La petizione popolare un parlamento di cittadini esordisce con queste parole:

Non c’è nessun male che i partiti occupino il potere e se ne occupino. Il problema è per chi e per che cosa lo ricercano e lo esercitano: se cioè la società è una realtà da manipolare per uno strapotere o non piuttosto qualcosa da servire per un bene comune. Per questo la crisi di rappresentanza dei partiti ci preoccupa. Non solo per le difficoltà di comprensione del loro linguaggio e delle loro proposte, ma anche e soprattutto per il loro progressivo allontanamento dai cittadini, dalla società e dall’economia.

E chiede:

- in un assetto di sistema proporzionale, potere scegliere e votare liberamente i candidati, all’interno dei partiti e degli schieramenti,
- in un sistema uninominale, dare la possibilità a chiunque lo voglia di candidarsi raccogliendo firme a livello di singolo collegio.

Io credo che sia indispensabile dare ai partiti, e a coloro che operano al loro interno (non mi sento di utilizzare il termine “politico” né per gli uni né per gli altri, in quanto da troppo tempo dimostrano solo interesse per il privato piuttosto che per la cosa pubblica), tutti i segnali che rientrano nelle nostre possibilità. Tra questi, io metto la firma di questa petizione, sperando che i pochi politici che figurano tra i primi firmatari non utilizzino questo strumento a loro vantaggio, e che i molti cittadini non lo utilizzino per trasformarsi in politici.

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