Relazioni di Prossimità

Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio

Archive for December, 2006

Ce la farete ad aspettare?

Today, IBM and AMD presented papers describing the use of immersion lithography, ultra-low-K interconnect dielectrics, and multiple enhanced transistor strain techniques for application to the 45nm microprocessor process generation. AMD and IBM expect the first 45nm products using immersion lithography and ultra-low-K interconnect dielectrics to be available in mid-2008.

Se siete una di quelle cinque persone nel mondo in grado di comprendere il significato di queste quattro righe, riuscirete ad aspettare la metà del 2008? Il resto del comunicato stampa lo trovate qui. Per nostra fortuna, non è stato scritto da un’agenzia di relazioni pubbliche (almeno, non compare nessuna agenzia di relazioni pubbliche), altrimenti ve li immaginate i commenti dei giornalisti?

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  • PR e nuovo scenario dei media

    Questa è una serie di considerazioni, meditate a livello di testa ma scritte in modo affrettato a causa dell’evidente mancanza del tempo necessario, sullo stato delle relazioni pubbliche in relazione al nuovo scenario dei media.

    Toni Muzi Falconi si lamenta dell’apparente insuccesso del suo blog, che ha numeri inferiori a quelle che erano le sue aspettative all’inizio dell’avventura, ovvero la fine dell’estate 2006.

    I giornalisti che scrivono blog e si lamentano pubblicamente dell’inadeguatezza delle relazioni pubbliche (tanto interne che esterne all’azienda) sono ormai talmente tanti che non ha nemmeno senso citarli.

    I blog scritti da professionisti di relazioni pubbliche sono numericamente abbondanti (la lista completa, gestita da Constantin Basturea, si trova qui, mentre cliccando su questo link potete scaricare la lista in formato OPML per importarla nel vostro lettore di feed RSS), ma pochissimi in relazione al numero degli operatori e al fatto che la nostra professione DEVE - per sua natura - suscitare un dibattito culturale tra addetti ai lavori per poter progredire in termini di metodologie e strumenti.

    Qorvis, un’agenzia di relazioni pubbliche di Washington nata nel 2000 con una “filosofia di base” molto diversa da quella tradizionale (there will be no time sheets, no silos and no “practice areas”, but you will receive a completely new understanding of public relations) viene pubblicamente citata come esempio (A PR Firm That Actually Knows How to Relate) da uno dei columnist del Washington Post, che individua nel modello di business il vantaggio competitivo dell’azienda.

    Concludo questo puzzle di elementi, apparentemente scollegati tra loro, con un’affermazione “forte”: mi sembra evidente che l’industria delle relazioni pubbliche, in modo del tutto simile a quella editoriale (che si trova al centro della peggiore crisi della sua storia), abbia completamente ignorato - con pochissime eccezioni - le richieste di innovazione che provengono dal principale gruppo di interlocutori (i giornalisti) e non stia offendo nulla di nuovo - in termini di creazione del valore - nemmeno al mondo dei committenti, ovvero delle aziende clienti.

    E’ un argomento complesso, su cui ho intenzione di ritornare a più riprese con una serie di analisi più approfondite, a partire dal modello di business delle agenzie di relazioni pubbliche, che mi sembra superato rispetto alle richieste del mercato. Personalmente, sono convinto che questo sia uno dei nodi principali da sciogliere, per poter ripartire con una proposta innovativa verso il mondo delle aziende.

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    Vendetta o trovata pubblicitaria?

    Questo cartello è comparso nei giorni scorsi a Birmingham, e ha - ovviamente - suscitato numerose reazioni. C’è però chi sospetta che si tratti di una trovata pubblicitaria per aumentare il traffico della radio BRMB, che ne ha parlato a più riprese durante una trasmissione del mattino.

    Al mio “caro marito Mark” e alla mia “migliore amica Shelley”,
    Siete le persone più deprecabili e false che abbia mai incontrato. So quello che avete fatto e sono schifata.
    Mark, ho cambiato le serrature, bruciato i tuoi vestiti e svuotato il NOSTRO conto corrente per pagare questa affissione.
    Vi meritate a vicenda.

    Qui trovate il forum sul sito MySpace e qui trovate il sito della radio BRMB, dove c’è un link diretto alla storia. Secondo voi, è la vendetta di una moglie tradita o una trovata pubblicitaria?

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  • Il futuro dei quotidiani

    Su questo tema ci sono opinioni diverse: il Time ne ha raccolte otto, di giornalisti, analisti e professori universitari. C’è materiale sufficiente per meditare durante il resto del week end.

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  • In Europa, cresce lo spam

    Secondo la società di ricerca Radicati Group, lo spam rappresenta il 62% di tutti i messaggi email che circolano in Europa, e passerà dagli attuali 16 miliardi al giorno a 38 miliardi al giorno nel 2010. Questo, ovviamente, porterà alla crescita delle soluzioni di sicurezza.

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  • La comunicazione del governo

    Una cosa è certa: indipendentemente dal suo valore come provvedimento di politica economica (che vedremo nei prossimi mesi), la finanziaria 2006 è stata la legge oggetto del peggior esercizio di comunicazione nella storia della Repubblica Italiana.

    Lo scempio, compiuto da una squadra di personaggi teoricamente competenti, guidati dal segaligno Silvio Sircana, portavoce di Romano Prodi, è stato analizzato da esperti di comunicazione e giornalisti.

    Alcuni tra i principali interventi sono riportati integralmente sul sito Ferpi:

    24/10: Toni Muzi Falconi - Caro Governo: la vera riforma che ci vuole ora e subito è di natura comunicativa. Costa niente. Fateci capire per favore!

    31/10: Mario Rodriguez (Il Nuovo Riformista) - Caro Prodi, Caro Sircana… è l’ora di cambiare passo!

    23/11: Toni Muzi Falconi - Quel ‘difetto di comunicazione’ del Governo di cui tutti parlano: di peggio in peggio

    29/11: Pier Luigi Celli (Corriere Economia) - Deficit e surplus (di parole)

    29/11: Beppe Facchetti - Sul ‘disastro comunicazionale’ del Governo…

    Romano Prodi aveva già dato ampia dimostrazione della sua scarsa capacità di comunicazione durante la campagna elettorale, quando aveva aperto e chiuso un blog dopo averlo lasciato completamente inattivo per settimane. Un suicidio in termini di comunicazione, di cui avevo scritto qui, qui, qui e qui, che sembra essere stato solo un preludio di quello che sta succedendo intorno alla finanziaria.

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  • Filed under: Public Relations
  • VC

    Secondo Nan Chen, Presidente del Metro Ethernet Forum, l’acronimo - che un tempo caratterizzava il Venture Capital - oggi sta per Very Coward. Un’affermazione forte, che riflette il “sentiment” di uno tra i leader riconosciuti nel settore delle tecnologie applicate alle telecomunicazioni. E se questa è l’idea di un signore che siede nel cuore della Silicon Valley…

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  • Il cliente

    L’effimero confine tra uno stipendio e la disoccupazione è la presenza di un cliente soddisfatto (frase appena attribuita a John Chambers, leader storico di Cisco, ma ho il sospetto che l’attribuzione sia stata utilizzata per dare maggior peso all’affermazione). Comunque, indipendentemente da questo, sono troppi i dipendenti di aziende pubbliche e private (in primis, i dipendenti Alitalia) che non hanno mai maturato la consapevolezza di questa incontrovertibile verità. Troppo spesso, la tendenza è quella di lasciare ad altri il compito di pensare al cliente, come se ci fossero dei ruoli in grado di incidere sulla sua soddisfazione e dei ruoli che non hanno nulla a che vedere con lui. Troppo comodo…

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  • Jaw dropping

    L’espressione “jaw dropping”, letteralmente: “che fa cadere la mascella”, mi ha sempre affascinato. La trovo perfetta per esprimere una sorpresa che va al di sopra di qualsiasi aspettativa, una sorpresa come quella che deriva dai commenti - più o meno tutti uguali - che continuano ad arrivare a un vecchissimo post in cui definivo la città di Las Vegas “un lutto per l’umanità”.

    Hanno incominciato scrivendo che Las Vegas è una città affascinante, ma che va vista “lasciando a casa le lenti del nostro bigotto moralismo”, hanno proseguito affermando che “una città stupenda come Las Vegas non ha bisogno di commenti… spero di andarci a vivere” e - passando per chi sosteneva che non è possibile andare a Las Vegas almeno una ventina di volte per lavoro (prima di scrivere idiozie, informatevi, Las Vegas è la città statunitense dove vengono organizzate più fiere, e mi sembra emblematico che oggi quella di maggior successo sia il CES) - hanno concluso dicendo che Las Vegas “è un incredibile esperimento a tutti i livelli: antropologico, sociale, architettonico, etc” e consigliandomi addirittura la lettura di un libro.

    Ordunque, io non cambio il mio giudizio su Las Vegas. Sono sempre stato una persona che ha espresso opinioni “forti” e che per questo motivo è stata più volte tacciata - da chi non mi conosce direttamente - di saccenza. In realtà, io non voglio imporre le mie opinioni a nessuno, ma vorrei anche che i lettori avessero il buon gusto di leggere quello che scrivo evitando di pensare che i miei giudizi sono superficiali, affrettati o addirittura privi delle necessarie conoscenze (”ci sei mai stato?”, purtroppo anche troppe volte).

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  • Calendario

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