Relazioni di Prossimità

Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio

Archive for the ‘ICT Market’ Category

Tim Berners-Lee

L’inventore del World Wide Web è stato intervistato da Brian Runciman, della British Computer Society. Per chi vuole capire un po’ di più di internet, e della sua evoluzione.

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  • Autocertificazione

    Dichiaro, sotto la mia responsabilità, di essere stato costretto a trascurare l’aggiornamento di questo blog a causa della trasferta al CeBIT, l’unica - ormai - fiera internazionale dell’information & communication technology.

    Fuori, un clima terrificante, con temperature sempre inferiori allo zero e precipitazioni nevose più o meno ininterrotte.

    Dentro, un bel clima, con progetti e programmi (nella foto, l’iniziativa “Future Store” del Gruppo Metro) anche nei confronti del nostro mercato. Abbiamo incontrato almeno quattro aziende che hanno dichiarato di voler investire in Italia, e questo - dopo diversi anni di stasi (per non dire di pessimismo) - ci ha piacevolmente sorpreso, e dato una grande carica positiva.

    Nei prossimi giorni, qualche considerazione più approfondita sulla fiera, sul mercato e sulle relazioni pubbliche (poteva mancare l’ennesimo esempio di totale incapacità professionale da parte di un’agenzia italiana?).

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  • Ho appena scoperto che la comunità di OpenOffice.org, con il contributo di Sun, ha piazzato sugli autobus di Redmond qualche pubblicità…

    Mi piacerebbe proprio sapere cosa ne pensa Steve Ballmer… Avrà proibito a tutti i dipendenti Microsoft di prendere l’autobus?

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  • Thunderbird

    Un motivo in più per usarlo, e mettere definitivamente Outlook nel cestino

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  • Innovazione

    AITech-Assinform, Associazione Italiana per l’Information Technology (ma non bastava AITech?), ha presentato a entrambi gli schieramenti politici una proposta di politica industriale per l’IT e la competitività dell’Italia. Un documento di buon senso, che i programmi potrebbero prendere in considerazione, indipendentemente dal colore politico. Più che l’abstract, che trovate qui, vale la pena leggere il documento completo in formato PDF, che trovate qui (è necessaria la registrazione al sito), ricco di considerazioni sui dati economici.

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  • Spunti per elucubrazioni

    Deloitte ha rilasciato le proprie previsioni per il settore TMT (Technology, Media, Telecommunications).

    Tecnologia

    1. I motori di ricerca sfideranno la posta elettronica per il ruolo di principale applicazione digitale.
    2. La ricerca e lo sviluppo diventeranno delle attività più collaborative, man mano che le aziende, le istituzioni governative e quelle accademiche lavoreranno insieme a ulteriori innovazioni.
    3. Il trasferimento verso paesi a basso costo come modalità per ridurre i costi e ottimizzare le efficienze continuerà a crescere in termini di popolarità.
    4. Le scuole nei Paesi sviluppati integreranno un maggior numero di strumenti digitali per il processo di istruzione.
    5. Il software open source rappresenterà una sfida ancora più grande per il modello consolidato del software proprietario, con un impatto sia sui fornitori che sugli utenti finali.
    6. I governi cercheranno sempre più di regolare Internet.
    7. I progressi tecnologici, come il riconoscimento e la sintesi vocale, insieme all’evoluzione dell’intelligenza artificiale, cambierà il modo in cui gli individui interagiranno con i computer e questi ultimi interagiranno tra loro.
    8. I prodotti diventeranno meno statici con il lancio di numerosi nuovi modelli, dalle macchine fotografiche alle automobili, che possono essere aggiornati da remoto.
    9. La differenza tra quelli che utilizzano la tecnologia digitale e quelli che non la utilizzano aumenterà, e con essa lo svantaggio dei Paesi sottosviluppati.
    10. Le tecnologie che modificano in modo permanente il comportamento umano continueranno a essere le più profittevoli.

    Media

    1. La distribuzione digitale coinvolgerà una percentuale sempre più ampia dell’industria musicale.
    2. Le dimensioni medie dello schermo per guardare televisione e video diventeranno ancora più grandi, spinte dal mercato degli schermi piatti e dalla domanda di contenuti per la TV ad alta risoluzione.
    3. Tutti i settori nel mondo dei media si rivolgeranno sempre di più ai processi di produzione digitale, spinti dalla riduzione dei costi e dal potenziale di crescita dei ricavi.
    4. Le nuove console saranno alla base di un altro anno eccellente per il mercato dei videogiochi.
    5. Probabilmente, il 2006 vedrà numerose attività intorno all’IPTV (Internet Protocol TeleVision) con il lancio di numerosi servizi in ogni parte del mondo, soprattutto da parte dei fornitori di servizi di relecomunicazione.
    6. Il modello di business della radio è destinato a cambiare in modo significativo, verso una minore dipendenza dal fatturato pubblicitario.
    7. Il settore vedrà sempre di più la frammentazione come un vantaggio, e si renderà conto che tanto più grande è il numero dei formati in cui viene offerto un prodotto o un servizio, tanto più grande è la domanda.
    8. Una selezione sempre più ampia di prodotti - come il video-on-demand, l’IPTV e il podcasting - renderà la convergenza uno degli strumenti determinanti per la generazione del valore da parte delle aziende che operano nel mondo dei media.
    9. La televisione ad alta definizione si espanderà in Europa e continuerà a crescere negli Stati Uniti e in Asia Pacifico.
    10. La proliferazione dei blog svilupperà l’esigenza di un nuovo intermediario, un aggregatore dei blog, che ha il potenziale di attrarre degli investimenti pubblicitari.

    Telecomunicazioni

    1. Il mercato globale delle telecomunicazioni - che comprende le linee terrestri, la comunicazione mobile, il VoIP (Voice over Internet Protocol) e la connettività a banda larga - dovrebbe raggiungere nel 2006 un nuovo record di connessioni, superando i quattro miliardi a livello mondiale.
    2. Nonostante gli eccellenti risultati nel quarto trimestre del 2005, il mercato della telefonia 3G (terza generazione) probabilmente crescerà meno del previsto poiché la tecnologia, e i costi, superano le necessità di base dei consumatori.
    3. Lo stile e la moda continueranno a giocare un ruolo importante nel settore della comunicazione, in modo particolare nel settore della telefonia mobile.
    4. Lo sviluppo e la maturazione degli strumenti e dei servizi di comunicazione da macchina a macchina dovrebbero fornire alle società di telecomunicazione un’altra fonte di ricavo.
    5. Il settore, e in modo particolare le industrie del fisso e del mobile, punterà sempre di più sulla velocità, per cui gli operatori si sfideranno l’un l’altro fino a raggiungere velocità di download di decine di megabit al secondo.
    6. Nel 2006, le telecomunicazioni affronteranno un intenso periodo di fusioni e acquisizioni, stimolate da un surplus di riserve di cassa tra i principali player e dal desiderio di crescere.
    7. La convergenza rimarrà uno dei focus del settore, ma molti operatori dovranno combattere per ottenere la loro parte di fatturato.
    8. Nel 2006, il mercato dei rivenditori dovrebbe essere più forte che mai.
    9. Le società di telecomunicazione cercheranno di diversificare le proprie attività, in parte per sfruttare le infrastrutture e i clienti esistenti, e in parte per contrastare la diminuzione del fatturato delle loro attività principali.
    10. I servizi VoIP gestiti dovrebbero continuare a guadagnare quote di mercato, mentre i fornitori ad-hoc (quelli che utilizzano Internet come piattaforma per i propri servizi) continueranno a generare fatturato con grande difficoltà.

    Mi fa particolarmente piacere, vista la mia posizione all’interno della comunità OpenOffice.org, l’affermazione contenuta nel punto 5 dell’area tecnologia. E’ vero che io sono particolarmente motivato, ma è dall’inizio dell’anno che utilizzo esclusivamente OpenOffice.org senza sentire assolutamente la mancanza di Office (che non è più installato sul mio personal computer), ma non solo… senza che nessuno dei miei interlocutori abbia mai sospettato che il documento che ha ricevuto dal sottoscritto non è stato elaborato con il software Microsoft ma salvato nel formato Office dopo essere stato scritto nel formato OpenDocument. Provare per credere.

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  • La fine di un’era

    Effective January 27, 2006, Western Union will discontinue all Telegram and Commercial Messaging services.

    Western Union ha spedito il primo telegramma il 9 aprile 1839, e l’ultimo il 27 gennaio del 2006. Nell’ultimo anno, solo 20.000. Nulla, se pensiamo che la popolazione degli Stati Uniti è di 298,2 milioni di abitanti. In quel Paese, ormai, per comunicare si utilizza la posta elettronica, oppure il fax (sempre meno).

    In Italia, invece, nel 2005 sono stati inviati 17 milioni di telegrammi, ovvero uno ogni 3,4 abitanti, visto che la popolazione è di 58,1 milioni. E non credo che siano stati inviati tutti per scambiare auguri e condoglianze. E’ proprio vero, l’Italia è un Paese di “late adopter”, ovvero di gente che adotta le nuove tecnologie quando non è proprio possibile farne a meno.

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  • Un segno dei tempi?

    Google News esce dalla fase di beta.

    Certe notizie bisognerebbe leggerle dopo un’adeguata fase di preparazione…

    In questo modo, infatti, cade una parte delle congetture sulla strategia dell’azienda di Brin e Page.

    E anche stanotte non si dorme…

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  • Firefox supera il 20% in Europa

    Secondo l’ultima edizione dello studio realizzato da Xiti Monitor, la media europea degli utenti Firefox ha superato il 20% del totale degli utilizzatori di browser. La percentuale è cresciuta in tutti i Paesi: la Finlandia ha raggiunto il 38,4% e la Germania ha superato il 30%. L’Italia è arrivata al 13,1%, e l’Irlanda - il Paese più fedele a Microsoft, che è il più grosso contribuente di quello Stato - è addirittura al 17,1%. In generale, le percentuali sono più alte nei Paesi dell’Est europeo, con l’eccezione dell’Ucraina, che è il Paese con la percentuale più bassa in assoluto.

    Così come avviene in Europa, la percentuale degli utilizzatori sta crescendo anche negli altri continenti: nei Paesi del Pacifico ha raggiunto il 18,6% e nell’America del Nord il 15,88%, mentre nelle altre aree è ancora inferiore al 10%.

    I risultati, in francese, li trovate su questo sito.

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  • La cultura dell’email in Europa

    Secondo una ricerca realizzata dalla società Dynamic Market su un campione di 1.700 utenti aziendali, l’Europa è piena di “email-dipendenti”. Il 75% degli intervistati, infatti, dichiara di non poter fare a meno dell’email, e uno su cinque è addirittura affetto da “dipendenza”, ovvero controlla la posta elettronica in maniera compulsiva e cade nel panico se non riesce ad accedervi.

    I cinque usi principali della posta elettronica sono: scambiare documenti (74%), fissare appuntamenti (66%), trovare documenti inviati ad altri (63%), trovare contatti (62%) e comunicare (60%). Inoltre, il 56% usa l’email per gestire gli accordi con clienti e fornitori, il 46% per delegare compiti e mansioni, e il 33% come promemoria.

    In Italia, la media degli utenti incomincia a controllare l’email alle 8:40 e finisce alle 17:50, dedicando un totale di due ore durante le quali legge 32 messaggi (con punte di 450) e ne scrive 24 (con punte di 350). Durante queste ore vengono gestite anche le email personali.

    Secondo lo studio, gli utenti rientrano in quattro categorie in base all’uso dell’email:

    • i disciplinati (49%), rilassati rispetto all’email ma molto rigidi in merito a quando e dove utilizzarla, limitandola all’orario di ufficio e ai luoghi di lavoro,
    • i dipendenti (21%), controllano l’email in maniera compulsiva, cadendo nel panico se non riescono ad accedervi (sono quelli che trascorrono più tempo collegati all’email, con una media di 2,6 ore, e inviano e ricevono più email rispetto alle altre categorie),
    • i fobici (10%), utilizzano l’email solo per le funzioni di base poiché preferiscono la comunicazione verbale,
    • i sopraffatti (6%), hanno difficoltà a gestire l’email, non leggono molti messaggi e sono terrorizzati all’idea di connettersi.

    Il 31% dei dipendenti ha un dispositivo mobile che usa per controllare l’email quando si trova fuori dall’ufficio: un laptop (26%), un telefono cellulare (10%), o un dispositivo portatile BlackBerry o simile (2%). Qualcuno ha più di un dispositivo.

    L’email mobile viene controllata dal 40% degli utenti durante le ferie, dal 38% durante le assenze per malattia, dal 34% al mattino appena svegli, dal 30% la sera prima di andare a dormire (dal 47% nel caso dei “dipendenti”), dall’11% durante le occasioni sociali, dal 7% quando è a pranzo o a cena con il partner, e dal 5% alla festa di compleanno dei figli.

    Io sono chiaramente un “dipendente”, ma tendo a non cadere nel panico quando non riesco ad accedere al server della posta elettronica, controllo l’email durante le vacanze (ogni due/tre giorni) ma non quando sto male, e sicuramente non al mattino, né durante le occasioni sociali, i pranzi, le cene e le feste di compleanno (di nessuno, né di mio figlio né delle altre persone). Quando non ho la connessione broadband, utilizzo il laptop con la scheda GPRS di Vodafone, oppure il Treo 600 con SnapperMail.

    Dimenticavo, non ho mai utilizzato né Outlook né Outlook Express. Sono stato per anni un utente Eudora, e poi sono passato - nell’ambito della mia evoluzione verso l’open source - a Thunderbird.

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