Horst Avenarius, Presidente della DPRG (la federazione tedesca delle relazioni pubbliche, cugina dell’italiana Ferpi), ha raccontato in un lungo articolo (pubblicato dal Journal of Communication Management, e tradotto in italiano da Florence Castiglioni) l’esperienza dell’associazione nel campo dell’etica della professione. La DPRG giudica non solo i suoi membri ma anche persone che non sono né membri né relatori pubblici, opera in modo pubblico, pronuncia e pubblica verdetti e censure e, nei casi dubbi, propone nuove regole di comportamento. Si tratta di un’esperienza interessante, che traccia la strada per un intervento deciso delle associazioni professionali a difesa dell’etica e della professionalità, contro il cialtronismo dilagante (che si riversa in modo negativo sull’attività di tutti i veri professionisti). Spero che il nuovo Presidente Ferpi, Gianluca Comin, dia una “scossa” (e chi meglio di lui, che lavora in Enel?) all’associazione, mettendo in piedi qualcosa di simile a quello che ha fatto la DPRG, a vantaggio sia dei soci Ferpi sia di coloro che - pur non essendo soci, ma sono certo che in questo caso troverebbero una ragione per diventarlo - interpretano il ruolo del relatore pubblico con correttezza e professionalità.

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