattro categorie in base all’uso dell’email:
Il 31% dei dipendenti ha un dispositivo mobile che usa per controllare l’email quando si trova fuori dall’ufficio: un laptop (26%), un telefono cellulare (10%), o un dispositivo portatile BlackBerry o simile (2%). Qualcuno ha più di un dispositivo.
L’email mobile viene controllata dal 40% degli utenti durante le ferie, dal 38% durante le assenze per malattia, dal 34% al mattino appena svegli, dal 30% la sera prima di andare a dormire (dal 47% nel caso dei “dipendenti”), dall’11% durante le occasioni sociali, dal 7% quando è a pranzo o a cena con il partner, e dal 5% alla festa di compleanno dei figli.
Io sono chiaramente un “dipendente”, ma tendo a non cadere nel panico quando non riesco ad accedere al server della posta elettronica, controllo l’email durante le vacanze (ogni due/tre giorni) ma non quando sto male, e sicuramente non al mattino, né durante le occasioni sociali, i pranzi, le cene e le feste di compleanno (di nessuno, né di mio figlio né delle altre persone). Quando non ho la connessione broadband, utilizzo il laptop con la scheda GPRS di Vodafone, oppure il Treo 600 con SnapperMail.
Dimenticavo, non ho mai utilizzato né Outlook né Outlook Express. Sono stato per anni un utente Eudora, e poi sono passato - nell’ambito della mia evoluzione verso l’open source - a Thunderbird.
Tags: media, pr