Errepi è nato più o meno un anno fa, con questo post. E’ una storiella semiseria che ho scritto per il decennale di Computerworld Italia, dove racconto le mie origini nel mondo dell’information technology.
Come tutti gli anniversari che si rispettino, un sentito grazie a tutti i lettori e a tutti quelli che hanno commentato con intelligenza, ironia e sarcasmo (in primis, Nicola Mattina, con cui condivido l’aspetto della barba ma non il tipo di personalità secondo il test MBTI [Myers-Briggs Type Indicator], visto che lui è un INFJ e io sono un INTJ, ovvero Introverted iNtuitive Thinking Judging). Nessun ringraziamento, invece, a chi - a forza di insulti e di spam - mi ha costretto a mettere i commenti moderati e a filtrare i commenti con il riconoscimento “visivo” di uno schema di caratteri, due cose che non mi piacciono ma mi permettono di evitare la cancellazione dei commenti stupidi o inutili, agendo in modo preventivo.
Nel suo secondo anno di vita, Errepi diventerà probabilmente un po’ più palloso, perché scriverò molto di più di relazioni pubbliche e molto meno di attualità, ma la situazione disastrata della nostra professione in Italia (purtroppo, più disastrata che altrove) non mi permette di fare altro, se non cercare - attraverso la discussione, a cui purtroppo partecipano più “estranei” che “addetti” ai lavori, ma la speranza che anche gli addetti, prima o poi, incomincino a preoccuparsi anche degli aspetti professionali - di stimolare la crescita delle competenze, partendo da quegli aspetti di base che sono estremamente carenti e di cui Ferpi e Assorel continuano a non occuparsi, come se fosse più importante conoscere gli aspetti di un bilancio “etico” piuttosto che saper scrivere un comunicato stampa degno di tale nome.
E stendiamo un pietoso velo su altri aspetti, che con la professione non hanno nulla a che vedere…
