Mi sembra opportuno segnalare e tradurre - parzialmente - quello che ha scritto Alan Weinkrantz.

Abbiamo appena perso un cliente, ed è la prima volta che accade in dieci anni. In realtà, ci hanno fatto un favore e ci hanno dato una lezione, ovvero, ci hanno confermato che per lavorare con la propria agenzia di relazioni pubbliche è necessario costruire un rapporto di collaborazione, e che parte di questa collaborazione sono la fiducia nelle capacità professionali dell’agenzia e la pazienza di attendere i risultati del suo lavoro. Queste sono le regole della collaborazione:

  1. Ci avete scelto, per cui fateci fare il nostro lavoro, sotto il profilo sia creativo sia esecutivo.
  2. Quando c’è una scadenza da rispettare con un giornalista o un analista, dovete rispondere puntualmente alle nostre richieste.
  3. Siamo dei professionisti, per cui dobbiamo guadagnare come dei professionisti.
  4. Noi dobbiamo essere responsabili delle nostre azioni, voi dovete essere responsabili delle vostre.
  5. Quando incominciate a ricevere commenti e articoli positivi, evitate di chiedervi com’è possibile che sia successo…

Facendo un rapido conto, in venticinque anni di carriera io ho avuto cinque clienti come quello che descrive - tra le righe - Alan Weinkrantz: in due casi, sbagliando, ho sopportato la situazione sperando che potesse migliorare, e ho finito comunque con il perdere il cliente. In tre casi, e sono state tre belle soddisfazioni, ho deciso di interrompere il rapporto con una lettera in cui spiegavo in modo pacato ma circostanziato perché non era possibile continuare a lavorare a quelle condizioni. Stranamente, le tre aziende avevano tutte un nome di tre lettere, un acronimo, erano tutte aziende statunitensi con una filiale in Italia, e avevano tutte la sede sulla costa atlantica.