Ho scoperto questa poesia di Pablo Neruda sulla newsletter dell’UniCom, Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, grazie alla segnalazione di Creative Classics, il blog di Marco Fossati.
Mi sembra un testo molto bello, in un momento in cui c’è qualcosa che rischia di morire in ognuno di noi, per mille motivi, tutti buoni o tutti cattivi, se continuiamo a fare solo gli spettatori di quello che succede intorno a noi.
Lentamente muore
Lentamente. Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle cose che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore
e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette, almeno una volta nella vita,
di fuggire ai consigli sensati.
Google ha una pagina di ricerca per il mondo dei blog, disponibile anche in versione avanzata. C’è anche un’esauriente pagina di informazioni, che spiega come la ricerca venga effettuata esclusivamente sulle stringhe RSS (un motivo in più per averle). Ovviamente, è possibile impostare una ricerca e ricevere i risultati sotto forma di stringa RSS.
Ma questa situazione mi sembra familiare…
There is one university PR department in London that I know fairly well - it’s a small middle-class world after all - and I know that until recently, they had never employed a single science graduate. This is not uncommon. Science is done by scientists, who write it up. Then a press release is written by a non-scientist, who runs it by their non-scientist boss, who then sends it to journalists without a science education who try to convey difficult new ideas to an audience of either lay people, or more likely - since they’ll be the ones interested in reading the stuff - people who know their way around a t-test a lot better than any of these intermediaries. Finally, it’s edited by a whole team of people who don’t understand it. You can be sure that at least one person in any given “science communication” chain is just juggling words about on a page, without having the first clue what they mean, pretending they’ve got a proper job, their pens all lined up neatly on the desk.
Se avete voglia di leggere tutto l’articolo del Guardian, che parla del processo di divulgazione scientifica, dal comunicato stampa all’articolo, lo trovate qui. Ne hanno già scritto Resto del Mondo e Massimo Morelli.
Ormai, in Italia non ci si può meravigliare più di nulla, nemmeno di un’officina dell’Automobil Club che ripara un treno Eurostar. E’ successo veramente, vicino a Caserta. Una bella notizia per chi viaggia in treno…
Vi consiglio di leggere il commento di Christopher Carfi di The Social Customer Manifesto, che analizza l’acquisizione e fornisce quattro ragioni e tre implicazioni che rendono la transazione particolarmente interessante, soprattutto in chiave futura. Aspettiamoci una grossa evoluzione sia delle aste, con l’integrazione della voce, sia degli ordini telefonici, con l’integrazione del sistema di pagamento.
Provare per credere: aprire la home page di Google (non importa se in italiano o in inglese), scrivere “failure” (fallimento) nell’apposito spazio e premere il pulsante “Mi sento fortunato” o “I feel lucky”… Non ci sono dubbi: i comunisti si nascondono ovunque, anche nei motori di ricerca…
Ho appena assistito al “messaggio promozionale” in cui Paolo Bonolis affianca la coppia degli “iapinidi” nella pubblicità del numero 892892, adattata al mondo del calcio (massacrando, quindi, tutti i tifosi italiani, già messi a dura prova dalla pochezza della trasmissione Serie A, che - per il momento - raggiunge solo l’obiettivo di far rimpiangere 90° Minuto). Non manca proprio nulla, compresi i due “pensionati” 12 e 412 stravaccati sulle loro poltrone. Per evitare la confusione con Telecom, è stata aggiunta una frase che fa riferimento all’azienda “Il Numero” (qualcuno è intervenuto?), ma questo non cambia la sostanza delle cose. E’ evidente l’imbarazzo di Paolo Bonolis nel pronunciare le frasi sconclusionate che legano l’attività dei due sciammannati al gioco del pallone… Quanto tempo ci vorrà per esaurire il budget pubblicitario, e mettere fine all’inutile massacramento dei telespettatori? Io continuo a invitare tutti gli italiani a evitare le telefonate al numero 892892: mi sembra la giusta punizione per una campagna pubblicitaria che offende l’intelligenza dei telespettatori, ritenendo che la visione dei due cerebrolesi - e degli altri improbabili personaggi della serie, come la cubista sessantenne - possa sollecitare un qualsiasi tipo di reazione “umana”.
Ricordate il post sul licenziamento di Alan Kay da parte della “nuova HP” di Mark Hurd, uno dei migliori “potatori” sul mercato?
Google ha appena fatto esattamente il contrario, assumendo Vint Cerf nel ruolo di Chief Internet Evangelist. Se non conoscete Vint Cerf, trovate la sua biografia su Wikipedia, iBiblio e ICANN.
Nel 1974, Vint Cerf ha scritto, insieme a Bob Kahn, il documento A Protocol for Packet Networks Intercommunication, che è considerato la pietra miliare per lo sviluppo dell’internetworking, ovvero del collegamento tra reti a pacchetto che è alla base di internet. Nel 1984, ha guidato il team di sviluppo di MCI Mail, il primo servizio commerciale di posta elettronica, di cui io - per una strana coincidenza - sono stato uno dei primi utenti italiani.
E’ una mossa importante da parte di Google, che conferma la sua posizione di leader nel mondo della rete.
IBM Spagna ha appena pubblicato uno studio sulle sale stampa online. Il documento in formato PDF, in spagnolo e inglese, si può scaricare da questo link.
Sul tema ci sono già le opinioni divergenti di Shel Holtz e Chris Edwards.
Prima bevete una camomilla per distendere i nervi, e poi leggete. Migliaia di raccomandazioni alle Poste Italiane per assunzioni, promozioni e trasferimenti, memorizzati in un database dove ci sono i nomi di politici, sindacalisti, cardinali e portaborse. Un grande esempio di accordo bipartisan… Peccato che non sia quello che si aspettano gli elettori.