Vi consiglio di leggere questo articolo che parla del report co-prodotto dal World Economic Forum e dal Professore di Business e Technology dell’INSEAD Soumitra Dutta. L’Italia, ovviamente, non è nei primi 20 posti della classifica (che compaiono nella tabella), ma - a leggere i commenti di Dutta, che attribuisce alla scuola e alla rigidità del mercato del lavoro (!!!) della Francia la discesa di quest’ultima alla posizione 23, dietro a Estonia e Irlanda - non c’è spazio per nessun tipo di “pensiero positivo”.

Queste le parole su cui, a mio modo di vedere, c’è da meditare (e stiamo parlando, ripeto, della Francia, che ha un mercato del lavoro un po’ meno rigido di quello italiano): “Companies hesitate to apply technology, or perhaps apply technology but don’t get the benefits of it because they’re unable to put in place accompanying labour flexibility”. Le parole di Giancarlo Capitani durante la presentazione dei dati consuntivi 2006 che emergono dal Rapporto Assinform non potevano trovare spiegazione migliore.

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