Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
29 Dec
Il documento che illustra nei dettagli queste previsioni, in formato PDF, lo potete scaricare da qui.
Technorati tag: 2007
Tags: pr9 Dec
Secondo la società di ricerca Radicati Group, lo spam rappresenta il 62% di tutti i messaggi email che circolano in Europa, e passerà dagli attuali 16 miliardi al giorno a 38 miliardi al giorno nel 2010. Questo, ovviamente, porterà alla crescita delle soluzioni di sicurezza.
Technorati tag: spam
Tags: pr2 Oct
Lo spam ha raggiunto dei livelli insopportabili, ma c’è la possibilità di difendersi e soprattutto di denunciare gli spammer per contribuire alla limitazione del fenomeno (purtroppo, in questo momento non è possibile pensare di eliminarlo completamente).
Ho già affrontato il problema con un post in cui spiegavo come denunciare gli spammer alle autorità italiane competenti, ovvero alla Naming Authority Italiana. Per chi non lo avesse letto, la procedura da seguire - compresi gli indirizzi a cui inoltrare il messaggio di spam - viene spiegata in questa pagina. E’ importante controllare che l’intestazione - una serie di informazioni poco comprensibili per voi ma indispensabili per determinare l’origine del messaggio - venga visualizzata (per farlo, bisogna attivare un’opzione).
La maggior parte dello spam, però, arriva dall’estero, per cui è inutile denunciare gli autori di questi messaggi alla Naming Authority Italiana (che è responsabile solo dei domini .IT). La procedura, purtroppo, non è altrettanto facile e diretta, anche perché la legislazione vigente è molto più permissiva.
A questo punto, però, facciamo un passo indietro e affrontiamo il problema dello spam nell’ambito del problema più ampio della sicurezza. Per potervi inviare un messaggio di spam, infatti, lo spammer deve mettere le mani sul vostro indirizzo di posta elettronica. Quindi, la limitazione o l’eliminazione dello spam parte da lontano.
Prima di tutto, cercate di evitare i software Microsoft, e se proprio non potete fare a meno di Windows e Office (anche se quest’ultimo può essere sostituito da OpenOffice.org) cercate almeno di evitare i software Microsoft di posta elettronica (Outlook e Outlook Express) e di comunicazione (Messenger). Questi programmi mettono a repentaglio la sicurezza del PC, aprendo delle falle nell’impianto di protezione della macchina. E già che ci siete, evitate anche Explorer.
Per la posta elettronica vi consiglio Thunderbird, che ha superato - come funzionalità -anche Eudora, che ho utilizzato senza problemi dal 1995 al 2004. Tra l’altro, Thunderbird ha un’estensione - Okopipi - che permette di eseguire l’operazione di inoltro dello spam con un solo click (previa configurazione) sia a SpamCop che alle autorità statunitensi.
Inoltre, vi consiglio di utilizzare un indirizzo Gmail per ricevere tutti i vostri messaggi di posta elettronica (eseguendo un inoltro automatico dalle singole caselle), per sfruttare la potenza dei suoi filtri antispam (capaci di intercettare e spostare nella relativa casella la quasi totalità dei messaggi indesiderati), oppure di attivare un filtro antivirus e antispam di tipo professionale (in questo caso diffidate dalle imitazioni). Tra l’altro, Gmail permette di inviare i messaggi di posta elettronica come se partissero dalla casella di destinazione (quella da cui sono stati inoltrati a Gmail).
Per la navigazione vi consiglio Firefox, e per la messaggistica Gtalk (un altro software Google) o Gaim (un altro software libero, come OpenOffice.org). Tutti questi programmi, così come Thunderbird, sono completamente gratuiti, sono molto più solidi dei software Microsoft, e sono supportati da una comunità che offre un livello di supporto che non ha confronti con quello fornito - a pagamento - da Microsoft.
E adesso veniamo alla denuncia dello spam “internazionale” (del quale fanno parte anche i messaggi in italiano che non provengono da un dominio .IT):
Nei pochi casi in cui il messaggio di spam arriva da un dominio riconoscibile (come, per esempio, AOL, Gmail, Hotmail o MSN, oppure il dominio di un’azienda), inviate sempre il messaggio - ricordatevi, con le intestazioni in chiaro - all’indirizzo abuse@dominio o webmaster@dominio. In qualche caso, vi arriva addirittura un messaggio di ringraziamento.
1 Oct
1 Oct
Tesco, il più grande retailer inglese, sta per lanciare una linea di software per la casa e l’ufficio che avranno un prezzo massimo di 30 Euro (20 sterline). Per il momento, in linea c’è il sito Tesco Software con una home page che testimonia dell’imminenza del lancio, di cui parlano questo articolo del Telegraph e questo lancio di Reuters.
Tesco ha appena aperto una sede italiana, per cui potrebbe entrare sul nostro mercato attraverso un’acquisizione (si parla di Esselunga, che sembra essere in vendita da tempo a causa di tensioni interne alla famiglia che ne controlla la proprietà). In ogni caso, si tratta di una mossa interessante: vedremo cosa ne esce.
Tags: pr25 Sep
Carino, anche se un po’ troppo lungo per i miei gusti…
14 Jun
Alfonso Fuggetta conferma le sue opinioni sul software libero e open source, che sono solo parzialmente positive. Nei commenti, dice di preferire Office a OpenOffice.org, ma non credo che abbia mai provato a disinstallare il primo e lavorare solo con il secondo, salvando i documenti nel formato Open Document (e risparmiando circa il 50% dello spazio occupato dai file). Chi esprime opinioni come quelle di Alfonso, invocando chiarezza sui costi “reali” e “nascosti” del software libero e open source, spesso lo fa per spostare la discussione su un piano più consono alle software house del mondo proprietario. Questa volta, non me la sento proprio di dargli ragione. E non mi sembra sufficiente affermare, come ho sentito fare diverse volte, che OpenOffice.org non dispone delle funzionalità necessarie. Il mio mestiere è quello di comunicare, e in sei mesi ho lavorato su circa 900 documenti. E’ solo fortuna se non ho mai avuto nessun problema?
P.S. - Mi occupo, come volontario, del marketing e delle relazioni con la stampa di OpenOffice.org. Dopo vent’anni di utilizzo ininterrotto di Word e Office, con cui ho lavorato su almeno 20.000 documenti (lo ripeto, gran parte del mio lavoro si svolge scrivendo e facendo presentazioni, e un po’ meno facendo calcoli), sono passato completamente a OpenOffice.org. Ho avvertito un po’ di disagio per il processo di adattamento per non più di una settimana, e poi basta. Oggi sono pronto a sostenere una discussione con qualsiasi esperto sulla superiorità di Writer rispetto a Word, soprattutto nella gestione dei documenti di grosse dimensioni, con indici e impaginazioni complesse. Impress ha richiesto un po’ più di adattamento, ma neanche troppo, ma soprattutto mi ha permesso di lavorare senza problemi su tutti i documenti che avevo prodotto con PowerPoint dal momento della sua comparsa sul mercato.
Tags: Marketing, pr13 Jun
Alfonso Fuggetta sculaccia il mondo dell’ICT in Italia, auspicando una creatività nell’uso delle tecnologie e dei prodotti che purtroppo non si vede da anni. Non dimentichiamo che le grandi aziende, a partire da IBM, Microsoft e Cisco, quelle che sfruttano la strategia FUD (paura, incertezza, dubbio, ovvero “nessuno è mai stato licenziato per aver scelto …”), in Italia sono più grandi rispetto alla media del nostro Paese. IBM, addirittura, continua a produrre e vendere in Italia i computer AS/400, macchine robuste che nella maggior parte dei mercati sono scomparse da anni perché ampiamente obsolete (ricordo l’espressione sconvolta di Jim Mazzola, responsabile della famiglia dei server Dell, quando gli spiegavo come in Italia ci fossero aziende che gestivano su un solo AS/400 - che io ho sempre definito “il mainframe dei poveri” - amministrazione, ricerca e sviluppo, produzione, logistica, e forse anche office automation). Cisco ha una filiale di grosse dimensioni, la terza in Europa e la quinta nel mondo, e non basta la bravura di Stefano Venturi a spiegare questo risultato. Microsoft dichiara di essere cresciuta in Italia, in un mercato che non è possibile paragonare a quello statunitense, più che negli Stati Uniti. Tutto questo la dice lunga sulle capacità dei CIO italiani di innovare attraverso le tecnologie e i prodotti ICT. Finché si scelgono i prodotti per evitare di essere criticati più che per raggiungere gli obiettivi aziendali, come possiamo parlare di innovazione?
Tags: media, pr13 Jun
Leggete questo post di Jonathan Schwartz, CEO di Sun. L’azienda californiana ha deciso di pubblicare in modo trasparente, sul proprio sito e sul sito del proprio negozio online, i commenti e le prove degli utenti dei prodotti stessi, che nella maggior parte dei casi sono anche i lettori dei due siti. Un bell’esempio del cambiamento di mentalità che un po’ tutte le aziende dovranno compiere se vorranno competere nel mercato del software libero e open source. Come si dice in questi casi, stay tuned, ne vedremo delle belle.
Tags: pr27 May
Detta così, potrebbe sembrare un’errore, perché di solito se ne paga uno e se ne comprano tre. E invece no, è una promessa a fin di bene: io pago tre laptop da 100 dollari al progetto OLPC (One Laptop Per Children) di Nicholas Negroponte, e loro ne spediscono due a qualcuno che ne ha veramente bisogno. La promessa vale solamente se viene raggiunta la cifra di 100.000 firmatari entro il 31 ottobre 2006, per cui - vista l’entità della somma - vi chiedo di andare su questa pagina e firmare anche voi.
Tags: pr