Fa davvero tenerezza il minuetto tra Vincenzo De Tommaso e Vincenzo Cosenza, che danno grande visibilità a quanto dichiarato in questa pagina del sito Creative Commons, e cioè che Microsoft Corporation ha dato un contributo di 25.000 dollari nell’ambito della campagna per la raccolta di fondi della comunità che supporta le licenze Creative Commons.
Fa tenerezza perché è un minuetto all’insegna dell’opacità piuttosto che della trasparenza:
Negli Stati Uniti, Robert Scoble, da solo, è riuscito a modificare la percezione di Microsoft, ottenendo risultati migliori rispetto a quelli che sarebbero riusciti a ottenere le agenzie di relazioni pubbliche, con un atteggiamento abbastanza distaccato rispetto all’azienda, e molto più vicino a quello dell’opinione pubblica che a quello del management (e in particolare a quello di Steve Ballmer). Robert Scoble, nei suoi articoli, è sempre trasparente, anche quando parla di Microsoft (a parte il fatto che è talmente popolare che tutti sanno che è un dipendente Microsoft, assunto proprio perché era un blogger molto conosciuto - e molto bravo, aggiungo io, anche se per un lungo periodo ho avuto un’opinione completamente diversa).
Come sanno i lettori di questo blog, io lavoro - come volontario - all’interno della comunità OpenOffice.org, dove mi occupo di marketing e soprattutto di relazioni con la stampa. Come ho già scritto più volte, considero Microsoft una delle aziende più importanti nella storia dell’information technology e del personal computing, e devo a Microsoft - indirettamente, visto che è sempre stata un concorrente dei miei clienti - una parte del mio lavoro. Peraltro, non riesco a dimenticare che Microsoft si è nel corso del tempo trasformata in un’azienda dai forti tratti monopolistici, e in questo ha probabilmente rimpiazzato IBM (a cui il mercato, con il sonoro ceffone PS2/OS2, ha tolto una parte di questi tratti, che aveva fino a quel momento).