E’ il titolo dell’incontro con Ben Hammersley che si terrà alla Libreria Hoepli di Milano giovedì 13 ottobre alle ore 18, organizzato dalla stessa Hoepli e dal Java User Group Milano. Ben Hammersley, giornalista, autore, esploratore e “sviluppatore errante”, è un attento osservatore della realtà tecnologica e di Internet, ed è anche il creatore del termine “podcast”. Durante l’incontro, spiegherà in che modo RSS e le tecnologie correlate al Web 2.0 possono cambiare il modo di acccedere ai media e al resto del mondo da parte degli utenti di internet.
La notizia deve essere verificata con le aziende, ma la fonte è attendibile. Quando si chiama uno dei numeri che danno informazioni sugli elenchi degli abbonati (quelli che trovate in questo post), al termine della telefonata - quando è stato individuato il numero richiesto - l’operatore chiede sempre: “la metto in contatto direttamente con l’abbonato?”. Ed è qui - secondo la fonte - che sta il trucco, o meglio, la truffa. Se si accetta il servizio, infatti, la telefonata prosegue con la stessa tariffa anche se stiamo parlando con un numero della stessa città, e questo non viene né comunicato dall’operatore né chiarito dalle tariffe pubblicate sui siti dei fornitori del servizio.
Nonostante l’attendibilità della fonte, spero che questa truffa “nascosta” ai danni degli utenti venga smentita dalle aziende. Se venisse confermata, infatti (e qui vale decisamente il principio del silenzio-assenso, per cui se non riceverò una smentita entro qualche giorno - il tempo necessario per leggere questo articolo e scrivere una risposta - denuncerò pubblicamente la cosa attraverso la stampa), sarebbe fin troppo chiaro il motivo per cui il servizio viene pubblicizzato con campagne troppo costose rispetto al fatturato che sarebbe possibile generare con il solo servizio di fornitura delle informazioni. Vediamo cosa succede nei prossimi giorni.
Detesto Fausto Bertinotti, che ritengo - da sempre - uno degli uomini politici più disonesti sotto il profilo intellettuale, per il fatto che sfrutta slogan di tipo massimalista per rastrellare voti in quelle fasce della popolazione che non dispongono di strumenti intellettuali sufficienti per cogliere tutte le sfumature della sua comunicazione (ritengo invece che sia uno degli uomini politici più onesti sotto il profilo personale). Ho letto il suo documento programmatico, che condivido in alcune parti (ma non dove viene utilizzato il linguaggio elettoralistico massimalista), per cui immaginate il mio stupore quando ho ricevuto questo e-mail:
Buongiorno, questa è una mail di scuse.
Sono un ragazzo che si è appassionato alla campagna per le primarie, facendo “il tifo”, come forse avrete capito, per Fausto Bertinotti. Credendo di fare una cosa carina, e in totale buona fede, ho creato una mailing list a cui mandare tutte le notizie che riguardavano le iniziative per il 16 di Ottobre. Purtroppo ho avuto la pessima idea, sapendo come si può fare, di inventarmi anche un indirizzo come quello che vedete e che, ovviamente, nulla ha a che vedere con www.faustobertinotti.it, il cui indirizzo di informazioni è info@faustobertinotti.it.
Da qualche minuto ho scoperto di avere combinato un bel casino, visto che i compagni che curano il sito hanno sparso la voce di cercare chi si stava spacciando per uno degli organizzatori “ufficiali”. Di voce in voce, la notizia mi è arrivata da pochissimo. Tra l’altro, credendo ingenuamente di fare bene, capisco dalle reazioni che ho fatto cosa invece sgradita ad alcuni dei destinatari, mai iscrittisi alle newsletter ufficiali del sito. Ovviamente, questa è l’ultima mail che riceverete da questo indirizzo. Non me ne vogliate troppo.
Un saluto, Alessandro
Carat Italia, filiale italiana del centro media globale Carat, ha pubblicato uno studio esclusivo dedicato alla lettura delle tendenze che stanno delineando lo scenario degli anni a venire, intitolato “quaderno delle tendenze 2005/2006″, che è anche un laboratorio di osservazioni permanenti sul panorama socio-culturale della società italiana.
In una società in cui i media sono sempre più importanti, e dove sono necessarie strategie di comunicazione sempre più sofisticate per far fronte all’affollamento e alla complessità, è fondamentale identificare dei momenti significativi per entrare in contatto e stabilire un rapporto più complesso e costruttivo con il consumatore. E poiché oggi il consumatore è, a tutti gli effetti, inscindibile dall’individuo e dalla società, le indicazioni contenute nel quaderno delle tendenze sono particolarmente utili per capire meglio gli intrecci tra gli individui, i consumatori e i pubblici a cui le aziende rivolgono i propri investimenti in comunicazione.
La comprensione dell’evoluzione di questi intrecci all’interno della società può aiutare i consulenti di comunicazione e i loro clienti a individuare i pubblici del futuro, e a creare le condizioni migliori per scoprire territori inattesi e nuove possibilità di relazione tra brand e consumatori. Il management delle aziende ha un bisogno vitale di sviluppare scenari, previsioni e interpretazioni, ma i ritmi di lavoro troppo serrati tendono a sottrarre spazio ai bisogni di conoscenza e approfondimento. In questo contesto, il quaderno delle tendenze ha l’obiettivo di essere un vero e proprio “facilitatore” della lettura della realtà, ovvero una fonte informativa dalla quale possono nascere sollecitazioni per le strategie future.
Metodologia
Lo studio nasce da un progetto internazionale denominato Trendzoom, ed è stato realizzato da un gruppo interdisciplinare di ricerca che ha attinto alle diverse realtà Aegis: Carat Expert, Carat TV, Dipartimento Strategico di Carat Italia, Isobar Communications e deepblue. A fare da sfondo all’edizione italiana del quaderno sono state le ricerche e le analisi strutturali e di clima prodotte dai principali istituti di ricerca, che sono state utilizzate per costruire la scena e definire il sentiment generale all’interno del quale leggere e interpretare comportamenti, linee di pensiero, modelli di consumo e di fruizione mediatica che determinano il presente e influenzeranno gli sviluppi futuri.
Alle fonti ufficiali sono state affiancate le voci vive delle persone, attraverso focus group che hanno coinvolto sia la gente comune (di età compresa soprattutto tra 15 e 34 anni) sia gli opinion leader (esperti e professionisti che operano in diversi ambiti culturali e lavorativi). E’ stata utilizzata anche un’ampia bibliografia, e sono stati monitorati quotidianamente i media di orni tipo per identificare le manifestazioni più all’avanguardia e le comunicazioni più significative attuate dalle aziende. L’insieme degli stimoli e dei materiali è poi confluito all’interno delle linee guida che costituiscono i trend del quaderno delle tendenze 2005/2006.
Ho trovato questa opinione di Giorgio Tramontini nel numero 9 de “L’Impresa di Comunicazione“, periodico dell’UNICOM, Unione Nazionale Imprese di Comunicazione. La condivido quasi integralmente, e per questo motivo la riporto senza tagli, chiose e commenti. Una volta tanto, infatti, anche i cosiddetti “francesismi” non stonano nell’economia del testo (com’è noto, sono un moralista bigotto, forse anche un po’ represso e bacchettone, per cui non amo i termini volgari nei testi scritti, anche se in qualche occasione - come questa - li tollero).
Benvenuti nell’Era della Comunicazione Globale. I nostri defunti si ribaltano nella tomba per la sfiga che li ha colpiti: quella di non poter partecipare a questa Grande Era.
La Grande Comunicazione Globale, poi c’è un terremoto da 200.000 vittime e dalle Hawaii dicono: “Mah, noi lo avevamo previsto con qualche ora di anticipo, solo che non sapevamo a chi telefonare…”. Cazzo!
In compenso, si sono salvati gli animali. Probabilmente dalle Hawaii hanno telefonato a loro. Nell’Era della Grande Comunicazione Globale, ci sarà pure un bufalo d’acqua con un cellulare trendy, no? E si sono salvati gli indigeni, quelli che vanno a caccia con arco e frecce, quelli dati per estinti, perché poveracci sono fuori dalla comunicazione globale… ma hanno visto la marea che si ritirava e se ne sono andati verso l’alto, con gli animali.
Nell’Era della Comunicazione Globale sessanta canali televisivi mi parlano dello tsunami e mi dicono le cose più allucinanti. L’isola di Sumatra si è spostata di trenta metri, poi trenta centimetri, poi cinque, otto, ventinove, è più alta, più bassa, più larga, più stretta, si è girata su stessa e alla fine se n’è andata completamente, l’han vista ad Alassio, vicino alla Gallinara.
Sono stati elaborati i risultati della ricerca Edelman/Technorati sui blogger, che potete trovare in questa pagina.
Il 34% dei blogger scrive con l’obiettivo di essere considerato un’autorità nel suo campo, e questo significa che essi sono un pubblico importante per le aziende e per le loro agenzie di relazioni pubbliche (anche se il 48% afferma di non essere mai stato contattato né dalle une né dalle altre). Il 51% dei blogger scrive delle aziende, dei loro dipendenti e dei loro prodotti almeno una volta alla settimana. Molti blogger considerano le aziende delle fonti affidabili di informazioni sui propri prodotti: il 45% ritiene che siano abbastanza affidabili, e il 35% che sono molto affidabili. Le agenzie di relazioni pubbliche potrebbero fare meglio: il 33% dei blogger non si fida di loro, mentre il 21% le considera abbastanza affidabili. L’85% considera i blog aziendali abbastanza o occasionalmente affidabili, e il 18% ritiene che i blog dei dipendenti sono molto affidabili.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto, c’è un’inversione della tradizionale piramide di influenza: i manager che pubblicano un blog sono considerati attendibili solo nel 19% dei casi, contro il 35% dei dipendenti. La fiducia è strettamente personale: i blogger ritengono gli altri blogger più affidabili di qualsiasi altra fonte: il 63% preferisce ricevere informazioni da un proprio pari contro il 21% che preferisce riceverle da un’azienda.
Le aziende devono incominciare a partecipare alla conversazione. Solo il 16% dei blogger riceve e-mail che invitano alla discussione, il 41% non ha nessun tipo di interazione, il 20% riceve moduli via e-mail e il 15% riceve comunicati stampa. I dati, inoltre, smentiscono il preconcetto che i blogger non diano sufficiente importanza all’accuratezza dei dati: il 39% dei blogger correggerebbe un post inesatto, il 25% pubblicherebbe un nuovo post con le informazioni corrette il 24% lascerebbe l’errore così com’è stato pubblicato ma aggiungerebbe una correzione. In ogni caso, due blogger su tre preferiscono venire a conoscenza di un errore via e-mail piuttosto che attraverso un commento.
Come si dice in questi casi, riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Ecco tre cose che dovresti sapere su 892 892:
1) Costa meno del 12 per un minuto di chiamata con operatore.
2) Se non sei soddisfatto ti rimborsiamo.
Dal 1° Ottobre è cominciata la “Sfida al Primo Minuto”. Noi ti diamo la risposta che stai cercando in circa 1 minuto. Raccogli la nostra sfida e scopri perchè sempre più persone chiamano 892 892 per avere i numeri telefonici.
Trovate i dettagli su tutti e tre i punti sul sito 892892.
Dimenticavo, il sito è interamente realizzato con Flash, per cui risulta impossibile da visualizzare se non è installato il relativo plug-in, e non è comunque il massimo in termini di usabilità. Ma su questo tema ritorneremo in futuro.
Credo di averlo usato solo un paio di volte negli ultimi dieci anni, ma com’era bello avere solo il 12…
Provate a orientarvi in questa giungla numerica, che è quella dei servizi di informazione a pagamento che hanno sostituito il 12 e il 412: i numeri a base 12 possono dare solo informazioni sull’elenco degli abbonati al telefono, siano essi privati o aziende, mentre i numeri a base 892 sono autorizzati a dare anche altri tipi di informazioni (come, per esempio, la programmazione dei cinema). L’elenco lo trovate sul sito del Ministero delle Comunicazioni. Questo è aggiornato al 30 settembre, ovvero alla data della liberalizzazione del servizio.
1240 - Pagine Bianche (pubblicità televisiva)
1244 - Infocall
1245 - TIM
1248 - 11888 (la Telecom spagnola, la stessa del 1288)
1250 - Conduit Enterprises
1254 - Telecom (pubblicità televisiva)
1255 - Wind
1256 - Prontoseat
1260 - Pagine Italia
1266 - Concierge Company
1277 - DA Directory Assistance Company
1280 - Bigworld
1288 - Servizio di Consultazione Telefonica (pubblicità televisiva)
1289 - Seat Pagine Gialle
1290 - Vodafone
1299 - ES Enhanced Services Company
892000 - Vodafone
892412 - Telecom Italia
892424 - Pagine Gialle
892892 - Il Numero Italia (pubblicità televisiva)
Nella lista del ministero ci sono anche questi altri numeri a base 892 attribuiti a fornitori di servizi di telecomunicazione e di elenchi di abbonati, ma non è chiaro se forniscono lo stesso tipo di informazioni (per cui, nel dubbio, astenetevi dal chiamare).
892200 - Fastweb
892500 - Pagine Italia
892525 - TIM
Scusate la monotonia, ma ritorno sull’ultima pubblicità del numero 892892, quella dei ballerini al cimitero.
Proviamo a immaginare la strategia di comunicazione…
La pubblicità del numero 892892 è indirizzata soprattutto alle persone anziane, che non accedono a internet (dove potrebbero trovare gratuitamente tutte le informazioni sugli abbonati al telefono) e spesso non ci vedono a sufficienza per leggere i minuscoli caratteri degli elenchi del telefono. In molti casi, hanno malanni fisici che limitano la loro mobilità, e spesso sono costrette a camminare con l’aiuto di un bastone.
Le persone anziane frequentano spesso il cimitero, un luogo dove riposano i loro cari defunti e loro stessi sono destinati a finire, prima o poi, nella nuda terra. Si tratta quindi di un luogo d’elezione per il target, che - sentendosi a proprio agio - potrà prestare la massima attenzione al messaggio, che viene sottolineato nei punti salienti dalla caduta a terra degli arti degli zombie che accompagnano l’esibizione dei due ballerini.
Resta da verificare se gli zombie stanno a simboleggiare l’artrite reumatoide o l’artrosi deformante…