A quasi un anno di distanza dall’articolo su Windows Vista che aveva sollazzato i lettori di Repubblica che hanno una qualche competenza nell’area dell’information technology, Giuseppe Turani si ripete, questa volta con un’apologia di Office 2007. Com’era ovvio, di fronte alle inesattezze contenute nell’articolo, e soprattutto di fronte a contenuti apologetici di tale livello da perdere qualsiasi credibilità - probabilmente, anche agli occhi dei sostenitori più accesi di Microsoft - si sono scatenati i commenti. Segnalo solo quello di Rainbow Breeze, che mi sembra completo e ben fatto. A Turani segnalo solo due cose: che il formato Open XML di Office 2007 non sarà uno standard ISO (secondo quello che afferma Gartner Group, mentre quello di OpenOffice.org - la suite per ufficio libera e open source che in soli quattro anni è diventata il principale concorrente di Office - lo è già, e che Office 2007 non consentirà il salvataggio dei documenti in formato PDF (la seconda funzionalità più richiesta dagli utenti proprio di Office, quelli che - secondo Microsoft - sono ancora nella preistoria), mentre OpenOffice.org offre questa funzionalità sin dalla prima versione. Forse, non è tutto oro quel che lui vorrebbe far luccicare. E gli ricordo, da collega, che la deontologia professionale dei giornalisti impone il controllo della veridicità delle fonti e della correttezza dell’informazione. Altrimenti, si manca di rispetto verso i lettori.