Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
19 Oct
Perché la maggior parte dei manager delle aziende italiane è semplicemente penoso quando deve parlare in pubblico? E non capisce nemmeno come deve preparare una presentazione, per cui riesce nel duplice obiettivo di massacrare gli astanti senza trasferirgli nessun tipo di messaggio?
Oggi pomeriggio ero il settimo speaker del MiOpen, un convegno sul software open source organizzato dalla CNA. Ho assitito a sei presentazioni, di cui una sufficiente (la prima), due fuori tema (ma più o meno decorose) e tre inqualificabili, da tiro al bersaglio con i pomodori: due speaker hanno letto parola per parola le slide, piene di testo, con un tono monocorde (il secondo ha pure tenuto lo sguardo fisso sullo schermo, dando le spalle al pubblico), e il terzo ha fatto la stessa cosa e per di più ha detto, tra una slide e l’altra, "vado veloce per evitare di tediarvi".
Ovviamente, quando è arrivato il mio turno in sala erano rimaste solo una ventina di persone, che spero di non aver steso con le mie dodici slide.
Questo video, che forse molti di voi hanno già visto, mostra in modo semiserio i principali errori che vengono fatti dai manager nella costruzione e nella presentazione delle slide. Dovrebbero studiarselo anche i tre di oggi.
Tags: pr
17 Oct
Ieri sera, intorno al tavolo dell’Aperitoffee, oltre a Gianluca e Mr White, qualcuno ha per caso visto la testa pelata di Seth Godin? Ormai, è evidente che sulla partita dei contenuti - virali e non, a seconda del caso e della necessità - si gioca una buona parte del futuro della comunicazione, dalla pubblicità alle relazioni pubbliche (verrà il giorno che questo lo comprenderanno anche le aziende?). Un tema importante, ci si ritorna nei prossimi giorni.
A coloro che vengono dalla pubblicità, e sono convinti che le relazioni pubbliche siano uno strumento costoso, consiglio di dare un’occhiata a un paio di post che ho scritto verso la fine del 2006, e a questo in inglese che ho scritto all’inizio del 2007. Con un diverso modello di business, un’agenzia di PR tradizionale riesce a recuperare anche il 50% della propria inefficienza. Un altro tema importante (apparentemente solo per il sottoscritto) su cui si ritorna nei prossimi giorni.
Tags: Marketing, pr, relazioni pubbliche17 Oct
Ci sono arrivato leggendo un post di Seth Godin, uno che ha qualche nozione sparsa di marketing. Vale la pena leggerlo, e poi andare anche sulla rivisitazione (il primo post risale a giugno, mentre la maggior parte dei commenti è arrivata negli ultimi due giorni dopo la segnalazione del pelato). Credo sia inutile commentare una storia del genere senza cadere nella solita giaculatoria sulla cultura del servizio. Chapeau.
17 Oct
Cito testualmente dal sito del Ministero della Salute:
"Pane, amore e sanità" è la nuova campagna del Ministero firmata Oliviero Toscani. Toscani, già in occasione del convegno "Per una sanità dalla parte del cittadino" tenutosi a Roma lo scorso maggio, alla presenza del Presidente del Consiglio Romano Prodi e del Ministro della Salute Livia Turco, aveva spiegato che la campagna risponde alla precisa richiesta del Ministro Turco di rappresentare "la bella Sanità". "La Salute vista dal cittadino per una campagna all’insegna dell’ottimismo, del sorriso e della speranza perché siamo tutti dipendenti dal Ministero della Salute, ne facciamo tutti parte", secondo le parole di Oliviero Toscani.
Io non avrei parole… e voi?
P.S. - In effetti, siccome quest’inutile e dispendiosa (quanto avrà voluto Oliviero Toscani per partorire questa schifezza?) campagna di affissioni la paghiamo tutti, alla fine è anche vero che facciamo tutti parte del Ministero della Salute. La prossima volta, quindi, interpellatemi prima di buttare i miei soldi.
Tags: media, pr14 Oct
Incredibile, ho appena finito di parlare con il call center di Sky perché il decoder era andato in blocco, e sono ancora sconvolto: l’operatrice era madrelingua italiana (!!!), competente, cortese ed efficiente. Alla fine della telefonata ho dovuto bere un bicchiere di grappa per riprendermi dallo choc.
Tra l’altro, non ha nemmeno fatto le solite domande idiote con cui normalmente cominciano tutti i call center: il cavo di alimentazione è collegato…, il decoder è acceso…, il cavo SCART è collegato…, la televisione è accesa…, eccetera. Anzi, è andata dritta al problema guidandomi lungo la procedura di reset del decoder.
Quasi quasi… miii… non ci posso credere!!!
12 Oct
8 Oct
No, non ho chiesto informazioni, ho scaricato un white paper perché avevo il sospetto che parlasse di un argomento di qualche interesse e volevo dargli un’occhiata…
Dopo la sua telefonata, però, ho la certezza che non si tratta di un documento interessante, e soprattutto che la sua azienda non ha la più pallida idea di come si affronta il marketing online… E un altro white paper finisce nel cestino senza essere stato aperto.
Negli ultimi mesi, ho ricevuto qualche decina di queste telefonate (sono uno che scarica molti white paper), nonostante il numero di telefono che inserisco sia inesistente. Adesso, incomincerò a utilizzare anche un nome di fantasia e un indirizzo email creato in modo specifico per questo tipo di operazioni.
Oggi, però, mi è arrivato un messaggio di posta elettronica che affronta in modo "creativo" il follow up del download, e chiede di rispondere alle domande di una survey costruita con lo humour tipico dei taglialegna del Colorado (siamo a Boulder…).
In particolare, la richiesta di appuntamento telefonico…
7 Oct
Ho letto con grande attenzione quello che ha scritto Maurizio Goetz su reputazione e autorevolezza dei blog, perché reputazione e autorevolezza sono due ambiti di pertinenza delle relazioni pubbliche (la mia professione) e perché si tratta di un contributo importante in direzione di una piena maturazione dei blog come strumenti di marketing e comunicazione. Fino a oggi, non sono riuscito a entrare nella conversazione, un po’ per mancanza di tempo un po’ per pigrizia, ma di fronte al post di oggi non sono riuscito a trattenermi. In particolare, di fronte a questa frase (che Maurizio ha evidenziato in grassetto, e non certo per caso): se le attività di pubbliche relazioni, marketing, pubblicità, promozione sono oggi così svilite la colpa è di chi le esercita senza averne la cultura e la competenza.
Sono perfettamente d’accordo con questa affermazione, ma sono altrettanto convinto che la soluzione del problema non può stare nei singoli (chi non ha cultura e competenza è convinto di avere eccellenti strumenti professionali, nella maggior parte dei casi più di quanto ne siano convinti coloro che questi strumenti li hanno e fanno di tutto per tenerli aggiornati).
Nel caso delle pubbliche relazioni (sarebbe meglio relazioni pubbliche, ma sappiamo tutti di cosa si sta parlando) lo strumento potrebbe esserci ma non è stato mai utilizzato perché va contro un numero imprecisato di interessi (in genere, chi esercita la professione senza averne gli strumenti professionali ha numerose e importanti conoscenze - il suo strumento professionale - grazie alle quali cerca di difendere la situazione attuale).
Lo strumento è il licensing, e ne parlano in modo positivo dei professionisti del calibro di Harold Burson e Toni Muzi Falconi (qui citato integralmente da Strumpette). La Public Relations Society of America ha appena istituito una task force per studiare a fondo il problema e delineare una soluzione.
Il licensing, come sostengono i suoi detrattori, aprirebbe altri problemi (primo tra tutti, chi certifica i certificatori?), per cui non sarebbe una soluzione. Certamente, la soluzione ideale al problema - drammatico - della scarsa reputazione dei professionisti di pubbliche relazioni (che, profonda ironia, sono gli alfieri della reputazione dei loro committenti) non esiste, ma non è un buon motivo per non creare una barriera all’ingresso.
Nel caso dei blog, la misurazione potrebbe essere una prima soluzione, ma - stando a quello che succede proprio nel settore delle pubbliche relazioni - si tratta di un problema su cui c’è una scarsa sensibilità da parte dei committenti (i quali sembrano preferire l’ignoranza dei risultati rispetto alla misurazione delle azioni che potrebbe dimostrare l’inadeguatezza della soluzione che hanno scelto).
Comunque, il tema è interessante, importante e attuale, per cui invito Maurizio a continuare nel suo lavoro. D’ora in avanti, può contare sul mio contributo.
Tags: Marketing, media, pr, Public Relations, relazioni pubbliche6 Oct
Un working paper della Harvard Business School, disponibile in formato PDF, che individua cinque paradigmi del marketing creati da Internet:
5 Oct