Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
9 Sep
Probabilmente, vi siete persi l’articolo di Giovanni Sartori L’intelligenza decrescente, pubblicato il 15 agosto sul Corriere della Sera. Io l’ho scoperto leggendo il sito di Giancarlo Livraghi, dove trovate un’interessante serie di articoli sull’argomento, che trovate elencati in questa pagina. Il tema della stupidità mi affascina, da quando ho letto il saggio di Carlo M. Cipolla, professore emerito di storia economica all’Università di Berkeley, che trovate riassunto in questa pagina. Sono riflessioni che mi piacerebbe molto fare con coloro che sostengono - con convinzione - che le giovani generazioni sono più intelligenti e “sveglie” di quelle che le hanno precedute. Ho sempre trovato perfetta, nella sua sinteticità, questa “legge” (dal Libro di Murphy): sulla terra, la somma dell’intelligenza è stabile, la popolazione è in aumento.
Technorati tags: intelligenza, stupidità
Tags: pr6 Sep
Questa è la domanda a cui cerca di rispondere questo post del blog B2B Insight, giungendo alla conclusione che servono entrambi. Personalmente, sono convinto che sia più importante la professionalità, che permette di costruire in breve tempo una relazione con un giornalista sulla base della competenza e della stima e in modo indipendente dal livello di conoscenza. Il percorso opposto, ovvero la partenza dal contatto - in mancanza di strumenti professionali adeguati - non porta a nessun risultato.
Il contatto, da solo, non porta a nulla: gli articoli vengono scritti perché c’è una notizia, e non perché ci si conosce da anni. Quest’ultimo è un fattore che può semplificare il compito del professionista, ma non sostituirlo. E’ per questo che trovo particolarmente stupida la richiesta, da parte delle aziende, di un elenco dei contatti, con un giudizio sulla qualità degli stessi. Per gestire un ufficio stampa, sono ben altri i fattori determinanti.
Per esempio, il “buon senso comune”, una merce sempre più rara nel mondo d’oggi. La curiosità e la voglia di imparare, sempre, ogni giorno, approfondendo ogni argomento di cui si tratta nell’esercizio della professione. Il desiderio di migliorare, scoprendo nuovi strumenti e nuove metodologie di comunicazione, e quello di provare queste novità per raggiungere nuovi obiettivi.
Per esempio, la competenza, ovvero la conoscenza del settore, delle aziende e dei prodotti. La capacità di offrire un’interpretazione che aggiunge del valore, di scoprire le notizie nel comportamento delle persone e delle aziende, di posizionare i prodotti in modo congruente alla situazione di mercato. La conoscenza dei concorrenti e degli analisti di settore, e la capacità di “leggerli” in modo critico.
Per esempio, la conoscenza dei fatti del mondo. Una buona cultura non è mai inutile, perché permette di comprendere il contesto di qualsiasi situazione di mercato, per quanto di nicchia esso sia. Inoltre, permette di affrontare in modo più “aperto” qualsiasi problema, e spesso di trovare soluzioni che esulano dalla norma.
E per chi ritiene che questa sia la difesa d’ufficio di qualcuno che non ha un numero di contatti sufficiente, la mia rubrica - appena “sfoltita” durante gli ozi agostani - contiene più di 1.800 indirizzi, e di questi più della metà sono di giornalisti. Alla rubrica, è affiancato un database con oltre 25.000 indirizzi (molti di questi sono di settori completamente diversi da quello di cui mi occupo).
Technorati tags: media relations, public relations
Tags: media, Media Relations, pr, Public Relations, ufficio stampa5 Sep
Qualche mese fa la Global Alliance aveva lanciato un’indagine on-line per raccogliere quanti i dati necessari per definire un profilo dei professionisti di Relazioni Pubbliche, nell’ambito delle strutture economiche, sociali e politiche dei loro Paesi di appartenenza. Alla ricerca hanno partecipato 686 relatori pubblici di tutto il mondo e, dall’elaborazione delle loro risposte è uscito questo profilo: - L’86% è iscritto ad una associazione professionale. - Il 33% lavora in un’impresa, il 27% in un’amministrazione pubblica, il 23% in un’agenzia, il 10% in una non profit e il 9% come free lance. - Il 63% dirige un dipartimento o una società di consulenza e il 79% dipende dal vertice organizzativo o ne fa direttamente parte. - Il 70% ritiene che la sua funzione principale sia quella di sviluppare la strategia di comunicazione. - Il 76% lavora più di 40 ore la settimana. - Il 71% viaggia intensamente nel suo Paese e il 36% anche a livello internazionale. - Il 12% guadagna oltre 100 mila dollari l’anno e il 67% più di 40 mila. In più, il 47% riceve anche un bonus annuale e il 61% gode di un’assicurazione malattia. - Il 58% ha tra 25 e 44 anni e il 34% fra 45 e 60. - Il 99 parla inglese, l’80% possiede una laurea universitaria e il 68% è di sesso femminile.
3 Sep
Ho approfittato del mese di agosto, più tranquillo degli altri, per configurare un portatile Linux (Ubuntu) in grado di viaggiare in modo parallelo con il portatile Windows che uso sia per il lavoro che per l’hobby della fotografia. Dalla metà di agosto in avanti, ho alternato le due macchine ogni due/tre giorni, senza problemi (ovvero, senza che nessuno si accorgesse che stavo utilizzando una macchina con un altro sistema operativo). Siamo sul punto di fare lo switch…
Tags: pr3 Sep
Lo sto provando, e la prima impressione è ampiamente positiva. Contrariamente ad altri prodotti Microsoft, come Outlook (utilizzato per la posta elettronica), sembra un gran bel pezzo di software. E’ un argomento su cui ritornerò.
Tags: pr