Il signor Orlando è una persona sicuramente educata e civile, visto il tono e i contenuti del suo commento:

Egregio Sig. Italo Vignoli,

Le consiglio di muovere le critiche in merito al commercial singolo o alla campagna, tutta, ai direttori creativi della Red Cell… (autentici geni e guru della comunicazione e non solo in Italia) e credo che pur non vedendolo percepiremmo tutto il Suo irrimediabile rossore. Per favore non faccia il saccente se non vuole incappare ancora in serie e cattivissime figuracce…

Quello che, però, il signor Orlando non ha notato è che io i nomi dei due direttori creativi della Red Cell li ho già fatti il 9 agosto nel post Effetto 892892, e che alla vicenda ho dedicato più di un articolo:

  • 31 luglio: 892892
  • 7 agosto: 892892 (ovvero, al peggio non c’è mai fine…)
  • 1 settembre: 892892: cattivi pensieri
  • 11 settembre: 892892: ci mancava Bonolis
  • 22 settembre: 892892: nani e ballerine
  • 27 settembre: 892892: facciamo chiarezza? (questo è quello che ha letto il signor Orlando)
  • 28 settembre: 892892: c’è sempre qualcosa di nuovo…
  • 30 settembre: Si è svegliata Red Cell
  • 4 ottobre: Horror advertising
  • 6 ottobre: 892892: si muove qualcosa
  • 11 ottobre: Commento disinteressato
  • 13 ottobre: Un gentiluomo…
  • 15 ottobre: 892892: un (piccolo) successo dei consumatori
  • 15 ottobre: 892892: il commento al commento del commento

Il fatto che Pino Rozzi e Roberto Battaglia abbiano firmato delle campagne di successo non vuole automaticamente dire che abbiano colto nel segno anche con la campagna del numero 892892, per cui - senza nulla togliere alla loro professionalità (se sono in quella posizione, ho il sospetto che qualcosa di buono nella loro vita lavorativa lo abbiano fatto…) - continuo a sostenere che si tratta di una declinazione sbagliata di un brief altrettanto sbagliato. E credo che il fatto, emerso in questi ultimi giorni, che il 90% delle telefonate vengano effettuate da anziani che non hanno capito di che cosa si tratta (e quindi “chiamano subito”, come dice di fare la pubblicità) o da bambini che canticchiano il motivetto sia una conferma della bontà di questa critica.

Se poi qualcuno, invece di darmi del saccente, dell’imbecille, dell’incompetente o del cretino, si prendesse la briga di contestare le mie affermazioni utilizzando delle motivazioni analoghe ma opposte a quelle che ho usato io per sostanziare le mie critiche (che possono essere, com’è ovvio, completamente sbagliate, ma per il momento non hanno suscitato nessun tipo di contraddittorio ma solo insulti, più o meno offensivi, o affermazioni che denotano un eccesso di quoziente d’intelligenza come la seguente: “siete dei comunisti di merda… la pubblicità è geniale”), io sarei la persona più felice del mondo e farei anche pubblica ammenda per quello che ho scritto. Fino a quel momento, chi deve arrossire è qualcun altro…

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