Gli articoli pubblicati ieri, mercoledì:
Dan Gillmor, per anni opinionista del San Jose Mercury News, il quotidiano della Silicon Valley, ha commentato l’ampliamento delle responsabilità di Ray Ozzie - l’inventore di Lotus Notes - nel quadro della riorganizzazione del top management Microsoft, di cui era già Chief Technical Officer. Ozzie avrà il compito di aiutare l’azienda a coordinare l’offerta di servizi basati su Internet, che includono Windows Update, il sito consumer MSN, la posta elettronica basata su web, la messaggistica istantanea, le tecnologie di ricerca e il servizio per i giochi online Xbox Live.
Queste sono le parole di Dan: Ray è una delle persone più intelligenti che io abbia mai incontrato nel mondo delle tecnologie, ed è anche un gentleman. Spero che il suo contributo al DNA istituzionale di Microsoft possa cambiare [in meglio, N.d.T.] l’azienda, e che non succeda il contrario.
Dan Gillmor conosce personalmente Bill Gates e Steve Ballmer, che ha intervistato più volte nel corso della sua lunga carriera. Gli sono bastate due righe per sparare una bella bordata sulla cultura aziendale della software house di Redmond.
L’articolo di Dan Gillmor lo trovate qui.
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Gli articoli pubblicati ieri (ovvero stanotte):
Questi sono i due ultimi interventi di ieri:
Oggi è iniziata la seconda edizione della Global PR Blog Week, a cui ho cercato di dare un modesto (nel senso letterale della parola) contributo con questo articolo: Growing a PR blog in a different language. Scrivere in inglese è maledettamente difficile, soprattutto quando si sa che la maggior parte dei lettori sarà proprio madrelingua inglese: spero di non aver provocato troppa ilarità nei Paesi anglosassoni. Come d’accordo con gli organizzatori della manifestazione, pubblicherò la traduzione in italiano dell’articolo solo alla fine della settimana (nel frattempo, divertitevi con il mio “itangliano”).
Vi consiglio invece la lettura di tutti gli altri articoli:
Siccome l’ora di riferimento per la pubblicazione è quella di New York, mancano ancora all’appello tre articoli previsti per oggi, che verranno pubblicati nelle prime ore della notte qui in Italia. Se li volete leggere prima di trovare il loro indirizzo nel mio blog, potete accedere direttamente alla home page della Global PR Blog Week 2.0, dove li trovate tutti in sequenza cronologica.
Novell ha da poco inaugurato un blog intitolato Open PR e indirizzato in modo specifico alle relazioni con la stampa, che viene gestito dal team interno capitanato da Bruce Lowry.
Il primo post, scritto dallo stesso Bruce Lowry, spiega in modo essenziale quale può essere il ruolo dei blog nel quadro dell’attività di relazioni con la stampa di un’azienda.
L’obiettivo che speriamo di raggiungere con questo sito è un dialogo più aperto e regolare con la stampa, su temi rilevanti per Novell, il settore industriale e la comunità open source. I comunicati stampa continuano a essere un veicolo importante per la comunicazione delle notizie Novell, mentre in questa sede speriamo di avere un dialogo più regolare sullo sviluppo dei prodotti e su altri temi che non rientrano tra quelli affrontati dai comunicati stampa stessi, ma sono comunque interessanti per coloro che seguono Novell. Per questo, incoraggiamo una partecipazione attiva da parte dei lettori e un feedback sugli argomenti del sito.
Sarebbe bello che iniziative come questa venissero recepite anche da altre aziende, e non si trasformassero - con il passare del tempo - in un esercizio di ipocrisia in costante equilibrio tra una blanda critica e uno sperticato elogio all’operato dell’azienda, come ha fatto Robert Scoble nei confronti di Microsoft (in passato, ero caduto anch’io nella trappola). Speriamo che Novell mantenga le proprie promesse, e sia di esempio anche per altre aziende con un esercizio di trasparenza che non può che giovare alla qualità delle relazioni con la stampa.
Carlo Odello (il suo blog dovrebbe essere questo, anche se non sono riuscito a trovare nessun riferimento anagrafico) ha commentato il mio post sulle pierre, quelle vere, con questa frase:
Sì, purtroppo le PR sono una professione screditata. La credibilità dei PR nei confronti dei giornalisti è drammaticamente bassa. Il problema è che chiunque abbia la facoltà di parlare, o meglio di articolare suoni in parole, e non abbia di meglio di fare, si mette sul mercato. Me lo hanno fatto rilevare alcuni giornalisti che ho coinvolto in un’indagine sullo stato degli uffici stampa in Italia. E’ drammatico quante carine yes-women e ammiccanti yes-men ci siano nel mondo delle PR: ai giornalisti sanno a malapena riferire quanto è scritto sul comunicato stampa del cliente, ma spesso del business del cliente non sanno veramente nulla. E non hanno la minima intenzione di saperlo.
E’ un problema che ho affrontato più volte, beccandomi anche del saccente (perché avevo evidenziato una serie di errori, dovuti all’ignoranza grammaticale e sintattica o all’incompetenza tecnica, presenti negli ultimi cinque comunicati stampa emessi da altrettante agenzie di relazioni pubbliche), perché ritengo che la sua soluzione sia un passo necessario per poter tornare a parlare senza distinguo della professione di consulente di relazioni pubbliche. Purtroppo, allo stato attuale delle cose non sembra che Ferpi e Assorel, le due strutture associative del settore (la prima tra professionisti, la seconda tra agenzie), abbiano voglia di spendere tempo ed energie per riqualificare la professione, occupate come sono la prima a discutere di problemi molto interessanti ma anche molto teorici (mi viene in mente la responsabilità sociale delle imprese, di cui è difficile parlare prima di aver risolto problemi come la pratica ancora diffusa delle mazzette, che vanno in direzione opposta a qualsiasi forma di etica) e la seconda a spartire le cariche sociali e regolamentare l’accesso alle gare da parte degli associati.
Certo, la presenza di un albo professionale, che sarebbe la soluzione più semplice per garantire - almeno in una certa misura - la qualificazione dei professionisti e delle agenzie (se sei iscritto all’albo professionale, significa che hai superato un esame di ammissione, e vi garantisco che basterebbe una sola domanda di Attilio Consonni per ripulire il settore dalla metà dei cialtroni che lo popolano), obbligherebbe poi le due associazioni - e in particolare Assorel, che non ha alcun tipo di barriera all’ingresso (per l’iscrizione alla Ferpi, che però rappresenta solo una minoranza degli addetti, alle domande di Attilio Consonni bisogna prima o poi rispondere veramente) - a far rispettare uno standard qualitativo perlomeno decente. E questo andrebbe in direzione opposta rispetto all’obiettivo di aumentare rapidamente il numero degli iscritti (e qui non mi riferisco assolutamente alla Ferpi).
La strada da percorrere è molto lunga, e ogni tanto mi sembra di scorgere in lontananza due strani individui - uno magro e uno grasso - che sembrano correre incontro a dei mulini a vento… Che sia solo una coincidenza?
“Lei è un po’ stressato, le consiglio di farsi un blog…”. Secondo una ricerca sulle tendenze dei blog appena pubblicata da America On Line (purtroppo, è disponibile online solamente il comunicato stampa), non siamo molto distanti dal momento in cui il nostro medico curante potrebbe pronunciare una frase del genere. Tempi duri per gli psicanalisti? Spero proprio di si (è una categoria che non gode delle mie simpatie: così come i dietologi, non hanno nessun interesse a risolvere i problemi dei propri pazienti, perché - alla lunga - rimarrebbero senza lavoro).
Secondo AOL, quindi, quasi il 50% dei blogger utilizza il blog come una forma di terapia, contro il 16% che scrive perché è attratto dal giornalismo, il 12% che parla di attualità e pettegolezzi e l’8% che espone le proprie posizioni politiche. Secondo la ricerca, quando si tratta di affrontare situazioni di stress o problemi personali, il numero delle persone che preferisce scrivere il proprio blog o leggere blog di altre persone afflitte dagli stessi problemi è pari a sei volte il numero di quelle che cercano di consigli di un professionista.
La ricerca “Blog Trends Survey” è stata condotta dalla società Digital Marketing Services attraverso il sito di ricerche online Opinion Place, su un campione di 600 persone che scrivono uno o più blog.
Una sintesi dei risultati
- Il 54% condivide i propri pensieri e i propri sentimenti con gli altri, e il 43% ama raccontare la propria vita e i propri interessi.
Grazie a Google Blog Search, inizia con questo intervento una rubrica periodica sulle pierre, quelle vere, quelle che ci qualificano e ci rendono orgogliosi della nostra professione.
L’obiettivo è quello di ispirare i professionisti, quelli che credono di fare un lavoro serio e onesto, offrendo una serie di alternative interessanti - ovviamente, non per il sottoscritto, che non ha più l’età - a una professione definitivamente sputtanata.
Lanzarone: Da stasera faccio il p.r. In pratica fermo la gente, faccio due battute e li convinco ad entrare
L’Atene non s’apre: Pubbliche relazioni (vabbè, volantinaggio) per far conoscere il nostro chiosco
BenvenusDansLeFantastiqueMondeD’Angela: Con i nostri amici impanicati per viale ceccarini tra i 200 pr che cercavano di venderti le prevendite…
AND SO ON: La zoccola… fa pubbliche relazioni
A parte Albano Carrisi, Lori Del Santo, Maria Giovanna Elmi ed Enzo Paolo Turci (e anche su questi quattro, con l’eccezione - forse - del marito di Loredana Lecciso, che si porta appresso la figlia Romina), con che coraggio la chiamano isola dei famosi? Ormai, non ci vanno più nemmeno quelli dimenticati da tutti, come Adriano Pappalardo…