Fino a venerdì scorso, ero convinto di essere un soggetto da medico ortopedico, per colpa di un alluce valgo bilaterale che mi porto dietro da quando avevo più o meno sedici anni. E invece, sono finito davanti a una platea di medici ortopedici non per un consulto ma per parlare di comunicazione, o meglio, di rapporto con i media in situazioni di risk o crisis management (secondo questa fonte, l’ortopedia e la traumatologia sono le due specialità chirurgiche più soggette a rischio d’errore). E’ successo a Reggello (a pochi chilometri da Firenze, in Valdarno), dove Boehringer Ingelheim ha organizzato, nel centro convegni adiacente allo stabilimento di produzione, un corso di formazione “atipico” per il progetto di Educazione Continua in Medicina.

Tra i docenti, infatti, oltre al sottoscritto c’erano chirurghi, magistrati, giornalisti, avvocati ed esponenti di aziende, che hanno affrontato il tema “il chirurgo ortopedico tra innovazione tecnologica e risk-management” senza scendere nei tecnicismi, in modo molto didattico, tanto che anche un ignorantone (in materia medica) come me è riuscito a capire quasi tutto. Io ho approfittato del tema e dell’occasione per sperimentare una modalità di presentazione ispirata a Lawrence Lessig (potete trovare un esempio a questo indirizzo, ma attenzione, si tratta di un file Flash da 8MB, per cui vi consiglio di aprirlo solamente se avete una connessione a banda larga, e in alternativa scaricare il documento PPT in formato compresso). Rispetto a Lawrence io sono ancora un pivellino, per cui non ho certo raggiunto la sua efficacia, anche se ho ricevuto degli apprezzamenti da più di un ascoltatore (potete scaricare la presentazione in formato PDF [sono quasi 8MB] e Flash).

Dalle relazioni e dalla discussione è emerso che il medico e il chirurgo ortopedico - e probabilmente il medico e il chirurgo in senso assoluto - affrontano oggi una serie di sfide di tipo manageriale, che si aggiungono a quelle di tipo tecnico proprie della professione e sono causa - se affrontate senza la dovuta preparazione - di stress e difficoltà. Infatti, l’esplosione delle tecnologie innovative - con cui è sempre più difficile tenere il passo - e la crescita culturale del malato, che è una conseguenza della maggiore disponibilità di informazioni, richiedono un’attenzione sempre maggiore per problemi che rimangono al di fuori del “cuore” della professione medica, che è quello di risolvere i problemi di salute del malato. Oggi, il medico e il chirurgo devono essere professionisti aggiornati e manager con conoscenze di legge e comunicazione, ma su questi ultimi aspetti sono costretti a costruirsi da soli una cultura. Per questo motivo, l’iniziativa di Boehringer Ingelheim, focalizzata proprio su questi aspetti collaterali, è stata accolta con interesse, e ha riscosso un buon successo.

P.S. - Contrariamente a quello che si potrebbe sospettare leggendo questo post, io non lavoro per Boehringer Ingelheim. Per una stranissima coincidenza cosmica (un altro relatore, accanito tifoso juventino, ha fatto il mio nome, e uno juventino che cita un romanista è un evento che può rientrare solo in due ambiti: le coincidenze cosmiche e il paranormale), mi hanno non solo invitato ma anche ospitato in questo bellissimo resort nella campagna toscana. Per questo motivo, li ringrazio, e spero che mi invitino anche in futuro (la ribollita, la fiorentina e il Nobile di Montepulciano erano veramente ottimi).

Technorati: , ,

Tags: , , ,