Posted on 21-01-2006
Filed Under (Blog, Public Relations) by italovignoli

Vincenzo De Tommaso di Digital PR ha risposto a questo post, in cui lo citavo. De Tommaso è uno degli autori di questo blog, dov’è stato pubblicato l’articolo che ho commentato.

Siccome sono solo parzialmente d’accordo con quello che scrive nella sua risposta, ho deciso di tornare sull’argomento per chiarire alcune delle affermazioni che avevo fatto nel mio primo intervento.

Nonostante De Tommaso affermi che “businessandblog.com è il blog ufficiale (sottolineo ufficiale) di Digital-Pr” per cui nel suo articolo non era necessario specificare che Microsoft è uno dei clienti dell’agenzia, io continuo a ritenere che quella di ricordare questo dettaglio sia ormai divenuta una pratica consolidata nel nostro settore (tutti i nostri colleghi statunitensi lo fanno) che sgombera il campo da qualsiasi sospetto o retropensiero. Per cui suggerisco a De Tommaso di farlo nei suoi prossimi articoli in cui cita Microsoft o uno degli altri clienti di Digital PR, così che a chi legge il suo blog non nascano idee diverse. Infatti, Business & Blog ha citato Microsoft in sette post, e solo l’ultimo - quello che ho citato - può essere interpretato in modo sospetto. A questo si aggiunga che la citazione di Vincenzo Cosenza, che sostiene Microsoft in modo talmente spudorato da essere poco credibile anche a una lettura superficiale, ha peggiorato questa interpretazione.

Tra l’altro, sia De Tommaso che Cosenza dovrebbero approfondire la conoscenza di Microsoft, visto che l’azienda ha probabilmente deciso di supportare la comunità Creative Commons in quanto utilizza la licenza stessa, come si deduce da questa comunicazione sulla tecnologia RSS all’interno di Longhorn (Windows Vista) e in questo post di Ray Ozzie in cui si dice “We’re releasing the SSE specification under a Creative Commons license - Attribution-ShareAlike. I’m very pleased that Microsoft is supporting the Creative Commons approach”. L’analista Stephen O’Grady di RedMonk ha addirittura commentato in modo positivo questi annunci il 24 giugno 2005. La notizia del 25.000 dollari, quindi, non era una notizia, ed è anche per questo che mi ha insospettito.

Microsoft, tra l’altro, sta studiando da tempo il mondo del software open source, al punto da aver assunto un esponente importante della comunità proprio per comprendere meglio le caratteristiche del fenomeno. In questa breve comunicazione sul sito Gentoo ci sono maggiori dettagli. All’epoca, comunque, moltissimi media - online e cartacei - avevano commentato questa notizia, insieme a quella del passaggio di Danese Cooper - the open source diva - da Sun a Intel.

Quello che volevo sottolineare con il mio intervento, e che forse ho lasciato troppo “tra le righe” per essere compreso, era che l’atteggiamento di Microsoft negli Stati Uniti e in Europa (e in Italia) è completamente diverso. Lasciando da parte Business & Blog, non mi sembra che esista un personaggio paragonabile a Robert Scoble (Vincenzo Cosenza tenta di fare evangelismo, ma eviterei - per pietà - ogni tipo di confronto) o una strategia di comunicazione tesa a modificare la percezione dell’azienda di Redmond, che di questo avrebbe bisogno (altrimenti, come si spiegherebbe “l’escalation incontrollata di messaggi contro Microsoft” di cui parla De Tommaso nel suo commento?). Probabilmente, mettendo insieme la pubblicità di Office che maltratta gli utenti dandogli dei “preistorici”, le dichiarazioni relative alla copia del software, l’atteggiamento (di facciata) nei confronti del mondo open source, i contenuti delle licenze software, la qualità dell’assistenza tecnica, le dichiarazioni di Steve Ballmer verso le amministrazioni e le aziende che decidono di migrare a Linux, eccetera, eccetera, si offrono al mercato motivazioni sufficienti per i messaggi “contro”. Ma non è certo parlando dei 25.000 dollari a Creative Commons che si può cambiare questa situazione.

Per chiarezza, io mi occupo come volontario del marketing di OpenOffice.org, per cui potrei essere considerato parte in causa nelle critiche a Microsoft.

Technorati Tags: , ,

Comments Off    Read More