Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
26 Jul
La mattina dell’8 luglio mi sono svegliato con una strana sensazione all’occhio destro, quasi come si trovasse a disagio all’interno della cavità orbitale. E infatti, ho scoperto che era scoppiato un capillare all’interno del bulbo oculare, che era diventato una palla di sangue terribile da vedere e abbastanza fastidiosa da gestire. Una volta tranquillizzato dai medici sulla banalità del problema, ho apprezzato ancora di più la decisione - presa all’inizio dell’anno - di farmi una settimana di ferie a luglio per andare a scoprire i monasteri ortodossi del Maramures e della Bucovina, un desiderio che ho covato più o meno per trent’anni (quando si parla di pazienza…). Infatti, una settimana di riposo era quello che ci voleva per il mio occhio, e non solo… anche per la mia testa.
Ovviamente, la sera del 9 luglio ho guardato - in scaramantica solitudine (ero da solo anche la sera della finale di Madrid) - la finale di Berlino, certo che l’Italia avrebbe vinto sulla Francia non tanto per il valore della squadra quanto per la quadratura delle coincidenze. Quando si parla di scaramanzia, infatti, credo di essere - modestamente - un professionista: pensate che sono riuscito a utilizzare lo stesso abbigliamento (jeans, camicia azzurra, maglione grigio anche d’estate, ma solo sulle spalle, stivaletti da buttero) per tutti gli esami del corso universitario, andando a piedi e seguendo rigorosamente la stessa strada da casa all’Università Statale (erano circa sei chilometri). Una volta liquidata la pratica della finale della Coppa del Mondo, ho lavorato per un’altra settimana - a ritmo ridotto, per via dell’occhio - e poi sono partito.
In una settimana ho visitato tre monasteri maschili, sette monasteri femminili, quattro chiese di paese (tutte al centro di piccoli cimiteri), due basiliche luterane fortificate (di origine sassone) e due chiese trasformate in museo. Ho scattato più di 500 foto, che occupano uno spazio complessivo di quasi sette gigabyte. Questa qui sotto è la chiesa in legno del monastero femminile di Barsana, nel Maramures, lunga poco più di 15 metri e sovrastata dalla torre alta 55 metri (quasi un’inezia nei confronti dei 75 metri della torre della chiesa del monastero di Sapanta). Per i miei gusti, che sicuramente qualcuno troverà singolari, è stato un viaggio bellissimo, che ha mantenuto fino in fondo le aspettative maturate in quasi trent’anni di attesa.
