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Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
27 Sep
Come ogni anno, ho trascorso un paio di settimane in un villaggio. Quest’anno, tra gli animatori e gli ospiti c’erano alcuni personaggi di rilievo, che ho provato a descrivere rapidamente.
La pierre del futuro
Studentessa di comunicazione all’Università Cattolica di Milano (credo di aver udito qualcosa come “il linguaggio dei media”) e animatrice di contatto (quelli che cercano di tirarti dentro nel preciso momento in cui ti prepari per i 15 minuti di relax al giorno che spettano a ogni essere umano in vacanza). Ovviamente, bionda e pimpante secondo gli stereotipi del caso.
“Voi di dove siete?”. “Abitiamo e lavoriamo a Milano, ma io sono di Assisi…”. “Assisi, oddio, dov’è?”. Ordunque, sarebbe la città di San Francesco, un centro d’arte di valore così alto da essere Patrimonio dell’Umanità, la meta della Marcia della Pace, e se questo non basta c’è stato un terremoto in diretta TV. “E’ vicino a Perugia, in Umbria, più o meno al centro della penisola”. “Ah, occhei”.
Backgammon
Backgammon è inquietante: ha superato i cinquanta ma ha la coda di cavallo - disordinata, e forse anche sporchina - di quando aveva diciott’anni, ha moglie e figli ma veste come un figlio dei fiori (compreso il sandalo Birkenstock) degli anni settanta, e gioca sempre a Backgammon (questo cozza con le altre caratteristiche del personaggio, ma forse nessuno gli ha detto che il Backgammon è un gioco snob, nato nei club esclusivi e maschilisti dell’aristocrazia anglosassone.
Backgammon è soprattutto un reperto archeologico che ci riporta agli anni dell’adolescenza, quando eravamo un po’ più pirla di oggi e infinitamente più giovani.
Proraso
Proraso ha sicuramente più di cinquant’anni, ma forse ha superato i sessanta, e appartiene a quel gruppo di uomini (ovvero, individui di sesso maschile) che “precipitano” nel ridicolo per voler sembrare più giovani.
Proraso è tinto di nero corvino, un colore improbabile per un uomo della sua età. Proraso è perfettamente rasato (un soprannome non arriva per caso), perché non vuole che si intuisca il colore della barba. Proraso è azzimato, direi addirittura “plasticoso”, tanto è finto.
Proraso, e questo è veramente il massimo, fa il bagno con una comicissima cuffietta gialla - plasticosa come lui - da cui spunta la zazzerina color ebano.
Proraso ci ricorda l’implacabile arrivo della demenza senile.
“il Marco Ranzani”
Quando il Marco Ranzani arriva al villaggio lo devono sapere tutti. D’altronde, uno non si compra il Cayenne S con i vetri fumé per restare nell’anonimato, così come un pirla qualsiasi. Perciò, quando apre la porta della camera e vede un interno spartano i coglioni gli girano a mille - perché il Marco Ranzani sembra un buono, ma in realtà ha due coglioni così - e fa un casino che metà basta.
E poco importa che sul catalogo c’era scritto che le camere erano spartane, perché il Marco Ranzani non ha tempo da perdere con questi dettagli, e deve essere chiaro che lui accetta solo una cinque stelle lusso.
Uno abituato con il Cayenne S, che l’aria condizionata capisce da sola quando deve partire e quale temperatura vuole il Marco Ranzani, non può mica accettare una stanza con il telecomando pieno di simboli strani, solo per avere un po’ di fresco.
E se la stanza cinque stelle lusso non esce fuori subito, il Marco Ranzani fa un paio di telefonate a chi sa lui e qui le teste incominciano a rotolare prima di sera. Il Marco vuole fatti, non parole. Forse non è chiaro con chi stiamo parlando, perché se è necessario il Ranzani arriva a Roma e forse anche a Bruxelles.
Qui sono in ballo cose molto più grosse di una camera. Qui si verifica se ci sono tutte le autorizzazioni. E se non ci sono so’ cazzi, parola di Marco Ranzani…
La cosa più spassosa, peraltro, è stata la “conferenza” sotto l’ombrellone tenuta dal Marco Ranzani 2 (il clone stupido) sul mercato della telefonia cellulare (lui ha il Razr col Bluetooth, che è una figata inventata da Motorola) e dei navigatori satellitari (lui sul Cayenne ha il TomTom prodotto dalla Blaupunkt, che deve essere un nuovo modello che mi è sfuggito…). Ho rischiato di affogare per le risate…
One Response for "Village People"
Devo dire che l’incontro di questi personaggi aggiunge qualcosa alla vita…se non altro fa capire come ci stiamo “appiattendo”. Comunque mi è capitata una cosa simpatica anche a me:
Sabato 22 settembre ho organizzato un evento e il fotografo che avevamo contattato (imposto dal cliente) al momento di chiedergli un cd con il servizio fotografico ha dichiarato:
“Non so con chi lavoriate, io qui (nel paese in cui abbiamo fatto l’evento lui ha il monopolio ndr.) lavoro così: io faccio il servizio scelgo le foto da farvi vedere e voi su quelle mi dite quali volete stampare…”
La cosa simpatica è che alla mia richiesta di poterle almeno scegliere noi le foto lui ha arrossito, si è gonfiato ed ha urlato qualcosa in dialetto!!!
Devo dire che è bello incontrare persone così perché aggiungo qualcosa alla vita!!!