Sono sul Boeing 747-400 della Lufthansa in servizio da Francoforte a Hong Kong, dove vado a seguire NetEvents Global, un meeting che precede di qualche giorno la manifestazione ITU World Telecom, la fiera quadriennale del mondo delle telecomunicazioni a cui partecipano tutti i principali fornitori di servizi di rete e TLC. Tra gli altri, sentirò le presentazioni di Reza Jafari, Chairman dell’ITU World Forum, e Nicholas Negroponte del MIT. Ci saranno anche alcuni tra i principali analisti di settore, a partire da Yankee e Dell’Oro (la simpaticissima Tam).

E’ il mio volo numero 817, per oltre 2.000 ore di volo. Probabilmente, è il duecentesimo in cui il bambino più rompicoglioni dell’aereo è seduto vicino a me, e si comporta peggio di un cercopiteco in libertà nella savana centrafricana (tra i due ambienti c’è una sottilissima differenza, che rende il cercopiteco meno dannoso del bambino). In altre duecento occasioni, lo stesso bambino era seduto nella fila davanti o in quella dietro a quella dov’ero seduto io. Il bello è che tutti questi bambini mi fanno dei grandi sorrisi, mentre io li strangolerei molto volentieri (forse basta la stiva non pressurizzata).

Dopo la cena il servizio video di bordo ha trasmesso un programma di esercizi ginnici, che è stato eseguito in modo rigoroso da tutti i tedeschi e i cinesi presenti (un bel numero, ma c’era da aspettarselo). Il bambino ha rovesciato il tavolinetto con sopra il bicchiere di Coca Cola, e questa volta m’è andata bene perché lo ha rovesciato sulla sua mamma invece sul sottoscritto (com’è successo più volte).

L’aereo è equipaggiato con il servizio di rete wireless Boeing Connexion, che costa 9,95 dollari per un’ora e 26,95 dollari per tutta la durata del volo (che dura più di dieci ore, per cui questa opzione la possono utilizzare solo i passeggeri di prima e business che hanno la presa di corrente). Confrontati con i prezzi della connettività wireless negli alberghi, sono quasi convenienti, visto che ci troviamo a 10.000 metri di altezza tra Turkmenistan e Tagikistan, dove ho l’impressione che non ci sia un gran ché di banda larga.

L’emozione della lettura della posta elettronica e del post pubblicato “da quassù” vale sicuramente tutto l’investimento.

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