Relazioni Pubbliche e Stakeholder nello Scenario del Terzo Millennio
31 Jul
Io mi chiedo di quale considerazione godano gli utenti italiani di telefonia presso le agenzie di pubblicità, se dobbiamo sorbirci degli autenti “insulti mediatici” come quello che ci sta ossessionando da qualche settimana per la promozione del nuovo servizio 892892. Più guardo la coppia di “iapinidi” più sono convinto della necessità di eliminare - anche se solo professionalmente - la coppia creativa che ha concepito un simile scempio.

Tra l’altro, quello che non si riesce assolutamente a comprendere dalla pubblicità è che il servizio non solo è a pagamento, ma che - evitandolo (com’è giusto che sia, visto l’insulto alla nostra intelligenza) - prima o poi riusciremo a permetterci una vacanza esclusiva o un collier di diamanti o la casa dei nostri sogni…
Queste, infatti, sono le tariffe:
Telecom Italia e altre reti fisse
12 centesimi di Euro alla risposta + 3 centesimi di Euro al secondo ovvero 5,52 Euro per una telefonata di tre minuti
Telecom Mobile
15,49 centesimi di Euro alla risposta + 3,1 centesimi di Euro al secondo ovvero 5,73 Euro per una telefonata di tre minuti
Vodafone Mobile
15,49 centesimi di Euro alla risposta + 4,16 centesimi di Euro al secondo ovvero 7,64 Euro per una telefonata di tre minuti
Wind Mobile
15 centesimi di Euro alla risposta + 3,1 centesimi di Euro al secondo ovvero 5,73 Euro per una telefonata di tre minuti
Meditate, gente, meditate, e - soprattutto - non telefonate…
Tags: media, pr31 Jul
Il comunicato stampa non è l’unico strumento delle relazioni con i media: questo, però, non giustifica in alcun modo la scarsa attenzione che le agenzie italiane di relazioni pubbliche specializzate nel settore delle tecnologie avanzate pongono sulla sua redazione, sia in termini di correttezza grammaticale e sintattica, sia in termini di qualità della traduzione e dell’adattamento dalla lingua inglese alla lingua italiana (ovviamente, quando il comunicato stampa viene tradotto da un originale sviluppato per un mercato completamente diverso), sia in termini di chiarezza e leggibilità dei contenuti.
Questa scarsa qualità dei comunicati stampa spiega l’altrettanto scarsa qualità dei risultati che la maggior parte di queste agenzie riesce a ottenere, e che permette a Quorum PR - l’agenzia di cui sono fondatore e presidente - di ottenere crescite della visibilità sulla stampa che vanno dal 160 al 530% rispetto all’anno e all’agenzia precedente, in soli dodici mesi. Tra l’altro, crescite basate sull’aumento della qualità degli articoli e del mix delle testate (a sostegno di queste affermazioni ci sono le rassegne stampa), e quindi ancora più significative rispetto a quanto potrebbe far presupporre la percentuale stessa.
I comunicati stampa di qualità scadente sono talmente tanti che per trovare gli esempi sufficienti a illustrare le diverse tipologie di problemi è stato sufficiente analizzare solo quelli distribuiti nel corso dell’ultima settimana, da lunedì 25 luglio a venerdì 29 luglio.
Grammatica e sintassi
Come la mettiamo con le virgole? L’utile netto relativo al secondo trimestre del 2005, è stato rettificato… e Gli obiettivi, confermano le previsioni…. Qui ci vuole un bel manuale di punteggiatura.
Non è che manca un pezzo fondamentale per tenere in piedi il periodo? Il miglioramento dell’utile operativo è principalmente dovuto all’aumento del fatturato che ha raggiunto, nel primo semestre 2005. Ciò costituisce una crescita del 5% (a valuta costante) rispetto ai 202 milioni di Euro relativi ai primi 6 mesi del 2004. Forse, dopo 2005 ci vuole una virgola e l’ammontare del fatturato, a meno di non voler costringere il lettore a fare i conti.
Traduzione e adattamento
Parliamo di Spirito Santo? L’effetto dell’ammortamento di beni immateriali… In italiano, immateriale significa “non costituito da materia”, ed è difficile - se non impossibile - che un bene ammortizzabile possa non essere costituito da materia, a meno di non voler contabilizzare proprio lo Spirito Santo. In inglese il termine “immaterial”, quando utilizzato in ambito finanziario, contraddistingue i beni accessori, ovvero quelli che non sono contraddistinti da un particolare valore per l’azienda.
Sono azioni o sono liquidi? 0,27 dollari per azione diluita… In italiano, il verbo diluire significa “allungare un liquido con un altro” o “sciogliere una sostanza in un liquido”, oppure (figurativo) “esprimere con sovrabbondanza di parole, togliendo vigore e efficacia al discorso o alla narrazione”, ma non può essere assolutamente riferito al valore delle azioni. Negli Stati Uniti, il regolamento della SEC (Standard Exchange Commission) impone di specificare che il valore delle azioni è “diluted” rispetto a quello originale quando sono stati effettuati degli stock split dopo la quotazione in Borsa (e siccome quasi tutte le aziende hanno effettuato almeno uno stock split, tutte le azioni hanno un valore diluted).
In entrambi i casi, sarebbe stato necessario documentarsi prima di tradurre in modo scolastico (e pedissequo) il termine. Per documentarsi, ci vuole umiltà, passione e professionalità, elementi che purtroppo mancano nella maggior parte degli addetti (che, in questo caso, possono fregiarsi - orgogliosamente, e a ragione - della definizione di “pierre”).
Dov’è il buon senso? Una rete wireless altamente gestibile… Ci vuole molto a capire che “highly manageable” non si può tradurre con “altamente gestibile” perchè la frase che ne risulta non ha alcun senso? Quando parlano, dicono che una cosa è “alta da gestire” oppure che è “facile da gestire”? La procedura da seguire è questa: si collega il cervello (se c’è), si traduce e si adatta, e poi si rilegge. E se la frase non funziona, si cerca di trovare una soluzione diversa che mantenga il sognificato (quello corretto, ovviamente).
E’ un individuo o un’azienda? Ha chiuso il secondo trimestre dell’esercizio 2005 con un reddito netto di 31,2 milioni di dollari… Gli individui hanno un reddito e le aziende fanno un utile (che poi si traduce in reddito dei soci).
Chiarezza e leggibilità
Qui basta un unico esempio: Per sfruttare questo flaw, un utente potrebbe venire indotto a visualizzare o fare il rendering di un’immagine elaborata con intenti malevoli. Creando un’immagine elaborata maliziosamente, un attacker è in grado di minacciare uno stack overflow all’interno del componente render dell’immagine, compromettendo così la macchina obbiettivo dell’azione maliziosa. Dopo aver tradotto (si fa per dire…) la frase, hanno provato a rileggerla? E, ipotizzando che l’abbiano riletta, la hanno trovata chiara e comprensibile? Le due domande sorgono spontanee…
E non credo ci sia bisogno di spiegare i motivi per cui dei comunicati stampa che contengono questo tipo di errori hanno meno probabilità di essere pubblicati rispetto a quelli scritti in modo chiaro e corretto, e come - nel medio e lungo periodo - il fatto di distribuire solamente comunicati stampa scritti in modo chiaro e corretto crei un rapporto di fiducia con i giornalisti tale da far si che essi vengano pubblicati in modo quasi automatico - ovviamente, quando i contenuti sono tali da giustificarlo - dalla maggior parte delle testate. E come, a forza di distribuire comunicati stampa scritti male, si riesca addirittura a ridurre il numero degli articoli rispetto a quello “fisiologico”, ovvero a quello che verrebbe pubblicato senza fare nulla, a seguito della semplice presenza dell’azienda sul mercato (in Italia c’è il massimo specialista mondiale di questa particolare specialità: una scelta sicura, se volete che dell’azienda non parli proprio nessuno…).
Ripeto, è bastata solo una settimana, alla fine di luglio, quando il numero dei comunicati stampa è ridotto rispetto a quello dei mesi che vanno da settembre a novembre e da gennaio a giugno (e quindi, in pura teoria, c’è più tempo per curare gli aspetti qualitativi) per trovare un numero sufficiente di esempi di comunicati stampa che contengono errori. E ho trascurato, volutamente, quelli in cui mancava l’elemento principale: la notizia. No comment…
Tags: comunicato stampa, media, pr, relazioni pubbliche