Sono stato chiamato in causa sul tema della notizia e del comunicato stampa da Carlo Odello e Alberico Tremigliozzi. Rispondo con colpevole ritardo, un po’ per mancanza di tempo un po’ perché il tema meritava sicuramente un approfondimento, che ho cercato di preparare in queste settimane.

Io non amo molto il termine “notiziabilità”, che mi sembra solo una brutta traduzione dell’inglese “newsworthiness”, ma senza quel legame stretto con il valore della notizia che ritengo indispensabile per un professionista. Quindi, non sono molto d’accordo con il contenuto del post di Carlo, che cerca di portare tra i valori della notizia quelli che in realtà sono un po’ i “trucchi” del mestiere e un po’ quei fattori esterni che non appartengono al buon giornalismo (primo fra tutti la commistione tra pubblicità e presenza redazionale).

Anch’io utilizzo dei piccoli trucchi per cercare di incrementare la presenza dei miei comunicati stampa sui media di ogni tipo, ma prima di ogni altra cosa cerco di fare in modo che all’interno del testo ci siano molti tra i valori della notizia che molti - molto più autorevoli di me - hanno sistematizzato nel corso degli anni. Quando ci sono questi contenuti e il comunicato stampa viene scritto in un “buon” italiano (cosa, oggi, estremamente rara), è possibile ottenere buoni risultati anche ignorando le norme sui tempi e i modi della spedizione.

Faccio un esempio: per motivi di tempo, ho dovuto distribuire l’ultimo comunicato stampa su OpenOffice.org 2.2.1 di domenica e per di più di sera. Aggiungo che non si trattava di una notizia particolarmente “forte” ma solo di un aggiornamento. Probabilmente, il testo di tre paragrafi che diceva tutto questo in modo semplice, senza magniloquenza, è stato ugualmente ritenuto degno di pubblicazione tanto che ha dato origine a una cinquantina di articoli online nel giro di una settimana.

Per chi vuole approfondire questo tema della gestione delle notizie, in tutte le sue molteplici sfaccettature, ho raccolto nel mio wiki una serie di testi in italiano e in inglese che permettono di approfondire l’argomento. Per avere un flusso logico, seguirei questo ordine:

  1. Lo schema comunicativo, che fornisce un inquadramento del flusso.
  2. Lo handbook of independent journalism, che affronta il problema dal punto di vista dei giornalisti.
  3. L’articolo sul news framing di James Watson, che fornisce una sintesi del processo, dal gatekeeping al news value all’agenda setting, e così via.
  4. Il capitolo su notizia e routineproduttive della tesi di Angelo Rizzi, che rappresenta la sintesi migliore in italiano, secondo me, di tutto il processo (purtroppo, non ce ne sono molte nella nostra lingua).
  5. La dispensa delle lezioni di Antonella Orlandoni sulla fabbrica delle notizie, che affronta il problema in modo completo, ovvero sia sotto il profilo della “notiziabilità” sia sotto quello della semantica del testo.
  6. Gli appunti del corso di sociologia della comunicazione di Alessandra Pocecco, che aggiungono qualche informazione importante e un’ulteriore sistematizzazione al testo di Angelo Rizzi.
  7. I due testi di Judy McGregor e Ndaeyo Uko che cercano di aggiornare i valori della notizia alla luce di quanto è avvenuto negli ultimi anni nell’ambito dei social media.
  8. Gli appunti, recentissimi, di Marco Deriu proprio sul tema della “notiziabilità”.

Un’azienda produce fatti e genera informazioni. Sta al professionista di relazioni pubbliche e/o all’addetto stampa di traguardare questi contenuti contro la griglia dei valori della notizia, per fare in modo che il testo del comunicato stampa abbia ottime probabilità di pubblicazione indipendentemente dai trucchi che possiamo mettere in atto per facilitare il raggiungimento di questo obiettivo. La notizia, però, rimane la conditio sine qua non, e non può essere subordinata né alla percezione interna del “capo” né a esigenze “politiche” (per esempio, un amministratore delegato o un direttore generale vanesio da compiacere).

La notizia o c’è o non c’è, e in questo secondo caso l’unica possibilità è quella di trovarla attraverso una diversa lettura dei fatti o delle informazioni, e qui non ci sono né trucchi né segreti ma solo quella caratteristica professionale che qualcuno definisce “fiuto per la notizia”.

Technorati Tags: , , , ,

Tags: , , , , , , ,