Provate a ragionare su queste regole:
- Don’t just send press releases when "big news" is happening: find good reasons to send them all the time.
- Instead of just targeting a handful of journalists, create press releases that appeal directly to your buyers.
- Write releases replete with keyword-rich copy.
- Create links in releases to deliver potential customers to landing pages on your Web site.
- Optimize press release delivery for searching and browsing.
- Drive people into the sales process with press releases.
Le trovate all’interno del documento "The new rules of PR: How to create a press release strategy for reaching buyers directly", scritto da David Meerman Scott ormai da un paio d’anni. Lo potete scaricare in formato PDF.
Forse stiamo parlando di un comunicato stampa che è solo un’evoluzione rispetto al formato tradizionale e non è una "novità" il stile Web 2.0 come la social media press release, ma – a mio modo di vedere – alla lunga è molto più efficace. Certo, non è un comunicato stampa di cui parlare, ma – ripeto, a costo di essere monotono – l’obiettivo non è quello di generare una discussione ma quello di far scrivere degli articoli.
Aggiungerò, a scopo di ulteriore provocazione, che l’applicazione delle regole sintetizzate da David genera, nel lungo periodo, un processo virtuoso sulla base del quale gli articoli, in alcuni casi, vengono pubblicati anche se il comunicato stampa non viene distribuito, perché i giornalisti si abituano a seguire le notizie legate a un’azienda o a un prodotto sulla base di quello che leggono sulle fonti evidenziate dai comunicati stampa precedenti.
Da settembre a oggi, questo fenomeno si è verificato per ben due volte a favore di OpenOffice.org, per un totale di una cinquantina di articoli, su testate online, blog, aggregatori e testate tradizionali. In entrambi i casi, non è stato emesso nessun comunicato stampa. Avrei ottenuto gli stessi risultati con la social media press release?
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