Ho scritto – in qualità di Presidente dell’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org – una lettera aperta a Fabrizio Albergati di Microsoft, per rispondere a quello che ha detto a proposito di OOo nella recente intervista pubblicata da PC World, per commentare la disponibilità di Microsoft Office 2010.
L’affermazione che OOo non è adatto nemmeno per un uso di tipo hobbystico va analizzata in modo approfondito, perché è sintomatica di un atteggiamento sbagliato, e dimostra quello che gli osservatori più attenti hanno sempre saputo, ovvero che Microsoft ha uno scarso rispetto degli utenti di suite di produttività (compresi quelli di Microsoft Office 2007 a cui ha imposto il “ribbon”).
E’ un atteggiamento abbastanza comune nelle aziende che hanno o ritengono di avere una posizione di monopolio. Microsoft ha perso da tempo questa posizione (c’è stato un momento – ormai lontano – in cui Office ha raggiunto il 95% di market share), ma non ha perso l’atteggiamento. E’ la stessa cosa che è successa a Telecom, che il monopolio lo ha avuto veramente, e per lunghi anni.
Fabrizio Albergati, tra le righe, afferma: tu, utente che hai scelto un prodotto diverso da Microsoft Office, non sei nemmeno un hobbysta, per cui usi un prodotto come OpenOffice.org perché non sei in grado di comprendere il valore del software, né di quello che utilizzi né di quello a cui rinunci con la tua (inopinata) decisione. E allora te lo spiego io, e te lo spiego affermando il falso (il numero degli sviluppatori) perché io sono Microsoft.
Mi ricorda l’affermazione di un tecnico Telecom, che sosteneva che il segnale era perfetto – perché lui lo “vedeva” dalla sua postazione – quando la linea era completamente muta per un errore di installazione. Lui era intelligente perché Telecom e io ero stupido perché utente. In quella occasione, c’era voluta una settimana per avere un intervento in loco, dov’era non c’era bisogno di nessuno strumento per rilevare il problema.
In questo caso, nella lista dei “nemmeno hobbysti” c’è qualche milione di persone, solo in Italia. E tra questi ci sono i manager delle aziende che hanno deciso di migrare – in parte o completamente – a OOo. Manager che continuano a spendere milioni di euro per acquistare le licenze di Windows e Office, e magari di qualche altro prodotto Microsoft. Manager che saranno sicuramente felici di essere iscritti alle liste dei “nemmeno hobbysti”.
Personalmente, in qualità di responsabile del marketing di OpenOffice.org in Italia, non potevo chiedere un contributo migliore per la crescita di OpenOffice.org in Italia.
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Affermare che chi preferisce i prodotti della concorrenza ai tuoi non è nemmeno un hobbysta, insinuare che non si cura del ROI dei propri investimenti informatici perché rinuncia per pigrizia ad acquistare il tuo nuovo prodotto. In una parola, offendere i tuoi potenziali clienti. Una strategia interessante, sintomo se non di arroganza almeno di disinteresse ad incrementare la base di utenti.
Poniamo che io stia utilizzando con discreta soddisfazione OOo sia per uso personale che al lavoro. Sono certamente a conoscenza dei limiti di questo prodotto, ma molto probabilmente non conosco i vantaggi che derivano dall’implementazione di Office 2010. Poniamo anche che io sia sinceramente interessato all’acquisto del prodotto Microsoft.
Dopo aver letto l’intervista di Albergati, con quale stato d’animo posso rivolgermi ad un partner di Microsoft chiedendo di provare Office 2010, se il rappresentante Italia per Office mi ha appena definito “meno che hobbysta” ?.
Posso acquistare qualcosa da un venditore che mi offende ?
Un’ultima considerazione su PCWorld: visto che l’intervistato chiama pesantemente in causa OOo, sarebbe stato corretto, IMHO, che la rivista avesse interpellato un rappresentante ufficiale italiano di OOo per dargli modo di rispondere.
Se non lo farà, il sospetto che l’intervista sia in realtà solo una diversa forma di inserzione pubblicitaria sarà molto forte…
Ho corretto il post perché avevo erroneamente attribuito a Fabrizio Albergati il nome di Maurizio… Cosa volete, non sono nemmeno un hobbysta…