Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
25 Jun
Purtroppo, non riesco a trovare argomenti di maggiore ottimismo rispetto all’analisi di Eugenio Scalfari sulla situazione italiana. Speriamo che arrivi la vittoria del Campionato Mondiale di Calcio, visto che la banca olandese ABN AMRO sostiene che si tratterebbe di un fatto positivo per l’intera economia mondiale (se la cosa vi sembra strana, leggetevi il report Soccernomics 2006, disponibile addirittura in lingua italiana).
Tags: media, pr25 Jun
Luca De Biase riporta questa bella definizione di quotidiano, opera di Ezio Mauro, direttore di Repubblica:
Il quotidiano non è un flusso, ma sta dentro il flusso e cerca di dominarlo, governandolo e gerarchizzandolo. Ogni giorno, nel suo comporsi, il quotidiano scarta dal flusso molte notizie e ne trattiene altre, con cui costruirà ogni volta una specie di cattedrale che assomiglia alla giornata che abbiamo attraversato. Per svolgere questa operazione, il quotidiano usa un criterio preciso: trattiene e presceglie le notizie che sono portatrici di senso. E questa ricerca di significato, da deposito di senso che c’è in una giornata, rende il giornale insostituibile.
Condivido.
Tags: pr18 Jun
A quasi un anno di distanza dall’articolo su Windows Vista che aveva sollazzato i lettori di Repubblica che hanno una qualche competenza nell’area dell’information technology, Giuseppe Turani si ripete, questa volta con un’apologia di Office 2007. Com’era ovvio, di fronte alle inesattezze contenute nell’articolo, e soprattutto di fronte a contenuti apologetici di tale livello da perdere qualsiasi credibilità - probabilmente, anche agli occhi dei sostenitori più accesi di Microsoft - si sono scatenati i commenti. Segnalo solo quello di Rainbow Breeze, che mi sembra completo e ben fatto. A Turani segnalo solo due cose: che il formato Open XML di Office 2007 non sarà uno standard ISO (secondo quello che afferma Gartner Group, mentre quello di OpenOffice.org - la suite per ufficio libera e open source che in soli quattro anni è diventata il principale concorrente di Office - lo è già, e che Office 2007 non consentirà il salvataggio dei documenti in formato PDF (la seconda funzionalità più richiesta dagli utenti proprio di Office, quelli che - secondo Microsoft - sono ancora nella preistoria), mentre OpenOffice.org offre questa funzionalità sin dalla prima versione. Forse, non è tutto oro quel che lui vorrebbe far luccicare. E gli ricordo, da collega, che la deontologia professionale dei giornalisti impone il controllo della veridicità delle fonti e della correttezza dell’informazione. Altrimenti, si manca di rispetto verso i lettori.
Tags: pr14 Jun
Alfonso Fuggetta conferma le sue opinioni sul software libero e open source, che sono solo parzialmente positive. Nei commenti, dice di preferire Office a OpenOffice.org, ma non credo che abbia mai provato a disinstallare il primo e lavorare solo con il secondo, salvando i documenti nel formato Open Document (e risparmiando circa il 50% dello spazio occupato dai file). Chi esprime opinioni come quelle di Alfonso, invocando chiarezza sui costi “reali” e “nascosti” del software libero e open source, spesso lo fa per spostare la discussione su un piano più consono alle software house del mondo proprietario. Questa volta, non me la sento proprio di dargli ragione. E non mi sembra sufficiente affermare, come ho sentito fare diverse volte, che OpenOffice.org non dispone delle funzionalità necessarie. Il mio mestiere è quello di comunicare, e in sei mesi ho lavorato su circa 900 documenti. E’ solo fortuna se non ho mai avuto nessun problema?
P.S. - Mi occupo, come volontario, del marketing e delle relazioni con la stampa di OpenOffice.org. Dopo vent’anni di utilizzo ininterrotto di Word e Office, con cui ho lavorato su almeno 20.000 documenti (lo ripeto, gran parte del mio lavoro si svolge scrivendo e facendo presentazioni, e un po’ meno facendo calcoli), sono passato completamente a OpenOffice.org. Ho avvertito un po’ di disagio per il processo di adattamento per non più di una settimana, e poi basta. Oggi sono pronto a sostenere una discussione con qualsiasi esperto sulla superiorità di Writer rispetto a Word, soprattutto nella gestione dei documenti di grosse dimensioni, con indici e impaginazioni complesse. Impress ha richiesto un po’ più di adattamento, ma neanche troppo, ma soprattutto mi ha permesso di lavorare senza problemi su tutti i documenti che avevo prodotto con PowerPoint dal momento della sua comparsa sul mercato.
Tags: Marketing, pr13 Jun
Alfonso Fuggetta sculaccia il mondo dell’ICT in Italia, auspicando una creatività nell’uso delle tecnologie e dei prodotti che purtroppo non si vede da anni. Non dimentichiamo che le grandi aziende, a partire da IBM, Microsoft e Cisco, quelle che sfruttano la strategia FUD (paura, incertezza, dubbio, ovvero “nessuno è mai stato licenziato per aver scelto …”), in Italia sono più grandi rispetto alla media del nostro Paese. IBM, addirittura, continua a produrre e vendere in Italia i computer AS/400, macchine robuste che nella maggior parte dei mercati sono scomparse da anni perché ampiamente obsolete (ricordo l’espressione sconvolta di Jim Mazzola, responsabile della famiglia dei server Dell, quando gli spiegavo come in Italia ci fossero aziende che gestivano su un solo AS/400 - che io ho sempre definito “il mainframe dei poveri” - amministrazione, ricerca e sviluppo, produzione, logistica, e forse anche office automation). Cisco ha una filiale di grosse dimensioni, la terza in Europa e la quinta nel mondo, e non basta la bravura di Stefano Venturi a spiegare questo risultato. Microsoft dichiara di essere cresciuta in Italia, in un mercato che non è possibile paragonare a quello statunitense, più che negli Stati Uniti. Tutto questo la dice lunga sulle capacità dei CIO italiani di innovare attraverso le tecnologie e i prodotti ICT. Finché si scelgono i prodotti per evitare di essere criticati più che per raggiungere gli obiettivi aziendali, come possiamo parlare di innovazione?
Tags: media, pr13 Jun
Leggete questo post di Jonathan Schwartz, CEO di Sun. L’azienda californiana ha deciso di pubblicare in modo trasparente, sul proprio sito e sul sito del proprio negozio online, i commenti e le prove degli utenti dei prodotti stessi, che nella maggior parte dei casi sono anche i lettori dei due siti. Un bell’esempio del cambiamento di mentalità che un po’ tutte le aziende dovranno compiere se vorranno competere nel mercato del software libero e open source. Come si dice in questi casi, stay tuned, ne vedremo delle belle.
Tags: pr8 Jun
Mi sembra opportuno segnalare e tradurre - parzialmente - quello che ha scritto Alan Weinkrantz.
Abbiamo appena perso un cliente, ed è la prima volta che accade in dieci anni. In realtà, ci hanno fatto un favore e ci hanno dato una lezione, ovvero, ci hanno confermato che per lavorare con la propria agenzia di relazioni pubbliche è necessario costruire un rapporto di collaborazione, e che parte di questa collaborazione sono la fiducia nelle capacità professionali dell’agenzia e la pazienza di attendere i risultati del suo lavoro. Queste sono le regole della collaborazione:
Facendo un rapido conto, in venticinque anni di carriera io ho avuto cinque clienti come quello che descrive - tra le righe - Alan Weinkrantz: in due casi, sbagliando, ho sopportato la situazione sperando che potesse migliorare, e ho finito comunque con il perdere il cliente. In tre casi, e sono state tre belle soddisfazioni, ho deciso di interrompere il rapporto con una lettera in cui spiegavo in modo pacato ma circostanziato perché non era possibile continuare a lavorare a quelle condizioni. Stranamente, le tre aziende avevano tutte un nome di tre lettere, un acronimo, erano tutte aziende statunitensi con una filiale in Italia, e avevano tutte la sede sulla costa atlantica.
Tags: pr, relazioni pubbliche7 Jun
AVVERTENZE AI SENSI DEL D.Lgs. 196/2003. Le informazioni contenute in questo messaggio di posta elettronica e/o nel/i file/s allegato/i sono da considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è consentito esclusivamente al destinatario del messaggio, per le finalità indicate nel messaggio stesso. Qualora riceviate questo messaggio senza esserne il destinatario, Vi preghiamo cortesemente di darcene notizia via e-mail e di procedere alla distruzione del messaggio stesso, cancellandolo dal Vostro sistema. Conservare il messaggio stesso, divulgarlo anche in parte, distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo per finalità diverse, costituisce comportamento contrario ai principi dettati dal D.Lgs. 196/2003.
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Non c’è bisogno di commenti.
Tags: pr3 Jun
We have believed for the 24 years of our existence in a singular vision - the network is the computer. That vision remains unchanged, and if anything, today’s refinements to our market focus, our R&D portfolio, and to our overall business model, drive us even closer to fulfilling it.
Finisce così il post chilometrico in cui Jonathan Schwartz, CEO di Sun, annuncia e motiva il licenziamento di 4 o 5 mila dipendenti. Un grande esempio di trasparenza, visto che il post offre un maggior numero di dettagli rispetto al comunicato stampa, soprattutto nell’area delle considerazioni di carattere strategico che hanno portato il management a prendere questa decisione.
Oltre alla riduzione della forza lavoro, Sun chiuderà il campus di Newark e lascerà le sedi in affitto a Sunnyvale (California), e concentrerà tutti i suoi dipendenti negli Stati Uniti a Menlo Park e Santa Clara, sempre in California.
Tags: comunicato stampa, pr2 Jun