Sembra un gioco di parole, ma non lo è. Ho ricevuto il commento dell’operatore del cal center 892892 al mio post che commentava pubblicamente il suo commento a un mio precedente post. Quindi, questo post è un commento al commento del commento.
Questa volta tralascio le critiche all’italiano, visto che le ho già fatte l’altra volta. Devo purtroppo constatare che alcune consuetudini del linguaggio SMS (per esempio, non scritto “nn”) hanno fatto strage dell’italiano, più di quanto non abbiano fatto con le altre lingue. Ma la colpa di questo non sta nei giovani, ma nella scuola, dove gli errori di grammatica e sintassi sono ormai tollerati, come se la lingua italiana fosse una variabile. Comunque, le mie critiche alla qualità dell’italiano e all’abitudine di infarcire il discorso scritto di parole - cazzo, in primis - che nulla hanno a vedere con i contenuti del discorso stesso, ma servono solo a dare enfasi (mancando la capacità di dare enfasi attraverso la parola scritta), non vogliono dimostrare nulla, se non che ci stiamo pericolosamente avvicinando a una società di analfabeti (e analfabeta non significa né stupido né ignorante).
Sapevo bene che le informazioni che avevi riportato nel post non erano tue, ma perchè non le hai verificate prima?
Mi spiace smentire questa affermazione: quando ho riportato informazioni di cui non ero certo, ho sempre scritto che erano da dimostrare. A meno che non si usi la parola “informazioni” al posto della parola “giudizi”, che sono personali e quindi non devono essere dimostrati. Le critiche alla pubblicità sono giudizi personali, che possono essere condivisi oppure no, nel pieno rispetto delle reciproche idee, ma non devono essere verificati.
Io scrivo cavolate che meritano pubbliche repliche…
Mi spiace smentire anche questa seconda affermazione: nel mio commento si diceva che erano stati dati giudizi che dimostravano una lettura superficiale del post, e un’omissione della lettura di altri post in cui i giudizi stessi venivano smentiti (come quello relativo a Telecom). La replica pubblica è un mio diritto, in quanto autore del blog. Contrariamente a quanto fanno altri blogger, ho deciso di replicare sempre in modo pubblico: è una scelta editoriale, che può essere condivisa oppure no.
La società titolare del numero 892892 ha annunciato l’introduzione di una tariffa fissa di Euro 1,80 (IVA inclusa) a chiamata, sia da rete fissa che da rete mobile, senza limiti di richiesta sulle informazioni e fino a una durata di 8 minuti, che comprende anche la connessione al numero richiesto. L’azienda ha già inoltrato richiesta formale a tutti gli operatori, fissi e mobili, per l’attivazione immediata della nuova tariffa, ma mentre per la rete fissa la nuova tariffa sarà disponibile, secondo la normativa vigente, non oltre il 10 novembre 2005, per la rete mobile la sua disponibilità è soggetta alla volontà e all’efficienza di ciascun operatore mobile, dal momento che i prezzi del mobile non sono regolamentati. Quindi, non è ancora certo che la tariffa sarà disponibile per tutti gli abbonati delle reti mobili.
La cosa è stata “venduta” come se fosse stata programmata da tempo, così come la “sfida al primo minuto” annunciata alla fine di settembre. Personalmente, non sono affatto convinto della cosa, anche perché nel Regno Unito, dove il servizio 118118 funziona da un paio d’anni, non si parla assolutamente di tariffa fissa ma ancora di costo al secondo, anche se poi esistono tariffe scontate per le aziende che usano ripetutamente il servizio (e di questo non c’è traccia sul sito italiano) e il sito consente di effettuare gratuitamente ricerche sul database degli utenti del telefono (mentre questo, in Italia, non è possibile). Siccome le strategie delle due aziende sembrano essere molto simili, a giudicare perlomeno dallo stile dei due siti (che sono entrambi un omaggio a Flash, mentre lasciano molto a desiderare sotto il profilo dell’usabilità) e delle campagne pubblicitarie, ho la presunzione di pensare che le reazioni piuttosto forti dei consumatori italiani - e in particolare della rete, se si pensa che cercando 892892 con Google si trovano 124.000 pagine, di cui 119.000 in italiano e 59.000 provenienti da siti .it - abbiano spinto l’azienda a rivedere le proprie tariffe.
Ripeto, è una presunzione, ma forse c’è anche un po’ di verità.