Quando sono nato, l’attivazione del BiOS (Biological Operating System) avveniva con la rituale “pacca” sul sederino, affibbiata in modo competente sulla base di secoli di esperienza sulle attivazioni “meccaniche”. Il neonato emetteva un urlo, che - contrariamente alle credenze comuni - era il suono di login del sistema, e poi si passava alla configurazione, che era responsabilità dei genitori. Come sempre, i francesi si distinguevano per la traduzione del termine BiOS in LoBO (Logiciel Biologique Operationnel), che però - onore al merito - aveva dato origine al termine “lobotomia”, o “arresto del sistema operativo biologico”, e a tutti i suoi derivati. La BSA (Biological Software Association) non aveva ancora iniziato la sua campagna contro la contraffazione del BiOS.

Con l’avvento dell’elettronica anche nel mondo neonatale, sono incominciati i problemi. Oggi, l’attivazione del BiOS richiede l’inserimento del codice alfanumerico della licenza, imposto dalla BSA contro la copia indiscriminata dei sistemi operativi, che è particolarmente diffusa in Cina e in India a causa dell’elevato numero delle nascite (e del costo elevato della licenza, che continua a essere prodotta - in originale - solo da un paio d’aziende a livello mondiale). Ed è così che tra copie illegali e tentativi di emulazione basati sul “reverse engineering”, l’intelligenza del genere umano sta lentamente degradando. Per non parlare di quelle coppie che, a causa dell’eccitazione successiva alla nascita di un erede, che coinvolge anche i parenti più prossimi, non ricordano di eseguire la procedura di attivazione e registrazione del BiOS, e così compromettono la qualità della materia grigia del proprio pargolo.

Vi state domandando qual è il significato di questo post? Non vi preoccupate, non ha nulla a che vedere con la vostra intelligenza.

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