Alfonso Fuggetta conferma le sue opinioni sul software libero e open source, che sono solo parzialmente positive. Nei commenti, dice di preferire Office a OpenOffice.org, ma non credo che abbia mai provato a disinstallare il primo e lavorare solo con il secondo, salvando i documenti nel formato Open Document (e risparmiando circa il 50% dello spazio occupato dai file). Chi esprime opinioni come quelle di Alfonso, invocando chiarezza sui costi “reali” e “nascosti” del software libero e open source, spesso lo fa per spostare la discussione su un piano più consono alle software house del mondo proprietario. Questa volta, non me la sento proprio di dargli ragione. E non mi sembra sufficiente affermare, come ho sentito fare diverse volte, che OpenOffice.org non dispone delle funzionalità necessarie. Il mio mestiere è quello di comunicare, e in sei mesi ho lavorato su circa 900 documenti. E’ solo fortuna se non ho mai avuto nessun problema?

P.S. - Mi occupo, come volontario, del marketing e delle relazioni con la stampa di OpenOffice.org. Dopo vent’anni di utilizzo ininterrotto di Word e Office, con cui ho lavorato su almeno 20.000 documenti (lo ripeto, gran parte del mio lavoro si svolge scrivendo e facendo presentazioni, e un po’ meno facendo calcoli), sono passato completamente a OpenOffice.org. Ho avvertito un po’ di disagio per il processo di adattamento per non più di una settimana, e poi basta. Oggi sono pronto a sostenere una discussione con qualsiasi esperto sulla superiorità di Writer rispetto a Word, soprattutto nella gestione dei documenti di grosse dimensioni, con indici e impaginazioni complesse. Impress ha richiesto un po’ più di adattamento, ma neanche troppo, ma soprattutto mi ha permesso di lavorare senza problemi su tutti i documenti che avevo prodotto con PowerPoint dal momento della sua comparsa sul mercato.

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