Mi piacerebbe sapere cos’ha nella testa il giornalista che ha firmato il servizio del telegiornale RAI sullo Smau, e se non fosse un’operazione senza ritorno gliel’aprirei volentieri in due per vedere se dentro c’è segatura o truciolato, o più semplicemente guano di pipistrello. Propendo per quest’ultima ipotesi, visto che ha detto una massa di stronzate. Cerco di riassumere: allo Smau ci sono un sacco di computer (sorpresa! pensavamo fosse la biennale del criceto!) di ogni peso e dimensione, ma soprattutto portatili. C’è il portatile da polso, quello da bicicletta e quello da surf… Cinquant’anni di storia dell’information technology e venticinque - quasi - di storia del personal computing, più o meno un miliardo di utenti nel mondo, e dobbiamo ancora sentire queste cose… Se non ci fosse qualcun altro a fare informazione, a sentire la RAI si potrebbe pensare che la tecnologia è un gadget completamente inutile, e i personal computer oggetti destinati a cialtroni e perditempo… Sono senza parole.