Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
13 Dec
Today, IBM and AMD presented papers describing the use of immersion lithography, ultra-low-K interconnect dielectrics, and multiple enhanced transistor strain techniques for application to the 45nm microprocessor process generation. AMD and IBM expect the first 45nm products using immersion lithography and ultra-low-K interconnect dielectrics to be available in mid-2008.
Se siete una di quelle cinque persone nel mondo in grado di comprendere il significato di queste quattro righe, riuscirete ad aspettare la metà del 2008? Il resto del comunicato stampa lo trovate qui. Per nostra fortuna, non è stato scritto da un’agenzia di relazioni pubbliche (almeno, non compare nessuna agenzia di relazioni pubbliche), altrimenti ve li immaginate i commenti dei giornalisti?
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Questa è una serie di considerazioni, meditate a livello di testa ma scritte in modo affrettato a causa dell’evidente mancanza del tempo necessario, sullo stato delle relazioni pubbliche in relazione al nuovo scenario dei media.
Toni Muzi Falconi si lamenta dell’apparente insuccesso del suo blog, che ha numeri inferiori a quelle che erano le sue aspettative all’inizio dell’avventura, ovvero la fine dell’estate 2006.
I giornalisti che scrivono blog e si lamentano pubblicamente dell’inadeguatezza delle relazioni pubbliche (tanto interne che esterne all’azienda) sono ormai talmente tanti che non ha nemmeno senso citarli.
I blog scritti da professionisti di relazioni pubbliche sono numericamente abbondanti (la lista completa, gestita da Constantin Basturea, si trova qui, mentre cliccando su questo link potete scaricare la lista in formato OPML per importarla nel vostro lettore di feed RSS), ma pochissimi in relazione al numero degli operatori e al fatto che la nostra professione DEVE - per sua natura - suscitare un dibattito culturale tra addetti ai lavori per poter progredire in termini di metodologie e strumenti.
Qorvis, un’agenzia di relazioni pubbliche di Washington nata nel 2000 con una “filosofia di base” molto diversa da quella tradizionale (there will be no time sheets, no silos and no “practice areas”, but you will receive a completely new understanding of public relations) viene pubblicamente citata come esempio (A PR Firm That Actually Knows How to Relate) da uno dei columnist del Washington Post, che individua nel modello di business il vantaggio competitivo dell’azienda.
Concludo questo puzzle di elementi, apparentemente scollegati tra loro, con un’affermazione “forte”: mi sembra evidente che l’industria delle relazioni pubbliche, in modo del tutto simile a quella editoriale (che si trova al centro della peggiore crisi della sua storia), abbia completamente ignorato - con pochissime eccezioni - le richieste di innovazione che provengono dal principale gruppo di interlocutori (i giornalisti) e non stia offendo nulla di nuovo - in termini di creazione del valore - nemmeno al mondo dei committenti, ovvero delle aziende clienti.
E’ un argomento complesso, su cui ho intenzione di ritornare a più riprese con una serie di analisi più approfondite, a partire dal modello di business delle agenzie di relazioni pubbliche, che mi sembra superato rispetto alle richieste del mercato. Personalmente, sono convinto che questo sia uno dei nodi principali da sciogliere, per poter ripartire con una proposta innovativa verso il mondo delle aziende.
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