Relazioni di Prossimità

Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio

Archive for November, 2005

Le elucubrazioni di Richard Edelman

Facendo fuori il tacchino del ringraziamento, Richard Edelman ha lanciato sul suo blog una serie di spunti che meritano un’attenta considerazione.

Richard parte dall’evoluzione dei media, citando alcune statistiche:

  • Secondo William Bird di Citygroup, ogni dollaro tolto alla pubblicità tabellare sulla stampa - che rappresenta ancora oggi il 66% del fatturato degli editori - viene sostituito da 33 centesimi di dollaro investiti online.
  • Secondo Pricewaterhouse Coopers, le prime 50 aziende Web attraggono il 96% della pubblicità online, e la maggior parte di questo fatturato va a AOL, Google, MSN e Yahoo. In questo momento, vanno molto i filmati di 15 secondi.
  • Circa 9,5 milioni di case negli Stati Uniti hanno TiVo o un altro registratore digitale, e questo numero dovrebbe triplicare nei prossimi cinque anni. Secondo uno studio della CBS, il 64% degli utenti taglia tutte le pubblicità e un altro 26% taglia la maggior parte delle pubblicità.
  • Circa 24 milioni di case negli Stati Uniti hanno accesso al video on demand. Comcast, l’azienda che fornisce il servizio, offre 4.000 opzioni, mentre General Motors sta sperimentando dei brevi filmati pubblicitari sui menù on demand dei sistemi via cavo.
  • Gli editori su Internet si stanno spostando dai contenuti gratuiti verso un modello ad abbonamenti. Il New York Times fa pagare 49,95 dollari all’anno per gli articoli dei suoi editorialisti più famosi, con grande successo, visto che il servizio ha raccolto 135.000 adesioni in soli due mesi.
  • La diffusione dei principali quotidiani statunitensi è diminuita del 2,5% nel terzo trimestre, rispetto allo stesso periodo del 2004, proseguendo una discesa che dura da circa dieci anni. L’erosione è particolarmente evidente tra i giovani. Come risultato, ci sono stati dei licenziamenti tra i giornalisti: il Philadelphia Inquirer ha tagliato il 5% dei reporter, il Los Angeles Times 85 giornalisti e il Chicago Tribune 100 dipendenti un po’ in tutti i dipartimenti.

Ovviamente, tutto questo ha delle conseguenze sull’andamento del settore, che continua a subire una fortissima pressione sui costi senza riuscire a rassicurare i lettori sulla propria capacità di mantenere un’adeguata qualità del prodotto. La ricerca di nuove fonti di fatturato, che arrivino dal pagamento o da forme completamente diverse di contenuto (come nel caso del podcasting), deve subire un’accelerazione.

Secondo Richard, questa profonda evoluzione dei media è allo stesso tempo un problema e un’opportunità per i professionisti di relazioni pubbliche, perché se da una parte mette sotto assedio i canali più tradizionali, dall’altra apre nuovi canali, tra cui si possono inserire anche i blog.

Questi sono alcuni suggerimenti per il 2006:

  1. Rieducate i dipendenti: le relazioni pubbliche devono abbandonare la mentalità legata alla “promozione” (pitch) della storia, e devono incominciare a partecipare alle conversazioni online, ponendo una particolare attenzione sul tema e sulla propria versione dei fatti, perché queste discussioni sono sempre aperte ed estremamente informate.
  2. Riconoscete l’influenza e la credibilità dei blog. David Kiley di Business Week ha scritto del successo di una pellicola di nicchia prodotta da Paramount Studios - Hustle & Flow - che è stata promossa attraverso i blog musicali e i siti di appassionati. Il 35% degli spettatori ha affermato di essere stata convinta a vedere il film dalle discussioni online.
  3. Sperimentate. Dovremmo incominciare a produrre dei video clip da allegare ai materiali per la stampa per semplificare il lavoro di chi scrive blog sulla tecnologia consumer, che in questo modo potrebbe incominciare a creare v-blogs. Dovremmo anche cercare delle nuove forme di sponsorizzazione per i media tradizionali, compresa la creazione di contenuti multipiattaforma, come nel caso delle discussioni sulla bellezza offerte dalla linea Dove di Unilever.

Stiamo attraversando un periodo di grandi opportunità per le relazioni pubbliche: Internet è un luogo perfetto per il nostro settore perché la nostra attività si basa sulla conversazione e per di più con più pubblici nello stesso momento. Allo stesso tempo, dobbiamo tenere fede al nostro impegno verso la trasparenza e l’affidabilità delle fonti di informazione.

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Pubblica ammenda

Una delle sinapsi della mia memoria storica ha clamorosamente ciccato, un segno dell’inesorabile avanzamento del tempo e dell’età. Come mi hanno fatto notare alcuni cortesi commentatori (cortesi perché non hanno assolutamente collegato l’errore agli evidenti effetti del tempo sulle mie cellule cerebrali), la trasmissione sportiva condotta da Raimondo Vianello con la pressoché muta collaborazione di Antonella Elia si intitolava Pressing e non Controcampo. La correzione, comunque, non toglie sostanza al contenuto dell’articolo sulla nuova conduzione di Serie A, che è stato apprezzato e ripreso anche da Libero Blog (per cui il mio ego, oggi, ha le stesse dimensioni di quello di Paolo Bonolis, ma non so se ce la faccio a portarlo in giro fino a stasera perché pesa, e poi parla troppo e troppo forbito).

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  • Filed under: Journalism
  • Firefox

    Questo messaggio è per il 74% dei visitatori di questo blog, che utilizzano Internet Explorer. Siccome vorrei che questa percentuale scendesse, li invito a visitare questo sito dove trovano ben tredici motivi per passare a Firefox. Gli suggerisco caldamente di fare una prova, visto che non costa nulla, e poi di prendere una decisione, a questo punto informata e motivata (anche se decidono, inspegabilmente, di continuare a utilizzare Internet Explorer).

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  • Filed under: Blog, ICT Market, Technology
  • Serie A

    Enrico Mentana è un giornalista, e oggi si è avuta la conferma che i programmi di informazione (anche sportiva) devono essere fatti e condotti da giornalisti, anche se non specializzati nello specifico settore. Oggi, Serie A è stato all’altezza di Novantesimo Minuto, e la Gialappa’s ha chiuso con una godibilissima carrellata di dodici minuti che - tra lisci e virgolettati - ha ricordato le trasmissioni dei loro esordi. Raimondo Vianello con Controcampo è stata l’eccezione che conferma la regola, ma stiamo parlando di un artista che ha un senso dell’ironia e dello humour con le stesse dimensioni dell’ego di Paolo Bonolis. L’unico cruccio è la “scomparsa” di Monica Vanali, che è apparsa in stato di pre-congelamento nel garage di San Siro. Spero che non abbia pagato con la “retrocessione” a inviata la sua precedente collaborazione.

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  • Filed under: Journalism
  • 892892: la tariffa unica

    Ho aspettato qualche giorno rispetto alla partenza della tariffa unica per il servizio 892892, perché - contrariamente a quanto affermato in occasione dell’annuncio e scritto nel comunicato stampa distribuito il 10 ottobre - non si tratta di una tariffa unica ma di una tariffa da rete fissa Telecom. Per quanto riguarda tutti gli altri operatori, la tariffa rimane inalterata rispetto al passato. Sono certo che la risposta del gestore del numero 892892 sarà che gli operatori di telefonia non hanno accettato di ridurre la loro quota, per cui loro sono stati costretti a mantenere inalterata la loro. Siccome questa evoluzione era probabilmente già nota all’atto dell’annuncio, perché non è stata evidenziata nel comunicato stampa? Perché avrebbe limitato l’impatto dell’annuncio? A questo punto, vorrei sottolineare il fatto che i 17 milioni di e-mail distribuiti “a rampazzo” dai guru di Fullsix oltre a essere non richiesti non richiesti erano anche bugiardi. Complimenti, i geniacci della comunicazione e del marketing che abitano in Corso Vercelli 40 a Milano hanno colpito ancora…

    E se volete avere una conferma di quest’ultima affermazione, provate ad andare sul sito dell’agenzia di pubblicità Red Cell… E’ così dal 31 luglio, la prima volta che ho provato ad aprirlo… Siete curiosi di sapere perché? Sono impegnati a creare le straordinarie campagne dei numeri 892892 e 1299, è ovvio… Per cui hanno poco tempo per essere aggiornati su quello che succede online, e infatti i due siti sono interamente realizzati con Flash e non hanno una versione HTML, una cosa che non si vedeva ormai da anni (i due siti sono stati realizzati da Fullsix)…

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  • Filed under: Other, Technology
  • Effetto Mentana?

    Forse è un po’ teso a causa dell’inevitabile confronto con Enrico Mentana, che oggi debutta al timone di un programma di informazione sportiva, ma Mino Taveri - il conduttore di Domenica Stadio, il programma che precede, su Italia 1, Serie A - ne sta sparando una più grossa dell’altra… Anche Emiliano Mondonico, che di solito è una persona misurata, sta contribuendo a mettere zizzania… Gli intervistati, per chiudere il cerchio, stanno sfoderando il loro migliore sense of humour… Alla fine, un vero capolavoro di giornalismo e informazione sportiva…

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  • Filed under: Journalism, Media Relations
  • I segreti di Steve

    Steve Rubel, autore del blog Micropersuasion, ha iniziato a metà ottobre una serie di articoli che illustrano 10 segreti (o trucchi, se preferite) per utilizzare nel modo migliore alcune tecnologie e alcuni siti di grande successo:

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  • Filed under: Blog, Social Media
  • Un blog interessante

    Ho scoperto il blog di Phil Morettini, un esperto di tecnologie avanzate, grazie a questo post su Novell. Leggetelo, se - come me - avete la passione delle tecnologie avanzate e siete anche interessati ad approfondire la storia delle aziende che hanno determinato la sua evoluzione.

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  • Filed under: Blog
  • I blog del guru

    Walt Mossberg, il giornalista che scrive di information technology sul Wall Street Journal, e di conseguenza una delle “penne” più autorevoli degli Stati Uniti, ha pubblicato un elenco commentato dei blog che legge. Ovviamente, non è sufficiente consultare le stesse fonti per diventare autorevoli come Walt, ma potrebbe essere il primo passo…

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  • Filed under: Blog, ICT Market, Journalism, Technology
  • Stiamo toccando il fondo

    Il solito Shel Holtz, barbuto e brontolone come il sottoscritto, mette in evidenza un editoriale del Contra Costa Times (per leggere l’articolo è necessario registrarsi gratuitamente) in cui si espone la tesi che l’assunzione di un responsabile della comunicazione per la Contea di Contra Costa - quella dove abita Shel - è inutile, e quindi uno spreco di denaro pubblico, perché il “public information officer” non farebbe altro che filtrare le informazioni, e impedirebbe ai pubblici ufficiali di parlare direttamente con la stampa.

    Shel si chiede come sia possibile che il quotidiano, i cui contenuti derivano in buona percentuale dall’attività dei professionisti di relazioni pubbliche, esprima una posizione del genere, simile a quella di chi sostiene che i blog possano sostituire le relazioni pubbliche, e ritiene - secondo me a ragione - che si tratti di una conferma della perdita di credibilità della nostra professione (e se questo succede negli Stati Uniti, dove le relazioni pubbliche godono di una reputazione largamente superiore rispetto all’Italia, figuriamoci la strada in salita che si deve fare nelle nostre contrade).

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