Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
31 May
Mi sembra giusto segnalare l’indirizzo da cui scaricare le “considerazioni finali” del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi (il documento, di una ventina di pagine, è in formato PDF), appena presentate all’assemblea annuale dell’istituto. Mario Draghi, mi sembra opportuno segnalare anche questo, perché è sicuramente sfuggito alla maggioranza, quando è diventato Governatore della Banca d’Italia ha venduto tutte le azioni Goldman Sachs in suo possesso e ha creato un blind trust di diritto inglese per l’amministrazione dei proventi, e ha inoltre dichiarato che si asterrà per un anno dall’esprimere la propria opinione su qualsiasi decisione relativa proprio a Goldman Sachs, in quanto questa potrebbe configurare un conflitto di interesse. Qui trovate l’articolo del Corriere della Sera qui quello di Repubblica con i dettagli della notizia, che però - a mio modesto parere - non ha ricevuto il rilievo che avrebbe meritato, in funzione soprattutto del suo fortissimo significato etico.
Tags: pr29 May
Nicola Mattina mi ha fatto notare, giustamente, che nel post in cui parlo dei cartogrammi ho dimenticato - un po’ per la fretta e un po’ per l’entusiasmo (nonostante le apparenze, sono rimasto un geocartografo) - di mettere l’indirizzo del sito Worldmapper, ovvero “il mondo come non lo avevate mai visto prima”. All’inizio della mia carriera, subito dopo la laurea in geografia umana e la collaborazione con l’Università di Milano, ho lavorato per un anno nella redazione geocartografica del Touring Club Italiano, occupandomi - tra le altre cose - delle prime carte tematiche pubblicate dal servizio cartografico dell’associazione turistica nei suoi primi ottant’anni di storia (per i più curiosi, le carte sono nel primo e nel secondo volume dell’Atlante Stradale d’Europa). La mia tesi di laurea sulla struttura funzionale dei comuni dell’Umbria, basata su un’analisi geografica che deriva dalla teoria delle località centrali del tedesco Walter Christaller, era corredata da un centinaio di carte tematiche dell’Umbria, tutte disegnate a mano dal sottoscritto su una base cartografica dell’Istituto Geografico Militare. Questo spiega la passione per la rappresentazione cartografica del mondo e dei fenomeni socioeconomici.
Tags: media, pr27 May
Detta così, potrebbe sembrare un’errore, perché di solito se ne paga uno e se ne comprano tre. E invece no, è una promessa a fin di bene: io pago tre laptop da 100 dollari al progetto OLPC (One Laptop Per Children) di Nicholas Negroponte, e loro ne spediscono due a qualcuno che ne ha veramente bisogno. La promessa vale solamente se viene raggiunta la cifra di 100.000 firmatari entro il 31 ottobre 2006, per cui - vista l’entità della somma - vi chiedo di andare su questa pagina e firmare anche voi.
Tags: pr26 May
Ho appena ricevuto da Microsoft questo email:
Ciao Italo,
Continua l’iniziativa TechNet Beta Central, che raccoglie le novità in arrivo con le versioni Beta dei prodotti Microsoft.
A proposito di Beta: se sei iscritto a TechNet Subscription Plus, hai l’occasione di installare in anteprima Windows Vista Beta 2, e testare il funzionamento del sistema operativo sull’infrastruttura della tua azienda.
Per completare il tuo percorso di aggiornamento partecipa al TechNet Security Workshop VI, il seminario tecnico gratuito di grande successo, quest’anno incentrato sui certificati digitali, l’elemento chiave delle moderne tecnologie informatiche riguardanti la sicurezza.
Buona continuazione!
“Vista” la configurazione, lo installerò sul Cray di casa: con 8 processori in parallelo, 32 gigabyte di RAM e 16 terabyte di disco, forse riesco a vedere senza problemi le trasparenze sul desktop. Qualsiasi altro computer rischia di avere dei problemi, di “vista”, ovviamente.
Tags: pr25 May

Una visione insolita della cartografia, dove le superfici dei Paesi non rispecchiano più le dimensioni geografiche (normalizzate secondo la proiezione, come nell’immagine qui sopra) ma le dimensioni di un fenomeno demografico, sociale o economico.
Per esempio, qui sotto c’è il cartogramma che mostra le dimensioni dei Paesi in base alle importazioni di carne (in questo caso, essere i più grandi, come il Giappone e l’Italia, non è un fattore positivo)…

e qui sotto quello relativo alla diffusione di motorini (mopeds) e motociclette.

Il sito - che nasce da un progetto congiunto delle università di Sheffield e del Michigan - non è ancora completo, ma fornisce già numerosi spunti di meditazione. Per ogni cartogramma è disponibile un poster in formato PDF con un breve commento e i dati principali.
Tags: pr22 May
Dal discorso di Scott McNealy alla JavaOne Conference, citato da ZD Net:
Per quelli che non conoscono Sun, Jonathan Schwartz è il nuovo CEO dell’azienda, ed è stato scelto dallo stesso Scott McNealy per la sua successione. Sun significa Stanford University Network, ed è l’azienda fondata dallo stesso McNealy insieme a Bill Joy nel lontano 1982. Scott è un personaggio molto informale, ed è un grande appassionato di hockey, sport che ha praticato durante gli anni dell’università.
Tags: pr19 May
Luciano Giustini riporta il testo che segue, pubblicato su Metro di ieri - giovedì 18 maggio - a cura del giornalista Michele Fusco:
Detto questo, un lettore avrebbe anche il diritto di chiedere: ma voi giornalisti dov’eravate tutti questi anni? E cosa ci avete raccontato? Già, dove eravamo e cosa vi abbiamo raccontato? Le umane debolezze giornalistiche dicono che era gratificante far parte di un certo ambiente, viaggiare all’estero con i giocatori a spese del giornale, farsi belli al rientro con gli amici, e altri piccoli benefit che vi risparmio. Perché rompere questo dorato equilibrio con stupide inchieste, rischiando di essere cacciati via dal paradiso terrestre (per molti di noi l’Eden era esattamente stare nei pressi di Moggi & c.)?
Finalmente qualcuno che ha il coraggio di fare ammenda.
Tags: pr14 May
Amo lo sport, e per questo motivo oggi non mi va di scrivere, ma non voglio nemmeno che l’immondo spettacolo dell’ultima giornata di questo campionato passi sotto silenzio.
Ho trovato due commenti, che condivido, sul sito di Carlo Nesti:
Festeggiamenti Juve: assurdi
I tifosi della Juventus hanno festeggiato lo scudetto, forse più per reazione rabbiosa al peggio, che non per intimo convincimento: disapprovo questa stupida euforia. E’ stato come gioire dopo Bruxelles: allora erano morte delle persone, e ora sono morti dei valori, la lealtà che chiunque dovrebbe avere a cuore prima di provare a vincere. Questo livello di incoscienza mi fa pensare che si voglia far festa, e casino, comunque, con qualsiasi pretesto, senza chiedersi perché si dovrebbe mai essere felici.
E’ sconcio che ciò non avvenga
“The show must go on”: non conosco slogan che mi stia più sull’anima, come se le leggi dello spettacolo dovessero prevalere sulla vita, che è realtà ben più importante. Dinanzi a uno schifo, che ogni giorno assume dimensioni sempre più vergognose, era un dovere fermarsi, dando modo al Coni di esautorare tutti i padroni del Titanic. E invece, dopo le dimissioni di Carraro e del CDA juventino, ci tocca vedere Galliani reclamare il “codice etico”, come se già prima non dovesse esistere.
Concludo con una straordinaria definizione di etica, che ho trovato sul sito di Giancarlo Livraghi (i grassetti sono miei):
L’etica non è di moda. Ogni considerazione morale è trascurata, dimenticata. Nei rari casi in cui se ne parla è considerata, con disprezzo, “moralismo”, o si traduce in un vuoto cerimoniale delle apparenze. Uno dei fenomeni di involuzione e decadenza della società in cui viviamo è la perdita dei valori etici.
Si pensa che il profitto (e in particolare il profitto di breve periodo) sia l’unica misura di valore. Se il profitto è a scapito del bene generale, e in violazione dei fondamentali princìpi di etica e correttezza, il “successo” così ottenuto è ammirato e riverito, diventa “santificante” e rende irrilevante ogni altra considerazione.
Mi sembra importante chiarire è che non c’è una contraddizione assoluta e inderogabile fra il successo di un’impresa (o di ogni organizzazione umana) e i valori etici. Perciò l’etica non deve necessariamente rifiutare come “perversa” in assoluto la logica del profitto. E, viceversa, è concretamente possibile ottenere buoni e durevoli profitti comportandosi in modo eticamente corretto, o anche umanamente “generoso”, cioè con un impegno morale, umano e civile superiore a gli “obblighi” di legge o di costume e a una definizione “minima” di eticità.
9 May
Con gli ultimi due post ho perso un lettore juventino, uno di quelli che fa finta di credere alle coincidenze cosmiche tra gli errori arbitrali e gli scudetti, per cui si indigna per l’ironia sulla tariffa Vodafone Moggy e sullo stile juventus. A questi signori, e ne ho sentiti parecchi negli ultimi giorni, anche in televisione (Beccantini, Di Pietro, Mughini, per citare solo i primi tre che mi vengono in mente, ma l’elenco è molto più lungo), mi sembra opportuno ricordare che è statisticamente impossibile che gli errori degli arbitri vengano commessi solo in una direzione, direttamente (ovvero, nelle partite giocate dalla squadra) e indirettamente (ovvero, nelle partite giocate dalle altre contendenti allo scudetto). La cosa, tra l’altro, risale a molto tempo prima dell’arrivo del “paletta” in casacca bianconera, visto che lo scudetto “migrato” dalla maglia della Roma a quella della juventus per l’annullamento del gol di Turone (regolarissimo) risale al 1981. E non era il primo… All’epoca si diceva “9 arbitri su 10 scelgono fiat”.
A proposito di fiat, lo stile juventus nasce proprio da quello dell’azienda torinese. Solo i più vecchi tra i torinesi ricordano, infatti, che Mirafiori era una ridente località (e poi quartiere) sede di un ippodromo e di un sanatorio, dove venivano curate le persone affette da malattie polmonari. Quando la fiat acquistò l’area dell’ippodromo per costruire lo stabilimento di Mirafiori, all’epoca il più grande d’Europa per le costruzioni meccaniche, probabilmente decise che era opportuno far “sloggiare” anche il sanatorio, e per rendere più rapido (ma non indolore) il processo piazzò nello spazio prospiciente i padiglioni - dotati di ampie terrazze - la centrale termoelettrica (credo a carbone, ma anche se fosse stata a gasolio la situazione non sarebbe cambiata di molto).
Anche in quel caso, l’arbitro - il sindaco di Torino - fischiò a favore della juventus…
Tags: pr4 May
Ieri è stata una giornata molto importante per il movimento del software libero e open source, perché l’ISO (International Standards Organization) ha approvato il formato Open Document (ODF) come standard ISO/IEC 26300. D’ora in avanti, come ha detto qualcuno più qualificato di me come Simon Phipps, Chief Open Source Officer di Sun, le suite di produttività per l’ufficio (come OpenOffice.org, da cui nasce il formato ODF, e Microsoft Office, che continua nella sua politica di concedere il formato su licenza, mantenendone la proprietà) verranno valutate anche per la capacità di produrre documenti in formato standard, aperto e libero da royalty, in modo tale che il contenuto dei documenti stessi rimanga sempre di proprietà di chi li ha elaborati e non della software house che concede su licenza l’uso del formato. Purtroppo, la maggior parte degli utenti di Microsoft Office non lo sa, ma tutto quello che sviluppa durante il suo lavoro diventa automaticamente di proprietà di Microsoft, in quanto il formato dei documenti viene concesso su licenza, ed è legato all’uso della singola licenza di Microsoft Office (quando si acquista Office, in realtà di acquista la licenza di utilizzo del software e non il software stesso, che rimane sempre di proprietà di Microsoft).
Questa è la comunicazione che il PLIO, il gruppo di volontari che promuove l’adozione di OpenOffice.org in Italia, ha distribuito ieri sera alla stampa italiana:
ODF è lo standard ISO/IEC 26300
PLIO, 3 maggio 2006 - Ieri sera a mezzanotte, a Ginevra, i membri dell’ISO hanno approvato l’Open Document Format (ODF) - il formato standard, aperto e libero da royalty utilizzato da OpenOffice.org - con una larga maggioranza, e senza nessun voto contrario. Potete trovare maggiori dettagli sul blog di Andy Updegrove, avvocato statunitense esperto di standard, a questo indirizzo: http://www.consortiuminfo.org/standardsblog/article.php?story=20060503080915835
Come scrive Andy, prima che il testo dello standard venga formalizzato e pubblicato sono necessari alcuni passi formali, per cui l’annuncio ufficiale avverrà nel mese di settembre.
Per il momento, la ODF Alliance - il consorzio che raccoglie gli oltre 150 organismi che sostengono l’Open Document Format - ha emesso un comunicato stampa (http://www.odfalliance.org/press/AllianceRelease3May06.pdf) in cui si complimenta con l’ISO per la velocità con cui ha approvato lo standard, solamente due giorni dopo la conclusione del periodo di votazione.
Il fatto che L’ISO, l’ente leader mondiale che sviluppa standard internazionali, abbia preso una così importante decisione e che grossi player del calibro di IBM, Sun, Novell e Adobe e che numerose suite di office automation supportino ODF, ci fa auspicare, con grande ottimismo, che la comunità europea, già seriamente impegnata nella sua promozione attraverso l’IDABC (http://europa.eu.int/idabc/en/document/3428), adotti tale standard come formato ufficiale per lo scambio di documenti tra i paesi membri.
PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org: http://it.openoffice.org
Vola e fai volare con i gabbiani di OpenOffice.org: usalo, copialo e regalalo, è legale!
E questo è il comunicato stampa in inglese che la comunità OpenOffice.org ha distribuito ieri sera a livello mondiale:
1 May 2006: The International Standards Organisation has today approved the standard file format to be used worldwide for the storage of files produced by office software (word processor documents, spreadsheets, presentations, drawings, etc.). For the first time in the history of computing, software users will be guaranteed that they will be able to use their data in any compliant software package, both now and in the future. The point of an open standard is that any compliant application can use it.
As Simon Phipps, the Chief Open Source Officer at Sun Microsystems, observed, “This is a landmark moment for the Free/Open Source Software movement. An innovation that started here [at OpenOffice.org] has been reviewed, adopted and now endorsed at the highest level as an international standard. We now have a standard for productivity documents that is recognised by governments, which often require ISO approval”.
The OpenOffice.org productivity suite fully supports the new ISO/IEC 26300 standard (and since version 2.0 has fully supported the OpenDocument format on which it is based). The Project has led the world in charting a new path.
Louis Suarez-Potts, the OpenOffice.org Community Manager writes, “The approval by the ISO helps level the playing field and helps clarify what is at stake: your intellectual property, your right to use innovative software. The open standard means not only that your property is not held hostage to the company making the application but also that new applications, new extensions, new ways of doing things can be created. The user wins”.
The time is now, the tools are here, the freedom is yours.
About OpenOffice.org
The OpenOffice.org Community is an international team of volunteer and sponsored contributors who develop, support, and promote the leading open-source office productivity suite, OpenOffice.org. OpenOffice.org supports the Open Document Format for Office Applications (OpenDocument) OASIS Standard (ISO/IEC 26300) as well as legacy industry file formats and is available on major computing platforms in over 65 languages. OpenOffice.org is provided under the GNU Lesser General Public Licence (LGPL). The OpenOffice.org Community acknowledges generous sponsorship from a number of companies, including Sun Microsystems, the founding sponsor and primary contributor.
Links
The OpenOffice.org Community can be found at http://www.openoffice.org
The OpenOffice.org office productivity suite may be downloaded free of charge from http://download.openoffice.org
Further information about the suite may be found at http://www.openoffice.org/product/
Technorati: technology
Tags: comunicato stampa, pr