Relazioni di Prossimità

Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio

Archive for May, 2007

We need more real PR professionals

David Reich has written the following comment to this post by Scott Baradell (definitely worth reading):

When I worked as a senior manager at two large agencies before starting
my own shop, I was horrified at the sloppiness of the work. The big agencies are too caught up with billable hours, and most don’t devote the time to properly train their junior people. Also, too many mid-size agencies are run by people who do PR unprofessionally, and the young people who work for them learn really bad habits.

I sometimes suffer from being painted with the same brush as the hacks. But I’d say most media people I’ve dealt with see that I try to do it right, and they appreciate it and are then open to future pitches from me. There are many others in this field who are professional. There just needs to be even more.

I have worked as a senior manager at three large agencies on the wrong side of the ocean (i.e., in Europe), but I have had exactly the same experience. We too need more real PR professionals.

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  • D-Day

    La D sta per Dell, che ha annunciato - insieme a Canonical, l’azienda inglese del miliardario sudafricano Mark Shuttleworth - la disponibilità di alcuni desktop e notebook Linux con Ubuntu 7.04, e ovviamente OpenOffice.org. Come sapete, sono particolarmente interessato a questo annuncio in quanto mi occupo - come volontario - del marketing della suite per ufficio libera e open source, che ritengo abbia avuto un ruolo fondamentale all’interno di questa decisione (visto che, insieme a Evolution o a Thunderbird, sostituisce - assolutamente senza rimpianti, per chi la utilizza - Microsoft Office).

    Dell ha rappresentato, nel 2006, una percentuale dell’11% del fatturato di Microsoft Corporation (il dato è tratto dall’Annual Report 2006 e dal Form 10K [un documento "tecnico" che deve essere presentato periodicamente da tutte le aziende quotate alla Borsa di New York e al Nasdaq], disponibili sul sito dell’azienda di Redmond nell’area Investor Relations), pari a 4,8 miliardi di dollari (avete letto bene: 4,8 miliardi di dollari). Dell è l’unico nome che compare sia tra gli OEM (i produttori di PC che installano Windows) sia tra i reseller (le aziende che rivendono i software Microsoft). Negli ultimi tre anni, Dell è stato il più grande cliente Microsoft, alle cui casse ha portato 12,5 miliardi di dollari (il calcolo è fatto a occhio, ma quelli che ballano - di fronte a cifre del genere - sono comunque spiccioli).

    Una domanda: se quello che è stato per tre anni il più grosso cliente di Microsoft decide, in poco tempo, di dare due colpi bassi di quelli che si ricordano - prima, il ritorno a Windows XP, oggi, i PC con Linux preinstallato - è per colpa di una precoce senilità, o perché i segnali del successo del software open source sono sempre più evidenti? Forse, si sta verificando quello che Charlie Demerjian aveva previsto poco più di tre anni or sono, e che Paul Graham ha sintetizzato nel mese di aprile. Ovviamente, nessuno di coloro che operano nel mondo delle tecnologie si augura il fallimento o la chiusura di Microsoft.

    In un altro articolo, abbastanza recente, Charlie Demerjian ha espresso con chiarezza i motivi per cui lui - utente Windows XP - non ritiene possibile passare a Vista, e in un altro ancora più recente ha individuato in alcuni tra gli ultimi comportamenti di Microsoft il segno del fallimento di Vista. Oggi, Steven J. Vaughan-Nichols ha sintetizzato perfettamente i motivi per cui il 1° maggio 2007 è un giorno importante non solo per gli utenti Linux ma per tutti gli utilizzatori di personal computer.

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    Un parlamento di cittadini

    La petizione popolare un parlamento di cittadini esordisce con queste parole:

    Non c’è nessun male che i partiti occupino il potere e se ne occupino. Il problema è per chi e per che cosa lo ricercano e lo esercitano: se cioè la società è una realtà da manipolare per uno strapotere o non piuttosto qualcosa da servire per un bene comune. Per questo la crisi di rappresentanza dei partiti ci preoccupa. Non solo per le difficoltà di comprensione del loro linguaggio e delle loro proposte, ma anche e soprattutto per il loro progressivo allontanamento dai cittadini, dalla società e dall’economia.

    E chiede:

    - in un assetto di sistema proporzionale, potere scegliere e votare liberamente i candidati, all’interno dei partiti e degli schieramenti,
    - in un sistema uninominale, dare la possibilità a chiunque lo voglia di candidarsi raccogliendo firme a livello di singolo collegio.

    Io credo che sia indispensabile dare ai partiti, e a coloro che operano al loro interno (non mi sento di utilizzare il termine “politico” né per gli uni né per gli altri, in quanto da troppo tempo dimostrano solo interesse per il privato piuttosto che per la cosa pubblica), tutti i segnali che rientrano nelle nostre possibilità. Tra questi, io metto la firma di questa petizione, sperando che i pochi politici che figurano tra i primi firmatari non utilizzino questo strumento a loro vantaggio, e che i molti cittadini non lo utilizzino per trasformarsi in politici.

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