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Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
Sono nato il 12 agosto alle 12, lo stesso giorno e la stessa ora - ma, sfortunatamente, non lo stesso anno - del PC IBM, con il peso e le dimensioni di un bambino di tre mesi: 5 chili e 600 grammi per 64 centimetri. Sono a dieta, con scarsi risultati, più o meno da quel giorno. Ho imparato a leggere e scrivere a quattro anni, da solo, imitando mia madre quando mi leggeva le favole. Ho usato lo stesso metodo da scimmia ammaestrata per imparare a cucire e ricamare, e per fare altre cose, come leggere in modo veloce. Per tutto questo, devo ringraziare il mio cervello, che ha una fortissima capacità imitativa.
Quando ho compiuto sei anni e sono andato a scuola ho deciso quasi subito che mi piaceva molto di più leggere e studiare che perdere il mio tempo con i giocattoli. Da quel momento, ho speso la maggior parte del mio tempo con i libri, e ho maturato una forte avversione per i giochi e il gioco (soprattutto d’azzardo), anche perché gli adulti continuavano a regalarmi giocattoli piuttosto che libri. Ho anche giocato a hockey su prato e baseball.
Sono passati molti anni, ma non sono cambiato molto. Continuo a leggere e studiare, e odio il gioco d’azzardo (e Las Vegas), e ho scoperto - a quasi trent’anni - una passione per la tecnologia che non avrei mai sospettato, anche perché ho scelto studi letterari e non scientifici in quanto il mio cervello non funzionava con i numeri. Nel corso degli anni, ho scoperto di avere un’inclinazione per l’algebra booleana, e quindi riesco a comprendere il funzionamento dei PC.
Ho un’autentica mania per la verità e l’onestà, e dico sempre quello che penso. La maggior parte delle aziende statunitensi in cui ho lavorato non apprezza questo atteggiamento, per cui ho sempre dovuto lasciare per evitare compromessi, nonostante abbia sempre ottenuto risultati superiori sia agli obiettivi che alle aspettative. Qualche volta, anche le aziende italiane non apprezzano il mio modo di essere.
Sfortunatamente, non ho ancora imparato a dire si quando penso che la risposta giusta sia no, sebbene abbia sempre avuto intorno a me dozzine di persone che si comportavano in questo modo e ottenevano - all’interno dell’azienda - risultati migliori dei miei. Il mio cervello ha dei limiti insormontabili…
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