50 cibi 50
Author: italovignoli
9
Nov
La BBC ha pubblicato i risultati di una ricerca sui gusti “culinari” dei telespettatori inglesi, che hanno elencato le 50 cose da mangiare prima di morire. Nonostante trovi la lista abbastanza opinabile, ho scoperto di aver già assaggiato il 90% dei piatti (se piatti, in alcuni casi, si possono definire). Ho aggiunto i miei commenti.
- Pesce fresco: ça va sans dire, un appuntamento fisso
- Aragosta: straordinaria quella alla catalana del ristorante La Lepanto di Alghero
- Bistecca: la migliore in assoluto da LG Prime Steak House a Palm Springs, in California
- Cibo tailandese: qualche volta, senza infamia e senza lode
- Cibo cinese: il migliore a Birmingham nel 1987, ospite di un giornalista inglese, ma ottimo anche il Mandarin di Ghirardelli Square a San Francisco, nel 1989
- Gelato: in Italia si va quasi sempre sul sicuro, ma a me piace particolarmente la piccola gelateria di Corso Garibaldi a Milano, con il gelato allo zenzero
- Pizza: ricordo la margherita del Trianon di Napoli, per il fascino del luogo, ma sono quasi tutte buone quelle italiane, mentre è da evitare Pizza Hut
- Granchio: una granseola indimenticabile a Chioggia, ospite di un giovane rampante che poi mi ha tirato un pacco indimenticabile
- Curry: i ristoranti indiani e pakistani di Londra sono stati per anni la mia salvezza, quando la cucina inglese era ancora un grosso punto interrogativo
- Gamberi: indimenticabili quelli di un “plateau impériale de fruits de mer” a Cancale, di fronte al Mont Saint Michel, in una fredda serata di gennaio
- Moreton Bay Bugs (aragoste del Queensland, regione dell’Australia): mi manca
- Clam chowder (zuppa di vongoloni tipica di San Francisco): da mangiare servita nella ciotola scavata nel pane, da Scoma’s al Molo 47
- Barbecue: eccezionale quello del mio amico Alessandro Lattuada, un appuntamento fisso all’inizio di ogni estate
- Pancakes: stucchevoli quelle con lo sciroppo d’acero, niente di speciale le altre, le lascio volentieri a George Walker Bush
- Pasta: da segnalare il menù di primi del Ristorante l’Ambasciata di Quistello, dei fratelli Tamani, ma in Italia c’è l’imbarazzo della scelta
- Cozze: l’unica cosa che ricordo volentieri di Bruxelles, oltre alla Grand Place e alla birra dei padri trappisti con il triplo malto
- Cheesecake: monumentale quella di alcuni bed & breakfast inglesi
- Agnello: straordinario, anche per l’ambiente, la “sella d’Abbacchio disossata al forno farcita con carciofi, pecorino e menta romana” di Sora Lella, sull’Isola Tiberina di Roma
- Cream tea: eccezionale, un pasto completo con “clotted cream” e scones, quello della “Old Village Tea House” di Shanklin, sull’Isola di Wight
- Alligatore: sembra pollo, come gli altri rettili (nello Utah ho mangiato anche il crotalo)
- Ostriche: erano insieme ai gamberetti nel ristorante di Cancale di cui sopra, e in molti altri ristoranti in Bretagna e Normandia, e in qualche ristorante di Parigi
- Canguro: è la specialità del ristorante australiano della modernissima Potsdamer Platz a Berlino, ma non andateci per assaggiarlo, perché non ne vale la pena
- Cioccolato: quello al peperoncino di Modica, i cru di Amedei di Pontedera, le tavolette al pistacchio e agli anacardi della Perugina, mette allegria
- Sandwich: in questo momento, credo che i migliori siano quelli inglesi di Pret à Manger, stuzzicanti e ben farciti, che trovate un po’ dappertutto a Londra e negli aereoporti
- Cucina greca: ricordo una cena a Peania, con quella che sarebbe poi diventata mia moglie, innaffiata da due bottiglie di vino retsina ghiacciato che andava giù come l’acqua
- Hamburger: la maledizione della cucina moderna
- Cucina messicana: quella che si mangia in Italia credo sia solo una lontana parente di quella vera, ma non è male per una serata in allegria
- Calamaro: ottimo quello alla griglia
- American diner breakfast: uova, carni, formaggi, legumi, toast, burro, 2 caffè, crema di latte, zucchero e patatine fritte, fa male solo a elencare i componenti
- Salmone: crudo all’aneto, in un ristorantino di Gamla Stan, la città vecchia di Stoccolma, oppure in Scozia, vicino alla distilleria di Glenfiddich
- Cacciagione: non si trovano più le lepri di una volta, fatte in umido nel paiolo sul fuoco di legna
- Cavia o Criceto: mi manca
- Pescecane: la pinna caudale si utilizza per un ottimo brodo, che ricorda quello di arzilla (la razza in dialetto romanesco)
- Sushi: ogni tanto mi piace, ma sarei curioso di assaggiare quello originale giapponese
- Paella: quella di Valencia è un palmo sopra a tutte le altre che ho assaggiato in Spagna e nei ristoranti spagnoli in Italia, dove - peraltro - non è poi così malaccio
- Barramundi (carpa del Queensland): mi manca
- Renna: veramente buona quella di Fem Sma Hus (cinque piccole case), ristorante di Gamla Stan a Stoccolma
- Kebab: ottimo quello che ho mangiato a Bergama (Pergamo) in Turchia
- Capesante: gratinate sono molto buone, e si trovano sia in Italia sia in Francia (dove si chiamano “coquilles Saint Jacques”)
- Australian meat pie: mi manca
- Mango: un frutto senza infamia e senza lode (non amo molto la frutta esotica)
- Durian fruit: mi manca
- Polpo: eccellente quello di un ristorantino sul porto di Kalymnos, nell’omonima isola greca famosa per le spugne
- Rib: erano molto buone quelle di Chicago Meat Packers, ristorante londinese in Charing Cross Road scomparso da tempo
- Roast beef: una delle poche cose che in Inghilterra facevano bene anche quando non avevano ancora imparato a cucinare
- Tapas: più che un cibo, uno stile di vita
- Pollo/maiale alla creola: ha tutto un altro sapore quando si mangia sotto le palme accompagnati dal suono di una “steel band”
- Haggis: una roba ai limiti del commestibile inventata dagli scozzesi, probabilmente per tenere gli inglesi lontani dalle loro terre
- Caviale: stuzzicante, forse più per l’idea che per la realtà
- Cornish pasty: l’originale è simile a un panzerotto ripieno di carne e patate, ma oggi se ne trovano decine di varianti, nessuna delle quali riesce a lasciare una vera traccia di sé
Questi sono i cibi che mi mancano: sono tutte cose “dell’altro mondo” (inteso come Australia).

Moreton Bay Bug

Barramundi

Australian Meat Pie

Durian Fruit
E morirò senza aver mai mangiato un criceto. Forse, per questo motivo, farò una fine orribile.
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2 Responses for "50 cibi 50"
Abbiamo capito che ci volevi far sapere che hai viaggiato molto (il solito sborone), però citare quel pappone del clam chowder come cosa da mangiare assolutamente mi sembra veramente eccessivo
gentile Italo,
sono una laureata in Relazioni Pubbliche (nuovo ord.) e ora iscritta alla LS di Relazioni Pubbliche d’Impresa.
Per un esame vorrei fare una tesina che approfondisca il lagame tra blog e relazioni pubbliche. ho isot chre lei ha fatto un post su questo argomento; ho modo di contattarla per chiederle alcune dritte? grazie. mi scriva a giud62@infinito.it grazie mille!