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Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
9 Dec
Questo cartello è comparso nei giorni scorsi a Birmingham, e ha - ovviamente - suscitato numerose reazioni. C’è però chi sospetta che si tratti di una trovata pubblicitaria per aumentare il traffico della radio BRMB, che ne ha parlato a più riprese durante una trasmissione del mattino.
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Al mio “caro marito Mark” e alla mia “migliore amica Shelley”,
Siete le persone più deprecabili e false che abbia mai incontrato. So quello che avete fatto e sono schifata.
Mark, ho cambiato le serrature, bruciato i tuoi vestiti e svuotato il NOSTRO conto corrente per pagare questa affissione.
Vi meritate a vicenda.
Qui trovate il forum sul sito MySpace e qui trovate il sito della radio BRMB, dove c’è un link diretto alla storia. Secondo voi, è la vendetta di una moglie tradita o una trovata pubblicitaria?
Technorati tag: pubblicità
3 Responses for "Vendetta o trovata pubblicitaria?"
dato il costo di un cartello del genere (ne è stato messo solo uno?) sembra davvero un teaser. Ma di cosa?
Se è la creazione di una notizia di sana pianta per fare pubblicità alla radio è un’ottima trovata ma… eticamente non molto corretta, giornalisticamente intendo. perché qui si tratta di creare una notizia e poi trattarla, utilizzando l’effetto verità. una soglia che non andrebbe varcata in maniera esplicita. Questo non è Orson Welles che parla dei marziani alla radio. E’ qualcosa di diverso perché Welles non pianto un tripode in mezzo a una città per davvero, si limitò a raccontarlo…
Però sul sito della radio sembra trattata in modo diverso, quasi come una soap. L’impressione è che sia una trovata di pr tipicamente inglese, ma rischiosa ed eticamente molto molto dubbia. Inoltre, se sarà rilevato che è tutto finto, quali saranno le ripercussioni sulla radio in termini di credibilità?
Penso si tratti di una normale operazione di guerrilla marketing che punta quindi a colpire il potenziale pubblico, qualcosa che lavora a livello d’immagine e non di identità/credibilità. Ce ne sono di casi eclatanti e divertenti ma sono sostanzialmente “innocui” ed almeno comportano una “sana dose” di creatività da parte delle agenzie pubblicitarie.
Già il fatto che questo messaggio sia su un cartellone pubblicitario dovrebbe permettere al pubblico di capire che si trova di fronte ad una comunicazione pubblicitaria e nulla più.
Poi, come ho anche scritto un mesetto fa sul mio blog, è mia convinzione che un cittadino attivo e consapevole è il miglior garante (per sé stesso) dell’etica della comunicazione.
Ecco qui una campagna italiana, che risale addirittura al 2001, per promuovere la città di Riccione come meta turistica: forse in questo caso si è arrivati al limite tra operazione di marketing e falsa notizia.
http://www.guerrigliamarketing.it/intelligence/riccione.htm