Posted on 07-11-2005
Filed Under (Journalism, Media Relations) by italovignoli

Oggi, Paolo Bonolis ha detto una cosa intelligente - “questo non è il mio mestiere”, e devo dire che i risultati di Serie A confermano che lui non è un giornalista sportivo, e quindi non sa condurre una trasmissione sportiva (facendo della facile ironia, si potrebbe dire che la sua incompetenza in materia è testimoniata dal fatto che è un sostenitore dell’Inter) - e una cosa stupida, molto stupida, quando ha definito con l’appellativo di “er penombra” il responsabile della struttura sportiva Mediaset Ettore Rognoni, che è un professionista stimato da tutti e ha il merito di aver creato una trasmissione di successo come Controcampo, che ha spostato le abitudini domenicali di una buona metà degli appassionati di calcio italiani. Paolo Bonolis è un grade affabulatore, e per questo motivo è uno tra i migliori conduttori televisivi di trasmissioni di intrattenimento, ma - proprio per questo - è troppo invadente rispetto al calcio, soprattutto nel caso di una trasmissione come Serie A che offre agli appassionati la possibilità di vedere azioni e gol poco dopo la conclusione delle partite. Paolo Bonolis crea i contenuti dal nulla quando questi non ci sono, e uccide i contenuti quando questi ci sono. Quindi, che torni a fare il suo mestiere, e lasci ad altri quello del conduttore di trasmissioni sportive.

Technorati Tags: ,

Comments Off    Read More   
Posted on 04-11-2005
Filed Under (Italians) by italovignoli

A Milano si aggira una nuova specie di individui, probabilmente quadrumani, che mentre guidano la macchina (due mani) usano il cellulare senza auricolare (una mano) e fumano (una mano). Un’attenta osservazione del loro comportamento nel traffico lascia pensare che la moltiplicazione degli arti superiori abbia avuto delle pesanti ripercussioni sul numero e la qualità delle loro cellule cerebrali, per cui la loro presenza sulle strade mette a repentaglio la sicurezza degli altri conducenti di auto e di moto (specie protetta a rischio di estinzione, di cui faccio parte). I più pericolosi guidano un Cayenne, e parlano come il Marco Ranzani di Cantù. Si tratta - probabilmente - di una deviazione genetica, che va rapidamente individuata e distrutta. Dov’è finita la “tolleranza zero”?

Technorati Tags:

Comments Off    Read More   
Posted on 03-11-2005
Filed Under (Media Relations) by italovignoli

L’editoriale di Toni Muzi Falconi sul sito della Ferpi è una di quelle letture da non perdere (come d’abitudine, pubblico integralmente i passi più importanti):

Off the record… È questo il ruolo strategico delle relazioni con i media?

Se accettiamo la consueta segmentazione dei diversi ruoli del relatore pubblico in tecnico, manageriale e strategico nel praticare quotidianamente la professione appare legittima la domanda: ma quanto c’è di realmente strategico per l’organizzazione in quel che facciamo? Esaminiamo, ad esempio, il lavoro delle relazioni con i media, visto che in tutto il mondo viene praticato dalla maggior parte di noi e prendiamo il caso di una società quotata in borsa (anche se il discorso può valere, sia pure con specificità diverse, per qualsiasi tipologia di organizzazione).

1. Le comunicazioni dovute sono da noi fortemente regolate dalla Consob e dalle raccomandazioni della Borsa. C’è poco che il relatore pubblico possa fare per creare valore nei contenuti, se non limitarsi a seguire le regole indicate e predisporre la stesura dei comunicati senza intervenire, se non nella fase di diffusione, che tuttavia è anch’essa regolata nei tempi, nella forma e perfino nei destinatari. Dunque, questa parte (che non è poca) è prettamente tecnica.

Ma - direte voi - l’informazione dovuta è soltanto una parte dei rapporti di una società quotata con i giornalisti. Vero.

Esiste una seconda parte, assai consistente, di attività che è invece volontaria e che riguarda informazioni sull’impresa che non rientrano nelle scadenze prefissate dal regolatore e non sempre è price sensitive. In questa parte, la creatività, l’inventiva e le competenze del relatore pubblico sono assai più impegnate, ed è dunque possibile confrontare le competenze del comunicatore bravo con quelle del meno bravo. Sì… Ma sempre di un ruolo tecnico si tratta.

Infatti, mentre nel caso della informazione dovuta il valore del relatore pubblico si esprime nell’assemblare l’informazione e nel rigoroso rispetto delle regole, in quello della informazione voluta il valore del comunicatore rimane pur sempre nell’ambito di un ruolo tecnico, poiché si presume che un tecnico sappia raccogliere le informazioni, svilupparle, elaborarle e trasferirle con modalità convincenti ai giornalisti con i quali ha relazioni costanti e propositive, e quindi si dà per scontato che sappia anche identificare, a seconda della questione specifica, quelli potenzialmente più interessati ad utilizzare i materiali elaborati.

Read the rest of this entry »

Technorati Tags: , ,

Comments Off    Read More   
Posted on 02-11-2005
Filed Under (ICT Market) by italovignoli

IDC ha pubblicato un elenco delle tecnologie da tenere sott’occhio per i prossimi anni. Gli “early adopters”, coloro che sono all’avanguardia nell’adozione delle ultime novità, e sfruttano questa caratteristica per costruire in anticipo il proprio vantaggio competitivo sulla concorrenza, sono avvisati.

IDC ha considerato le tecnologie che avranno un impatto significativo sull’uso dell’information technology all’interno delle imprese, oppure che sono già presenti all’interno dei prodotti più avanzati, o che avranno un effetto rivoluzionario sugli equilibri tra le aziende che sviluppano e producono questi prodotti.

Applicazioni e Informazioni

Automazione intelligente dei processi: l’integrazione dell’analisi in “tempo reale” in ambiente applicativo, per consentire l’automazione delle decisioni operative ripetibili, in risposta ad eventi dove l’analisi condiziona il flusso dei processi di business.

Applicazioni composite: una nuova generazione di architetture applicative che estraggono i processi di business e le informazioni da più fonti e li consolidano in un’unico flusso che riflette un processo end-to-end, per un utilizzo o per un’azienda specifici, o per entrambi.

Accesso unificato a contenuti e dati: i contenuti e i dati, pur rimanendo nelle loro posizioni di origine, e mantenendo le regole e le logiche associate a ciascuno di essi, vengono visualizzati e gestiti - con i normali strumenti di accesso e di query - come se fossero un unico insieme.

Read the rest of this entry »

Technorati Tags: ,

Comments Off    Read More   
Posted on 01-11-2005
Filed Under (Media Relations) by italovignoli

La conversazione online con Carlo Odello è stata un’ottima scusa per fare qualche ragionamento sulla figura del “public relator”, che io traduco con l’espressione “professionista di relazioni pubbliche” (sottolineo l’importanza di questa versione della definizione - da cui deriva “errepi”, il titolo di questo blog - che pone giustamente l’accento sul termine “relazioni”, rispetto a quella più diffusa e abusata di “pierre”, che pone l’accento sul termine “pubbliche”: in Italia, purtroppo, sono pochi i public relator e tantissimi i pierre, che tanto hanno fatto e continuano a fare per squalificare una professione tutto sommato onesta e decorosa), e su alcuni dei suoi strumenti di lavoro, tra cui il comunicato stampa.

Ovviamente, ho trovato nella blogosfera degli ottimi spunti per affrontare l’argomento, e in particolare un articolo su Marketing Experiments che casca a fagiolo e fornisce elucubrazioni e dati molto interessanti a favore del tanto bistrattato comunicato stampa. Prima di addentrarmi nel tema, però, credo sia opportuno fare una premessa: i primi a maltrattare il comunicato stampa sono i pierre con la loro insipienza professionale (ne ho già scritto in passato, commentando alcuni esempi di comunicato stampa scritti o tradotti male, oppure pieni di errori di grammatica e sintassi), perché non sono capaci - in molti casi - di fornire un prodotto professionale. I giornalisti che ricevono questi comunicati hanno solamente la colpa di fare un po’ troppo di tutta un erba un fascio, e di accomunare la minoranza dei public relator alla maggioranza dei pierre.

Marketing Experiments ha misurato l’impatto dei comunicati stampa sul traffico e sui link del sito web, e ha rilevato che essi possono generare un ritorno sull’investimento superiore a quello della pubblicità Pay Per Click (PPC), ovvero ai link sponsorizzati di Google, sia in termini numerici sia in termini di costo (negli Stati Uniti, dove i giornalisti sono molti di più che in Italia, la distribuzione dei comunicati stampa viene affidata a un servizio specializzato - come PR Newswire - che ha un costo, mentre in Italia viene normalmente eseguita direttamente dall’azienda o dall’agenzia, ma senza costi aggiuntivi, per cui il ROI sarebbe acora più favorevole).

Marketing Experiments ha rilevato che:

  1. Un comunicato stampa (pubblicato) può attrarre sul sito migliaia di visitatori che altrimenti non avrebbero mai sentito parlare del sito stesso.
  2. Un comunicato stampa può far crescere in modo significativo il numero dei link al sito, e di conseguenza far salire il sito stesso nelle classifiche dei motori di ricerca.
  3. Un comunicato stampa rappresenta un’occasione per raccogliere gli indirizzi dei visitatori del sito, e per aggiungerli alla lista dei vostri abituali interlocutori.
  4. Una campagna di relazioni pubbliche può generare un ROI superiore a quello di una campagna di pubblicità PPC.

Read the rest of this entry »

Technorati Tags: , , , ,

Comments Off    Read More